Udienza generale 22 settembre 2021

udienza generale paoloVI primo pianoL’Udienza Generale di questa mattina si è svolta nell’Aula Paolo VI dove il Santo Padre Francesco ha incontrato gruppi di pellegrini e fedeli provenienti dall’Italia e da ogni parte del mondo.

Nel discorso in lingua italiana il Papa ha incentrato la sua meditazione sul suo recente Viaggio Apostolico a Budapest e in Slovacchia (Lettura: At 13,46-49.52).

Dopo aver riassunto la Sua catechesi in diverse lingue, il Santo Padre ha indirizzato particolari espressioni di saluto ai gruppi di fedeli presenti.

L’Udienza Generale si è conclusa con il canto del Pater Noster e la Benedizione Apostolica.

Catechesi del Santo Padre in lingua italiana

Fratelli e sorelle, buongiorno!

Oggi vorrei parlarvi del Viaggio Apostolico che ho compiuto a Budapest e in Slovacchia, e che si è concluso proprio una settimana fa, mercoledì scorso. Lo riassumerei così: è stato un pellegrinaggio di preghiera, un pellegrinaggio alle radici, un pellegrinaggio di speranza. Preghiera, radici e speranza.

1. La prima tappa è stata a Budapest, per la Santa Messa conclusiva del Congresso Eucaristico Internazionale, rinviata di un anno esatto a causa della pandemia. Grande è stata la partecipazione a questa celebrazione. Il popolo santo di Dio, nel giorno del Signore, si è riunito davanti al mistero dell’Eucaristia, dal quale continuamente è generato e rigenerato. Era abbracciato dalla Croce che campeggiava sopra l’altare, a mostrare la stessa direzione indicata dall’Eucaristia, cioè la via dell’amore umile e disinteressato, dell’amore generoso e rispettoso verso tutti, della via della fede che purifica dalla mondanità e conduce all’essenzialità. Questa fede ci purifica sempre e ci allontana dalla mondanità che ci rovina tutti: è un tarlo che ci rovina da dentro.

E il pellegrinaggio di preghiera si è concluso in Slovacchia nella Festa di Maria Addolorata. Anche là, a Šaštín, presso il Santuario della Vergine dei Sette Dolori, un grande popolo di figli è accorso per la festa della Madre, che è anche la festa religiosa nazionale. Il mio è stato così un pellegrinaggio di preghiera nel cuore dell’Europa, cominciato con l’adorazione e concluso con la pietà popolare. Pregare, perché a questo è chiamato anzitutto il Popolo di Dio: adorare, pregare, camminare, peregrinare, fare penitenza, e in tutto questo sentire la pace e la gioia che ci dà il Signore. La nostra vita dev’essere così: adorare, pregare, camminare, peregrinare, fare penitenza. E ciò ha una particolare importanza nel continente europeo, dove la presenza di Dio viene annacquata – lo vediamo tutti i giorni: la presenza di Dio viene annacquata - dal consumismo e dai “vapori” di un pensiero unico – una cosa strana ma reale – frutto del miscuglio di vecchie e nuove ideologie. E questo ci allontana dalla familiarità con il Signore, dalla familiarità con Dio. Anche in tale contesto, la risposta che risana viene dalla preghiera, dalla testimonianza e dall’amore umile. L’amore umile che serve. Riprendiamo questa idea: il cristiano è per servire.

È quello che ho visto nell’incontro con il popolo santo di Dio. Cosa ho visto? Un popolo fedele, che ha sofferto la persecuzione ateista. L’ho visto anche nei volti dei nostri fratelli e sorelle ebrei, con i quali abbiamo ricordato la Shoah. Perché non c’è preghiera senza memoria. Non c’è preghiera senza memoria. Cosa vuol dire, questo? Che noi, quando preghiamo, dobbiamo fare memoria della nostra vita, della vita del nostro popolo, della vita di tanta gente che ci accompagna nella città, tenendo conto di qual è stata la loro storia. Uno dei Vescovi slovacchi, già anziano, nel salutarmi mi ha detto: “Io ho fatto il conduttore di tram per nascondermi dai comunisti”. È bravo, questo Vescovo: nella dittatura, nella persecuzione lui era un conduttore di tram, poi di nascosto faceva il suo “mestiere” di Vescovo e nessuno lo sapeva. Così è nella persecuzione. Non c’è preghiera senza memoria. La preghiera, la memoria della propria vita, della vita del proprio popolo, della propria storia: fare memoria e ricordare. Questo fa bene e aiuta a pregare.

