Udienza generale 16 giugno 2021

Udienza generale san DamasoL’Udienza Generale di questa mattina si è svolta nel Cortile di San Damaso del Palazzo Apostolico Vaticano.

Nel discorso in lingua italiana il Papa, concludendo il ciclo di catechesi sulla preghiera, ha incentrato la sua riflessione sul tema: “La preghiera pasquale di Gesù per noi” (Lettura: Mc 14, 32-36).

Dopo aver riassunto la Sua catechesi nelle diverse lingue, il Santo Padre ha indirizzato particolari espressioni di saluto ai fedeli presenti.

L’Udienza Generale si è conclusa con la recita del Pater Noster e la Benedizione Apostolica.

Catechesi del Santo Padre in lingua italiana

Cari fratelli e sorelle, buongiorno!

Abbiamo più volte richiamato in questa serie di catechesi come la preghiera sia una delle caratteristiche più evidenti della vita di Gesù: Gesù pregava, e pregava tanto. Nel corso della sua missione, Gesù si immerge in essa, perché il dialogo con il Padre è il nucleo incandescente di tutta la sua esistenza.

I Vangeli testimoniano come la preghiera di Gesù si sia fatta ancora più intensa e fitta nell’ora della sua passione e morte. Questi avvenimenti culminanti della sua vita costituiscono il nucleo centrale della predicazione cristiana: quelle ultime ore vissute da Gesù a Gerusalemme sono il cuore del Vangelo non solo perché a questa narrazione gli Evangelisti riservano, in proporzione, uno spazio maggiore, ma anche perché l’evento della morte e risurrezione – come un lampo – getta luce su tutto il resto della vicenda di Gesù. Egli non è stato un filantropo che si è preso cura delle sofferenze e delle malattie umane: è stato ed è molto di più. In Lui non c’è solamente la bontà: c’è qualcosa di più, c’è la salvezza, e non una salvezza episodica - quella che mi salva da una malattia o da un momento di sconforto - ma la salvezza totale, quella messianica, quella che fa sperare nella vittoria definitiva della vita sulla morte.

Nei giorni della sua ultima Pasqua, troviamo dunque Gesù pienamente immerso nella preghiera.

Egli prega in maniera drammatica nell’orto del Getsemani – l’abbiamo sentito –, assalito da un’angoscia mortale. Eppure Gesù, proprio in quel momento, si rivolge a Dio chiamandolo “Abbà”, Papà (cfr Mc 14,36). Questa parola aramaica – che era la lingua di Gesù – esprime intimità, esprime fiducia. Proprio mentre sente le tenebre addensarsi intorno a Sé, Gesù le attraversa con quella piccola parola: Abbà, Papà.

Gesù prega anche sulla croce, oscuramente avvolto dal silenzio di Dio. Eppure sulle sue labbra affiora ancora una volta la parola “Padre”. È la preghiera più ardita, perché sulla croce Gesù è l’intercessore assoluto: prega per gli altri, prega per tutti, anche per coloro che lo condannano, senza che nessuno, tranne un povero malfattore, si schieri dalla sua parte. Tutti erano contro di Lui o indifferenti, soltanto quel malfattore riconosce il potere. «Padre, perdona loro perché non sanno quello che fanno» (Lc 23,34). Nel pieno del dramma, nel dolore atroce dell’anima e del corpo, Gesù prega con le parole dei salmi; con i poveri del mondo, specialmente con quelli dimenticati da tutti, pronuncia le parole tragiche del salmo 22: «Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?» (v. 2): Lui sentiva l’abbandono e pregava. Sulla croce si compie il dono del Padre, che offre l’amore, cioè si compie la nostra salvezza. E anche, una volta, lo chiama “Dio mio”, “Padre, nelle tue mani consegno il mio spirito”: cioè, tutto, tutto è preghiera, nelle tre ore della Croce.