2. Secondo aspetto: questo viaggio è stato un pellegrinaggio alle radici. Incontrando i fratelli Vescovi, sia a Budapest sia a Bratislava, ho potuto toccare con mano il ricordo grato di queste radici di fede e di vita cristiana, vivide nell’esempio luminoso di testimoni della fede, come il Cardinal Mindszenty e il Cardinal Korec, come il Beato Vescovo Pavel Peter Gojdič. Radici che scendono in profondità fino al nono secolo, fino all’opera evangelizzatrice dei santi fratelli Cirillo e Metodio, che hanno accompagnato questo viaggio come una presenza costante. Ho percepito la forza di queste radici nella celebrazione della Divina Liturgia in rito bizantino, a Prešov, nella festa della Santa Croce. Nei canti ho sentito vibrare il cuore del santo popolo fedele, forgiato da tante sofferenze patite per la fede.

Più volte ho insistito sul fatto che queste radici sono sempre vive, piene della linfa vitale che è lo Spirito Santo, e che come tali devono essere custodite: non come reperti da museo, non ideologizzate e strumentalizzate per interessi di prestigio e di potere, per consolidare un’identità chiusa. No. Questo vorrebbe dire tradirle e sterilizzarle! Cirillo e Metodio non sono per noi personaggi da commemorare, ma modelli da imitare, maestri da cui sempre imparare lo spirito e il metodo dell’evangelizzazione, come pure dell’impegno civile – durante questo viaggio nel cuore dell’Europa ho pensato spesso ai padri dell’Unione europea, come l’hanno sognata non come un’agenzia per distribuire le colonizzazioni ideologiche della moda, no, come l’hanno sognata loro. Così intese e vissute, le radici sono garanzia di futuro: da esse germogliano folti rami di speranza. Anche noi abbiamo radici: ognuno di noi ha le proprie radici. Ricordiamo le nostre radici? Dei padri, dei nonni? E siamo collegati ai nonni che sono un tesoro? “Ma, sono vecchi …”. No, no: loro ti danno la linfa, tu devi andare da loro e prendere per crescere e portare avanti. Noi non diciamo: “Va’, e rifugiati nelle radici”: no, no. “Va’ alle radici, prendi da lì la linfa e vai avanti. Vai al tuo posto”. Non dimenticatevi di questo. E vi ripeto quello che ho detto tante volte, quel verso tanto bello: “Tutto quello che l’albero ha di fiorito gli viene da quello che ha di sotterrato”. Tu puoi crescere nella misura in cui sei unito alle radici: ti viene la forza da lì. Se tu tagli le radici, tutto nuovo, ideologie nuove, non ti porta a nulla questo, non ti fa crescere: finirai male.

3. Il terzo aspetto di questo Viaggio è stato un pellegrinaggio di speranza. Preghiera, radici e speranza, i tre tratti. Ho visto tanta speranza negli occhi dei giovani, nell’indimenticabile incontro allo stadio di Košice. Questo anche mi ha dato speranza, vedere tante, tante coppie giovani e tanti bambini. E ho pensato all’inverno demografico che noi stiamo vivendo, e quei Paesi fioriscono di coppie giovani e di bambini: un segno di speranza. Specialmente in tempo di pandemia, questo momento di festa è stato un segno forte e incoraggiante, anche grazie alla presenza di numerose coppie giovani, coi loro bambini. Come forte e profetica è la testimonianza della Beata Anna Kolesárová, ragazza slovacca che a costo della vita difese la propria dignità contro la violenza: una testimonianza più che mai attuale, purtroppo, perché la violenza sulle donne è una piaga aperta dappertutto.