Gesù dunque prega nelle ore decisive della passione e della morte. E con la risurrezione il Padre esaudirà la preghiera. La preghiera di Gesù è intensa, la preghiera di Gesù è unica e diviene anche il modello della nostra preghiera. Gesù ha pregato per tutti, ha pregato anche per me, per ognuno di voi. Ognuno di noi può dire: “Gesù, sulla croce, ha pregato per me”. Ha pregato. Gesù può dire a ognuno di noi: “Ho pregato per te, nell’Ultima Cena e sul legno della Croce”. Anche nella più dolorosa delle nostre sofferenze, non siamo mai soli. La preghiera di Gesù è con noi. “E adesso, Padre, qui, noi che stiamo ascoltando questo, Gesù prega per noi?”. Sì, continua a pregare perché la Sua parola ci aiuti ad andare avanti. Ma pregare e ricordare che Lui prega per noi.

E questa mi sembra la cosa più bella da ricordare. Questa è l’ultima catechesi di questo ciclo sulla preghiera: ricordare la grazia che noi non solamente preghiamo, ma che, per così dire, siamo stati “pregati”, siamo già accolti nel dialogo di Gesù con il Padre, nella comunione dello Spirito Santo. Gesù prega per me: ognuno di noi può mettere questo nel cuore: non bisogna dimenticarlo. Anche nei momenti più brutti. Siamo già accolti nel dialogo di Gesù con il Padre nella comunione dello Spirito Santo. Siamo stati voluti in Cristo Gesù, e anche nell’ora della passione, morte e risurrezione tutto è stato offerto per noi. E allora, con la preghiera e con la vita, non ci resta che avere coraggio, speranza e con questo coraggio e speranza sentire forte la preghiera di Gesù e andare avanti: che la nostra vita sia un dare gloria a Dio nella consapevolezza che Lui prega per me il Padre, che Gesù prega per me.

 

Sintesi della catechesi e saluti nelle diverse lingue

In lingua francese

Speaker:

Frères et sœurs, la prière est l’une des caractéristiques les plus évidentes de la vie de Jésus. Au cours de sa mission, le dialogue avec le Père est le centre lumineux de toute son existence. Dans les évangiles, la prière de Jésus devient plus intense à l’heure de sa passion et de sa mort, centre de la prédication chrétienne. En Jésus se trouve le salut total et messianique qui fait espérer dans la victoire définitive de la vie sur la mort. La prière de Jésus sur la croix est la prière la plus audacieuse car c’est le lieu où il est l’intercesseur absolu. Sur la croix s’accomplit le don du Père qui offre l’amour sans réserve de son Fils comme prix de notre salut. La prière sacerdotale de Jésus nous fait rentrer dans le mystère de sa prière car elle embrasse toute l’Economie de la création et du salut. Dans cette prière, le regard de Jésus n’est pas seulement posé sur ses disciples, mais sur nous tous. Même dans la souffrance la plus douloureuse, nous ne sommes pas seuls. En conclusion de ce cycle de catéchèses consacrées au thème de la prière, il est bon de se rappeler que nous avons la grâce non seulement de prier, mais aussi d’être accueillis dans le dialogue de Jésus avec le Père, dans la communion de l’Esprit Saint. Ainsi avec notre prière et notre vie, nous pouvons dire: Gloire au Père et au Fils et au Saint-Esprit, comme il était au commencement, maintenant et toujours, dans les siècles des siècles. Amen.

Santo Padre:

Sono lieto di salutare i fedeli di lingua francese, in particolare i pellegrini venuti dall’Ile de la Réunion! In una preghiera ardita e fervida, noi possiamo riscoprire la bellezza e la gioia di essere amati da Dio Padre, salvati da Gesù sulla croce, diventando intercessori per quanti vivono nella precarietà, nella la solitudine e nella malattia.

A tutti, la mia benedizione!

Santo Padre:

Je suis heureux de saluer les personnes de langue française, en particulier les pèlerins venus de l’Ile de la Réunion! Dans une prière audacieuse et fervente, puissions-nous redécouvrir la beauté et la joie d’être aimés de Dieu le Père, sauvés par Jésus sur la croix et devenir des intercesseurs fervents pour les personnes qui vivent dans la précarité, la solitude et la maladie.