Ho visto speranza in tante persone che, silenziosamente, si occupano e si preoccupano del prossimo. Penso alle Suore Missionarie della Carità del Centro Betlemme a Bratislava, brave suorine, che ricevono gli scartati della società: pregano e servono, pregano e aiutano. E pregano tanto e aiutano tanto, senza pretese. Sono gli eroi di questa civilizzazione. Io vorrei che tutti noi facessimo una riconoscenza a Madre Teresa e a queste suore: tutti insieme un applauso a queste suore brave! Queste suore accolgono le persone senzatetto. Penso alla comunità Rom e a quanti si impegnano con loro per un cammino di fraternità e di inclusione. È stato commovente condividere la festa della comunità Rom: una festa semplice, che sapeva di Vangelo. I Rom sono dei fratelli nostri: dobbiamo accoglierli, dobbiamo essere vicini come fanno i Padri salesiani lì a Bratislava, vicinissimi ai Rom.

Cari fratelli e sorelle, questa speranza, questa speranza di Vangelo che ho potuto vedere nel viaggio, si realizza, si fa concreta solo se declinata con un’altra parola: insieme. La speranza mai delude, la speranza non va mai da sola, ma insieme. A Budapest e in Slovacchia ci siamo trovati insieme con i diversi riti della Chiesa Cattolica, insieme con i fratelli di altre Confessioni cristiane, insieme con i fratelli Ebrei, insieme con i credenti di altre religioni, insieme con i più deboli. Questa è la strada, perché il futuro sarà di speranza se sarà insieme, non da soli: questo è importante.

E dopo questo viaggio, nel mio cuore c’è un grande “grazie”. Grazie ai Vescovi, grazie alle Autorità civili, grazie al Presidente dell’Ungheria e alla Presidente della Slovacchia; grazie a tutti i collaboratori nell’organizzazione; grazie ai tanti volontari; grazie a ciascuno di quanti hanno pregato. Per favore, aggiungete ancora una preghiera, perché i semi sparsi durante il Viaggio portino buoni frutti. Preghiamo per questo.

 

Sintesi della catechesi e saluti nelle diverse lingue

In lingua francese

Speaker:

Frères et sœurs, mon récent Voyage Apostolique à Budapest et en Slovaquie a été un pèlerinage de prière, un pèlerinage aux racines, un pèlerinage d’espérance. Tout d’abord, ce fut un pèlerinage de prière au cœur de l’Europe, commencé avec la messe lors du Congrès Eucharistique International à Budapest et conclu avec la Fête de Notre-Dame des Sept Douleurs en Slovaquie. Le Peuple de Dieu est appelé à adorer, à prier, à marcher et à faire pénitence, afin de sentir la paix et la joie qui viennent du Seigneur. Ensuite, ce fut un pèlerinage aux racines de la foi et de la vie chrétienne qui sont vivantes dans l’exemple lumineux des témoins de la foi. Ces racines pleines de sève de l’Esprit Saint doivent êtres gardées car elles sont la garantie de l’avenir. Enfin, ce fut un pèlerinage d’espérance, espérance que j’ai vue dans les yeux des jeunes rencontrés. Cette espérance se réalise, devient concrète seulement si elle se décline avec le mot “ensemble”. La fraternité et la cohabitation avec les différentes religions et avec les plus faibles sont la route à suivre. L’avenir sera un avenir d’espérance s’il est vécu ensemble.

Santo Padre:

Saluto cordialmente i pellegrini di lingua francese! Rendo grazie al Signore per il Viaggio Apostolico che ho compiuto nel segno della speranza. In una preghiera unanime, chiediamo allo Spirito Santo che i semi sparsi durante il Viaggio portino buoni frutti nel Popolo di Dio.

A tutti, la mia benedizione!

Santo Padre:

Je salue cordialement les pèlerins de langue française! Je rends grâce au Seigneur à l’occasion du Voyage Apostolique que j’ai accompli sous le signe de l’espérance. Dans une prière unanime, demandons à l’Esprit Saint que les graines semées durant le Voyage portent de bons fruits dans le Peuple de Dieu.

A tous, ma bénédiction!

 

In lingua inglese

Speaker:

Dear Brothers and Sisters: My recent Apostolic Journey to Budapest and Slovakia was centred on prayer, roots, and hope. Above all, it was a pilgrimage of prayer, framed by the closing Mass of the International Eucharistic Congress in Budapest, and the celebration of the feast of Our Lady of Sorrows at the shrine of Šaštin in Slovakia. Prayer, witness and reconciliation are especially important for a Europe where the sense of God’s presence has become weakened. In the Divine Liturgy celebrated in Prešov, we recalled the deep roots of Christian faith and life in those lands, grounded in the evangelizing efforts of Saints Cyril and Methodius, and often forged by the experience of suffering and martyrdom. Throughout my Journey, I saw signs of hope for the future: in the enthusiasm of the young people at Košice, in so many young families and many quiet examples of charity and concern for those in need. In my meetings with our Jewish brothers and sisters, with the followers of other religions and with the Rom community, we stressed that the path to the future must be travelled together, in a spirit of fraternity. I am grateful to all who made my Journey possible and I ask you to pray with me that the seeds we have sown will bear much fruit.

Santo Padre:

Saluto i pellegrini di lingua inglese presenti all’odierna Udienza, specialmente i gruppi provenienti da Inghilterra e Stati Uniti d’America. In particolare saluto i nuovi seminaristi del Venerabile Collegio Inglese all’inizio della loro formazione sacerdotale qui a Roma. Su tutti voi e sulle vostre famiglie invoco la gioia e la pace del Signore. Dio vi benedica!

Speaker:

I greet the English-speaking pilgrims and visitors taking part in today’s Audience, especially the groups from England and the United States of America. In a particular way my greeting goes to the new seminarians of the Venerable English College as they begin their priestly formation here in Rome. Upon all of you, and your families, I invoke the joy and peace of the Lord. May God bless you!

 

In lingua tedesca

Speaker:

Liebe Brüder und Schwestern, dankbar blicke ich auf meine jüngste Apostolische Reise zurück. Sie führte mich zunächst zum Internationalen Eucharistischen Kongress nach Budapest, wo ich zusammen mit zahlreichen Gläubigen die Heilige Messe feiern durfte. Ja, dazu ist das heilige Volk Gottes gerufen: im gemeinsamen Unterwegssein und in der beständigen Umkehr und Hinwendung zum Herrn jenen Frieden und jene Freude zu erlangen, die nur er geben kann. Europa, wo Gottes Gegenwart inmitten des Konsums und im Dunst alter und neuer Ideologien immer weniger wahrgenommen wird, braucht, um wieder heil zu werden, unser Gebet, unser Glaubenszeugnis und unsere demütige Liebe. Auch in der Slowakei führte mich meine Pilgerfahrt zu den Wurzeln des Glaubens und des christlichen Lebens, die in dieser Gegend bis ins 9. Jahrhundert zurückreichen, als die heiligen Brüder Kyrill und Methodius das Evangelium verkündeten und eine reiche Glaubenstradition begründeten, die auch heute lebendig und inspirierend ist. So durfte ich viele ermutigende Beispiele christlicher Hoffnung erleben, die sich besonders dort kraftvoll erweist, wo sie gemeinsame Hoffnung möglichst vieler ist. Ich danke allen, die zum Gelingen der Reise beigetragen haben – auch durch ihre innere Teilnahme im Gebet. Möge der Herr die Saat dieser Tage aufgehen und reiche Frucht bringen lassen.

Santo Padre:

Saluto i fedeli di lingua tedesca, specialmente i partecipanti al pellegrinaggio delle Pontificie Opere Missionarie in Austria. Auguro a tutti i pellegrini di poter attingere alle tombe degli Apostoli la forza spirituale per affrontare con coraggio le grandi sfide del nostro tempo, ma anche quelle della vita quotidiana. Dio vi benedica e vi protegga!

Speaker:

Ich grüße die Gläubigen deutscher Sprache, insbesondere die Teilnehmer an der Wallfahrt der Päpstlichen Missionswerke in Österreich. Allen Pilgern wünsche ich, dass sie hier an den Gräbern der Apostel die geistliche Kraft schöpfen können, um die großen Herausforderungen unserer Zeit, aber auch die des Alltags mutig anzugehen. Gott segne und beschütze euch!