A tous, ma bénédiction!

 

In lingua inglese

Speaker:

Dear Brothers and Sisters, today we conclude our series of catecheses on prayer by turning once again to the prayer of Jesus. In the final hours of his life, Jesus’ constant dialogue with the Father becomes all the more intense, as he approaches his saving death and resurrection. In the great “priestly prayer” of the Last Supper, Jesus intercedes for his disciples and for all those who will believe through their word. In the agony in the garden, he offers his anguish to the Father and lovingly embraces his will. At the darkest hour of his suffering on the cross, Jesus continues to pray, using the traditional words of the Psalms, identifying himself with the poor and abandoned of our world. In those moments, the crucified Lord takes upon himself the burden of all the sins of the world. For our sake, he experiences the distance separating sinners from God, and becomes the supreme and eternal intercessor for all mankind. In our own life of prayer, may we always be mindful that the Lord never ceases to pray for us, uniting us to his own eternal dialogue of love with the Father in the communion of the Holy Spirit.

Santo Padre:

Saluto cordialmente i pellegrini di lingua inglese. Uniti al Signore Gesù, il nostro intercessore davanti al Padre, possiamo pregare con perseveranza per la conversione dei cuori e la salvezza del mondo. Su voi e sulle vostre famiglie invoco la gioia e la pace di Cristo. Dio vi benedica!

Speaker:

I cordially greet the English-speaking faithful. In union with the Lord Jesus, our intercessor before the Father, may we pray perseveringly for the conversion of hearts and the salvation of world.

Upon you and your families I invoke the joy and peace of our Lord Jesus Christ. God bless you!

 

In lingua tedesca

Speaker:

Liebe Brüder und Schwestern, zum Abschluss unserer Katechesen über das Gebet schauen wir auf das Paschamysterium Jesu, der bei seinem Leiden und Sterben völlig ins Gebet eingetaucht ist. Im Garten Getsemani ist der Herr von Todesangst erfüllt, doch gerade da wendet er sich mit der vertrauensvollen Anrede des Kindes „Abba“ – „Papa“ an den Vater. Am Kreuz tritt er beim Vater als wahrer Fürsprecher für alle ein, einschließlich seiner Peiniger. Zugleich erfährt er, da er die Sünde der Welt trägt, die Gottverlassenheit und übergibt sich im Sterben als Sohn ganz dem Vater. Dieses tiefe Geheimnis des Betens Jesu sehen wir am Abend vor seinem Leiden beim sogenannten „hohepriesterlichen Gebet“ nach dem Letzten Abendmahl. Es ist das längste Gebet in den Evangelien und »umfasst die ganze Ökonomie der Schöpfung und des Heils wie auch Tod und Auferstehung Jesu« (KKK, 2746). Der Blick des Herrn fällt nicht nur auf die Jünger am Tisch, sondern sieht auch uns alle, als wolle er einem jeden sagen: „Beim Letzten Abendmahl und am Holz des Kreuzes habe ich für dich gebetet.“ Wir sind hineingenommen in das Gebet Jesu mit dem Vater im Heiligen Geist. So sollen wir selbst mit unserem Beten und Leben sagen: „Ehre sei dem Vater und dem Sohn und dem Heiligen Geist. Amen.“

Santo Padre:

Saluto cordialmente i fedeli di lingua tedesca. La preghiera è un grande dono che ci fa partecipi della comunione divina. Pregando ci affidiamo a Gesù: «Il nostro Sommo Sacerdote che prega per noi è anche colui che prega in noi e il Dio che ci esaudisce» (CCC, 2749). Il Signore vi benedica e vi custodisca sempre.

Speaker:

Herzlich grüße ich die Gläubigen deutscher Sprache. Das Gebet ist ein großes Geschenk, das uns an der Gemeinschaft Gottes teilhaben lässt. Beim Beten vertrauen wir uns Jesus an: »Unser Hohepriester, der für uns betet, ist auch der, der in uns betet; er ist der Gott, der uns erhört« (KKK, 2749). Der Herr segne und behüte euch allezeit.