 

In lingua spagnola

Queridos hermanos y hermanas:

El miércoles pasado regresé del Viaje Apostólico a Budapest y Eslovaquia. Fue una peregrinación de oración, un tiempo de gracia para ir a las raíces de la vida cristiana y una ocasión para renovar la esperanza. La oración comenzó en Budapest, en la Misa de clausura del Congreso Eucarístico Internacional, con la adoración a Jesús Sacramentado, y se concluyó con la Fiesta de la Virgen Dolorosa en Šaštin, Eslovaquia.

El agradecimiento por nuestras raíces cristianas estuvo acompañado del ejemplo de los santos Cirilo y Metodio, y otros testigos de la fe, que son un modelo para imitar en nuestra misión evangelizadora. Además, durante este Viaje he visto esperanza en los rostros de tantos jóvenes y de tantas familias; en la mirada de muchos consagrados que se comprometen en favor de los más necesitados; y en los encuentros con los hermanos de otras confesiones cristianas y de otras religiones. Este es el camino de la fraternidad, construir juntos el futuro con esperanza.

Saludo cordialmente a los peregrinos de lengua española que participan en esta Audiencia, en particular a la comunidad del Colegio Mexicano. Doy gracias al Señor y a todos los que han hecho posible este Viaje, y también a ustedes que me acompañan diariamente con la oración, y les pido que sigan rezando para que las semillas esparcidas durante estos días den buenos frutos. Que Dios los bendiga. Muchas gracias.

 

In lingua portoghese

Speaker:

Queridos irmãos e irmãs, na passada quarta-feira regressei a Roma da minha Visita Apostólica à Eslováquia, precedida pela Statio Orbis no dia 12 deste mês para a Missa de encerramento do Quinquagésimo Segundo Congresso Eucarístico Internacional, em Budapeste. Aqui se reuniu o povo santo de Deus diante do mistério da Eucaristia, da qual é gerado e continuamente regenerado para o caminho do amor humilde e desinteressado, do amor generoso e respeitador para com todos. À adoração eucarística do início, havia de corresponder a veneração da Padroeira nacional da Eslováquia, Nossa Senhora das Dores, no seu Santuário de Šaštin, última etapa da minha viagem. Esta tornou-se assim uma peregrinação de oração, mas também uma peregrinação às raízes e uma peregrinação de esperança. Uma peregrinação às raízes, que descem em profundidade até ao século Nono com a obra evangelizadora dos Santos Cirilo e Metódio; pude dar-me conta da força destas raízes na celebração da Divina Liturgia em rito bizantino, em Prešov. Nos cânticos, senti vibrar o coração do santo povo de Deus, forjado por tantos sofrimentos que padeceu pela fé. As raízes são garantia de futuro: delas se desenvolvem frondosos ramos de esperança. E eu vi tanta esperança nos olhos dos jovens e muitas outras pessoas que silenciosamente se ocupam e preocupam com o próximo. Mas esta esperança só se realiza e faz concreta, se nos dermos as mãos, se vivermos unidos. Esta é a estrada, porque o futuro será de esperança, se estivermos unidos.

Santo Padre:

Saluto cordialmente i pellegrini di lingua portoghese e su di ognuno invoco le benedizioni del Signore. Grazie a ciascuno di quanti hanno pregato per questo mio viaggio e, per favore, aggiungete ancora una preghiera perché i semi allora sparsi portino buoni frutti. La Madonna vi accompagni e protegga voi tutti e i vostri cari!

Speaker:

Saúdo cordialmente os peregrinos de língua portuguesa e sobre cada um invoco as bênçãos do Senhor. Agradeço a quantos rezaram por esta minha viagem e, por favor, juntai uma oração mais para que as sementes então espalhadas produzam bons frutos. Que Nossa Senhora vos acompanhe e proteja, a vós todos e aos vossos entes queridos.