 

In lingua spagnola

Queridos hermanos y hermanas:

Hoy terminamos las catequesis sobre la oración. Una de las características más evidentes de la vida de Jesús es su diálogo con el Padre en la oración y, como testimonian los Evangelios, este diálogo se hizo más intenso en la hora de su pasión y su muerte. En el huerto de los Olivos, Jesús reza con temor y angustia, y se dirige a Dios llamándolo “Abbá”, es decir, “Papá”, una palabra aramea que expresa intimidad y confianza.

También en la oscuridad y el silencio de la cruz Jesús invoca a Dios como Padre. En ese momento, en medio de atroces dolores, Jesús es el intercesor absoluto. Pide por los demás, pide por todos, incluso por quienes lo condenan. Suplica con palabras de los salmos, uniéndose a los pobres y olvidados del mundo. Desahoga la angustia de su corazón de manera muy humana, sin dejar de confiar plenamente en el Padre, consciente de su filiación divina hasta el último respiro en la cruz, cuando entrega su espíritu en las manos del Padre.

Para adentrarnos en el misterio de la oración de Jesús nos detenemos en la que se llama “oración sacerdotal”, recogida en el capítulo 17 del Evangelio de Juan. El contexto de esta oración es pascual. Jesús se dirige al Padre al final de la Última Cena, en la que instituye la Eucaristía. En su oración va más allá de los comensales, intercede y abraza al mundo entero, su mirada nos alcanza a todos. Esto nos recuerda que, aun en medio de los más grandes sufrimientos, no estamos solos, ya hemos sido acogidos en el diálogo de Jesús con el Padre, en comunión con el Padre, el Hijo y el Espíritu Santo.

Saludo cordialmente a los fieles de lengua española, que hay tantos. Al finalizar estas catequesis sobre la oración, no olvidemos que Jesús no sólo nos “amó” primero, sino que también “rezó” primero por nosotros. Por eso, con nuestra oración y con nuestra vida demos gloria a Jesús y vivamos seguros porque Él rezó y reza por cada uno de nosotros aún ahora delante del Padre. Muchas gracias.

 

In lingua portoghese

Speaker:

Como já várias vezes nos demos conta, uma das caraterísticas mais evidentes da vida de Jesus é a oração. Esta, porém, torna-se ainda mais frequente e intensa nas horas da sua paixão e morte. Reza de modo muito humano, desafogando na preabbreviato sença do Pai a angústia do seu coração. No Jardim das Oliveiras, apesar da angústia mortal que O faz soar sangue, dirige-Se ao Pai com a palavra aramaica Abbá, repleta da ternura e confiança duma criança no seu papá. E Jesus continua nesta dimensão filial até ao fim, quando exclama: «Pai, nas tuas mãos entrego o meu espírito». No mistério desta oração intensa, tudo aparece recapitulado em Cristo: o olhar de Jesus não se fixa apenas nas pessoas ao seu redor, mas vê-nos também a nós, como se quisesse dizer a cada um: «Rezei por ti, na Última Ceia e no madeiro da Cruz». Eis o dado mais belo que poderíeis guardar destas catequeses: não só rezamos com Jesus, mas de certo modo fomos acolhidos no seu diálogo com o Pai, na comunhão com o Espírito Santo. Fomos amados em Cristo Jesus e, mesmo na hora da sua paixão, morte e ressurreição, tudo foi oferecido por nós.

Santo Padre:

Saluto i fedeli di lingua portoghese, augurando a ciascuno di crescere sempre più nella vita nuova di risorti che Cristo ci ha conquistati. Lasciamoci guidare da Lui, senza paura di cosa ci chieda e dove ci mandi. Il Signore vi benedica, perché siate dovunque faro di luce del Vangelo per tutti. La Madonna accompagni e protegga voi tutti e i vostri cari!

Speaker:

Saúdo os fiéis de língua portuguesa, desejando a cada um que possa crescer sempre mais na vida nova de ressuscitados que Cristo nos conquistou. Deixemo-nos guiar por Ele, sem medo daquilo que nos peça ou do lugar aonde nos mande. O Senhor vos abençoe, para serdes em toda a parte farol de luz do Evangelho para todos. Nossa Senhora vos acompanhe e proteja a todos e aos vossos entes queridos!

 

In lingua araba

Speaker:

اخْتَتَمَ قَداسَةُ البابا اليَوْم سِلْسِلَةَ التَّعليمِ في الصَّلاة، وَتَكَلَّمَ علَى صَلاةِ يَسوع الكَهْنُوتِيّة. قال: كانَتْ صَلاةُ يسوع أكْثَرَ حَرارَةً وقوّة في ساعةِ آلامِهِ وَمَوْتِه. صَلَّى يسوع في بُسْتانِ الجِسْمانِيّة، وَهُوَ حَزينٌ وَخائِفٌ أمامَ المَوْت، وَتَوَجَّهَ إلى الله وَناداهُ "أَبَّا"، يا أبتِ. تُعَبِّرُ هذهِ الكَلِمَة عَنِ الأُلْفَةِ والثِقَةِ بالآب. وَصَلَّى يسوع أيْضًا علَى الصَّليب. وأمامَ صَمْتِ الله ناداهُ مرةً أخْرَى بِكَلِمَةِ "أبتِ". علَى الصَّليب صَلَّى مِن أجلِ الجَميع، حتَى مِن أجلِ الذينَ أَدانُوه. وَصَلَّى وَصَرَخ: "إِلهي إِلهي، لماذا تَرَكْتَني؟". في تِلْكَ اللَحْظَة، نَزَلَ يسوع المُثْقَلُ بِكُلِّ خَطيئَةِ العالَم إلى هاوِيَةِ الانْفِصالِ عَنِ الله، وَمَعَ ذَلِك ظَلَّ مُتَمَسِّكًا بِبُنُوَتِه، وَحَتَى عندما لَفَظَ النَفَسَ الأخير وَقال: "يا أَبَتِ، في يَدَيْكَ أَجْعَلُ رُوحي!". صَلَّى يسوع إذًا في السّاعاتِ الحاسِمَة مِن آلامِهِ وَمَوْتِهِ وَلَمْ يَتَخَلَّ عَن ثِقَتِهِ باللهِ الآب. وَبالقِيامَة اسْتجابَ الآبُ لِصَلاتِه. كانَتْ صَلاةُ يَسوع الكَهْنُوتِيّة مُوْجَزًا لِكُلِّ التَّدْبيرِ الإلَهِي في الخَلْقِ والخَلاص، وَكَذَلِكَ في مَوْتِهِ وَقِيامَتِه، وكانَتْ صَلاتُهُ لِكُلِّ واحِدٍ مِنّا. صَلَّى يسوع دائِمًا أمامَ الآب وفي شَرِكَةٍ مَعَ الرُّوحِ القُدس. صَلَّى يسوع مِن أَجْلِنا. وَصَنَعَ كُلَّ ما يَجِبُ أنْ يُصْنَعَ مِن أجْلِنا. وَلَمْ يَبْقَ عَلينا في صَلاتِنا إلَّا أنْ نَقُول: المَجْدُ للآبِ والابْنِ والرُّوحِ القُدس، كَما كانَ في البَدْءِ، والآنَ وَكُلَّ آوان، وإلى دَهْرِ الداهِرين. آمين.

Santo Padre:

Saluto i fedeli di lingua araba. Le nostre preghiere si compiono e si completano quando intercediamo per gli altri e ci prendiamo cura delle loro preoccupazioni e delle loro necessità. La preghiera non ci separa e non ci isola da nessuno, perché è amore per tutti. Il Signore vi benedica tutti e vi protegga ‎sempre da ogni male‎‎‎‏!

Speaker:

أُحيِّي المُؤْمِنِينَ الناطِقِينَ باللُغَةِ العَرَبِيَّة. تَتِمُّ صَلواتُنا وَتَكْتَمِّلُ عِندَما نَسْألُ عَنِ الآخَرينَ وَنَهْتَمُّ لِهُمُومِهِم وَحاجاتِهِم. الصّلاة لا تَفْصِلُنا ولا تَعْزِلُنا عَن أَحَد، لأنَّها مَحَبَّةٌ لِلْجَميع. بارَكَكُم الرَّبُّ جَميعًا وَحَماكُم دائِمًا مِن كلِّ شرّ!