 

In lingua araba

Speaker:

تَكَلَّمَ قَداسَةُ البابا اليوم في إطارِ تَعْلِيمِهِ على زيارته الرسوليّة إلى بودابيست وسلوفاكيا، وقال: كانت زيارتي رحلة حجّ صلاة، وحجّ إلى الجذور، وحجّ رجاء. كانت المحطّة الأولى في بودابست، من أجل القدّاس الختامي للمؤتمر الإفخارستيّ الدّولي. حيث اجتمع شعب الله المقدس في يوم الرّبّ أمام سرّ القربان المقدّس، الذي منه يُولَدُ ويتجدّد باستمرار. واختُتِم حجّ الصّلاة في سلوفاكيا في عيد مريم أم الأوجاع. أما الجانب الثّاني من الزيارة فكان حجًّا إلى الجذور. وقد أدركتُ قوّة هذه الجذور في الاحتفال بالقدّاس الإلهي في الطّقس البيزنطي، إذ شعرت بخفقان قلب الشّعب المقدّس المؤمن في الترانيم التي ألفت من الآلام الكثيرة التي عانى منها من أجل الإيمان. الجانب الثّالث من الزيارة كان حجّ رجاء. وقد رأيت الكثير من الرّجاء في عيون الشّباب، وفي أشخاص كثيرين يهتمّون بغيرهم بصمت. وأقول إنّ هذا الرّجاء يتحقّق ويصبح واقعًا فقط إذا كنّا معًا. هذا هو الطّريق، أن نكون معًا، الذي يجعل المستقبل مليئًا بالرجاء.

Santo Padre:

Saluto i fedeli di lingua araba. Vi invito a mantenere costantemente la preghiera e la penitenza nella vostra vita, affinché possiate trovare in essa la pace e la gioia che Dio vuole per noi. Il Signore vi benedica tutti e vi protegga ‎sempre da ogni male‎‎‎‏!

Speaker:

أُحيّي المؤمنِين الناطقين باللغة العربيّة. أدعوكم أن تحافظوا على الصّلاة والتّوبة في حياتكم، حتّى تجدوا فيها السّلام والفرح الذي يريدهما الله لنا. بارككم الرّبّ جميعًا وحماكم دائمًا من كلّ شرّ!

 

In lingua polacca

Speaker:

Drodzy bracia i siostry, dzisiaj pragnę powiedzieć Wam o Podróży apostolskiej, którą odbyłem do Budapesztu i na Słowację. Była to pielgrzymka modlitwy, powrotu do korzeni, pielgrzymka nadziei.

Pierwszym jej etapem był Budapeszt, gdzie Mszą św. zakończyliśmy Międzynarodowy Kongres Eucharystyczny. Doświadczyłem jak Święty Lud Boży gromadzi się w Dniu Pańskim, na Mszy Świętej, w czasie której nieustannie rodzi się on i odnawia. To Eucharystia uczy nas miłości bezinteresownej i pełnej szacunku wobec wszystkich, oraz głębokiej wiary, która prowadzi do tego, co najistotniejsze.

Ta pielgrzymka modlitwy w sercu Europy rozpoczęła się od adoracji, a zakończyła się nabożeństwem do Matki Bożej Bolesnej, bardzo czczonej na Słowacji. Przypomniała nam, że lud Boży jest powołany do modlitwy, do adoracji, do czynienia pokuty, a w tym wszystkim do odczuwania pokoju, radości, którą daje nam Pan.

Była to też pielgrzymka powrotu do korzeni wiary, które sięgają aż do IX wieku, do dzieła ewangelizacyjnego świętych braci Cyryla i Metodego. Czułem, jak mocniej bije serce wiernego ludu, ukształtowane przez wiele cierpień znoszonych za wiarę. Te korzenie są stale żywe, pełne mocy, którą daje Duch Święty, i jako takie muszą być strzeżone.

Miniona podróż była też pielgrzymką nadziei. To wydarzenie, szczególnie w czasach pandemii, było ważnym znakiem, także dzięki obecności wielu pielgrzymów i młodych małżeństw z dziećmi. Widziałem tę nadzieję w oczach ludzi młodych i u wielu osób, które troszczą się i dbają o bliźnich oraz angażują się w proces braterstwa i integracji.