 

In lingua polacca

Speaker:

Drodzy bracia i siostry, kończąc cykl katechez o modlitwie uświadamiamy sobie, że jest ona szczególnym rysem osoby Pana Jezusa. Przenika ona całe Jego życie, zwłaszcza Paschę, godziny męki i śmierci na Krzyżu. W Ogrodzie Getsemani Pan Jezus przyzywa Boga aramejskim słowem Abbà, Ojcze, oznaczającym zażyłość i zaufanie. Na Krzyżu Pan zawierza Bogu siebie i wszystkich ludzi: „Ojcze, przebacz im, bo nie wiedzą, co czynią” (Łk 23, 34), „Boże mój, Boże mój, czemuś mnie opuścił?” (Ps 22, 2). „Ojcze, w Twoje ręce powierzam ducha mojego” (Łk 23, 46). Szczególną modlitwą Pana Jezusa jest wypowiedziana podczas Ostatniej Wieczerzy „modlitwa arcykapłańska”, odnotowana w Ewangelii św. Jana. Katechizm Kościoła Katolickiego zaznacza, że streszcza się w niej wszystko: cała ekonomia zbawienia, Bóg i świat; życie wieczne i czas; miłość i grzech (por. n. 2748). Tą modlitwą Pan Jezus obejmuje swoich uczniów i wszystkich ludzi. Każdemu pragnie powiedzieć: „Modliłem się za ciebie podczas Ostatniej Wieczerzy i na drzewie Krzyża”. Niech modlitwa, której nauczył nas Chrystusa przenika nasze życie, umacnia nas i prowadzi.

Santo Padre:

Saluto cordialmente i polacchi. San Paolo ci incoraggia a pregare incessantemente (cf. 1 Ts 5,17). La preghiera è una necessità vitale, perché è il respiro dell’anima; tutto nella vita è il frutto di essa. Com’è la preghiera cosi è la vita: lo stato della nostra anima e le nostre opere. Il colloquio personale e intimo con Cristo vi aiuti ad essere sempre vicini a Dio, a trovare la risposta ad ogni vostra domanda e ai problemi che vi assillano. Vi benedico di cuore.

Speaker:

Pozdrawiam serdecznie Polaków. Apostoł Narodów, św. Paweł zachęca nas: „Nieustannie się módlcie” (1 Tes 5,17). Modlitwa jest naszą życiową koniecznością, ponieważ jest oddechem duszy; wszystko w życiu jest jej owocem. Jaka modlitwa, takie życie: stan naszej duszy i nasze czyny. Niech osobista, zażyła, serdeczna rozmowa z Chrystusem, pomaga wam być zawsze blisko Boga i znajdować odpowiedź na nurtujące was pytania, na kwestie do rozwiązania i problemy, które was niepokoją. Z serca wam błogosławię.

 

In lingua italiana

Rivolgo un cordiale benvenuto ai pellegrini di lingua italiana. In particolare, saluto i fedeli della diocesi di Forlì-Bertinoro, guidati dal vescovo Livio Corazza che celebra il 40.mo di sacerdozio: e tanti auguri! Saluto anche l’Associazione Collaboratrici familiari delle ACLI, e l’Associazione Nazionale Ambulanti. Mentre vi ringrazio per la vostra presenza, vi incoraggio a perseverare nei vostri buoni propositi, auspicando per ciascuno di voi doni di gioia e di pace.

Il mio pensiero va infine, come di consueto, agli anziani, ai giovani, ai malati e agli sposi novelli. Auguro che il periodo estivo possa essere tempo di serenità e una bella occasione per contemplare Dio nel capolavoro del Suo creato.

A tutti voi la mia Benedizione.

© http://press.vatican.va/content/salastampa/it/bollettino.html - 16 giugno 2021


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