To jest droga, którą trzeba nam iść, ponieważ przyszłość będzie pełna nadziei, jeśli będziemy razem.

Santo Padre:

Dopo il mio Viaggio apostolico in Ungheria e Slovacchia, nel mio cuore c’è un grande “grazie”. Grazie per essere venuti così numerosi ad accompagnarmi con la vostra presenza e preghiera in questo pellegrinaggio.

Per favore, aggiungete ancora alle vostre preghiere una intenzione, perché i semi sparsi portino buoni frutti. Vi benedico di cuore!

Speaker:

Po mojej Podróży apostolskiej na Węgry i Słowację, w moim sercu jest wielkie „dziękuję”.

Dziękuję Wam za to, że przybyliście tak licznie, aby towarzyszyć mi swoją obecnością i modlitwą podczas tej pielgrzymki.

Proszę Was o dołączenie do Waszych modlitw jeszcze jednej intencji, aby ziarna zasiane wydały dobre owoce.

Z serca Wam błogosławię!

 

In lingua slovacca

Santo Padre:

Rivolgo un cordiale benvenuto ai fedeli di lingua slovacca. In particolare saluto i partecipanti al Quindicesimo pellegrinaggio dell’Ordinariato delle forze armate e dei corpi armati della Repubblica Slovacca.

Cari fratelli e sorelle, una settimana fa ho compiuto il Viaggio Apostolico a Budapest e in Slovacchia. È stato un pellegrinaggio di preghiera, un pellegrinaggio alle radici della fede, un pellegrinaggio di speranza per tutti. Dopo questo viaggio, nel mio cuore c’è un grande “grazie”. Grazie ai Vescovi e alle autorità civili; grazie a tutti collaboratori nell’organizzazione; grazie a ciascuno di quanti hanno pregato. Per favore, aggiungete ancora una preghiera, perché i semi sparsi durante il Viaggio portino buoni frutti.

Speaker:

Zo srdca vítam slovenských veriacich. Osobitne pozdravujem účastníkov Pätnástej púte Ordinariátu ozbrojených síl aozbrojených zborov Slovenskej republiky. Drahí bratia a sestry, pred týždňom som ukončil Apoštolskú cestu do Budapešti ana Slovensko. Bola to púť modlitby, púť ku koreňom viery apúť nádeje pre všetkých. Po tejto ceste je v mojom srdci veľké „ďakujem“. Vďaka biskupom a občianskym autoritám, vďaka všetkým spolupracovníkom pri organizácii, vďaka všetkým, ktorí sa modlili. S dovolením, pridajte ešte jednu modlitbu, aby semiačka zasiate počas tejto cesty priniesli hojné ovocie.

 

In lingua italiana

Rivolgo un cordiale benvenuto ai pellegrini di lingua italiana. In particolare, saluto i fedeli di Torrita di Siena con il Vescovo Mons. Stefano Manetti; le Suore di Sant’Anna che celebrano il loro Capitolo generale; i migranti ospiti del Centro Mondo Migliore, di Rocca di Papa. A ciascuno il mio incoraggiamento e l’assicurazione della mia preghiera. È anche bella quella scritta lì: grazie, grazie tante. È molto bello: per un mondo migliore. Avanti!

Il mio pensiero va infine, come di consueto, agli anziani, agli ammalati, ai giovani e agli sposi novelli. La festa dell’evangelista San Matteo, che abbiamo celebrato ieri, mi offre lo spunto per invitarvi a mettervi alla scuola del Vangelo, la guida sicura per affrontare il cammino della vita.

A tutti voi la mia Benedizione.

© http://press.vatican.va/content/salastampa/it/bollettino.html - 22 settembre 2021


Iscriviti alla Newsletter

Iscriviti alla mailing list di cristiano cattolico. Conforme al Decreto Legislativo 30 giugno 2003, n.196, per la tutela delle persone e e il rispetto del trattamento di dati personali, in ogni momento è possibile modificare o cancellare i dati presenti nel nostro archivio. Vedi pagina per la privacy per i dettagli.
Per cancellarsi usare la stessa mail usata al momento dell'iscrizione.