Udienza generale 26 maggio 2021

Lidia sopravvissuta AuschwitzL’Udienza Generale di questa mattina si è svolta nel Cortile di San Damaso del Palazzo Apostolico Vaticano.

Nel discorso in lingua italiana il Papa, continuando il ciclo di catechesi sulla preghiera, ha incentrato la sua riflessione sul tema: “La certezza di essere ascoltati” (Lettura: Mc 5,22-24.35-36).

Dopo aver riassunto la Sua catechesi nelle diverse lingue, il Santo Padre ha indirizzato particolari espressioni di saluto ai fedeli.

L’Udienza Generale si è conclusa con la recita del Pater Noster e la Benedizione Apostolica.

Catechesi del Santo Padre in lingua italiana

Cari fratelli e sorelle, buongiorno!

C’è una contestazione radicale alla preghiera, che deriva da una osservazione che tutti facciamo: noi preghiamo, domandiamo, eppure a volte le nostre preghiere sembrano rimanere inascoltate: ciò che abbiamo chiesto – per noi o per gli altri – non si è realizzato. Noi abbiamo questa esperienza, tante volte. Se poi il motivo per cui abbiamo pregato era nobile (come può essere l’intercessione per la salute di un malato, o perché cessi una guerra), il non esaudimento ci appare scandaloso. Per esempio, per le guerre: noi stiamo pregando perché finiscano le guerre, queste guerre in tante parti del mondo, pensiamo allo Yemen, pensiamo alla Siria, Paesi che sono in guerra da anni, da anni! Paesi martoriati dalle guerre, noi preghiamo e non finiscono. Ma come mai può essere questo? «Alcuni smettono perfino di pregare perché, pensano, la loro supplica non è esaudita» (Catechismo della Chiesa Cattolica, n. 2734). Ma se Dio è Padre, perché non ci ascolta? Lui che ha assicurato di dare cose buone ai figli che gliele chiedono (cfr Mt 7,10), perché non risponde alle nostre richieste? Tutti noi abbiamo esperienza di questo: abbiamo pregato, pregato, per la malattia di questo amico, di questo papà, di questa mamma e poi se ne sono andati, Dio non ci ha esauditi. È un’esperienza di tutti noi.

Il Catechismo ci offre una buona sintesi sulla questione. Ci mette in guardia dal rischio di non vivere un’autentica esperienza di fede, ma di trasformare la relazione con Dio in qualcosa di magico. La preghiera non è una bacchetta magica: è un dialogo con il Signore. In effetti, quando preghiamo possiamo cadere nel rischio di non essere noi a servire Dio, ma di pretendere che sia Lui a servire noi (cfr n. 2735). Ecco allora una preghiera che sempre reclama, che vuole indirizzare gli avvenimenti secondo il nostro disegno, che non ammette altri progetti se non i nostri desideri. Gesù invece ha avuto una grande sapienza mettendoci sulle labbra il “Padre nostro”. È una preghiera di sole domande, come sappiamo, ma le prime che pronunciamo sono tutte dalla parte di Dio. Chiedono che si realizzi non il nostro progetto, ma la sua volontà nei confronti del mondo. Meglio lasciar fare a Lui: «Sia santificato il tuo nome, venga il tuo Regno, sia fatta la tua volontà» (Mt 6,9-10).

E l’apostolo Paolo ci ricorda che noi non sappiamo nemmeno cosa sia conveniente domandare (cfr Rm 8,26). Noi domandiamo per le nostre necessità, i nostri bisogni, le cose che noi vogliamo, “ma questo è più conveniente o no?”. Paolo ci dice: noi neppure sappiamo cosa è conveniente chiedere. Quando preghiamo dobbiamo essere umili: questo è il primo atteggiamento per andare a pregare. Così come c’è l’abitudine in tanti posti che per andare a pregare in chiesa, le donne si mettono il velo o si prende l’acqua benedetta per iniziare a pregare, così dobbiamo dirci, prima della preghiera, ciò che sia più conveniente, che Dio mi dia quello che conviene di più: Lui sa. Quando preghiamo dobbiamo essere umili, perché le nostre parole siano effettivamente delle preghiere e non un vaniloquio che Dio respinge. Si può anche pregare per motivi sbagliati: ad esempio, per sconfiggere il nemico in guerra, senza domandarsi che cosa pensa Dio di quella guerra. È facile scrivere su uno stendardo “Dio è con noi”; molti sono ansiosi di assicurare che Dio sia con loro, ma pochi si preoccupano di verificare se loro sono effettivamente con Dio. Nella preghiera, è Dio che deve convertire noi, non siamo noi che dobbiamo convertire Dio. È l’umiltà. Io vado a pregare ma Tu, Signore, converti il mio cuore perché chieda quello che è conveniente, chieda quello che sarà meglio per la mia salute spirituale.

Tuttavia, rimane lo scandalo: quando gli uomini pregano con cuore sincero, quando domandano beni che corrispondono al Regno di Dio, quando una mamma prega per il figlio malato, perché a volte sembra che Dio non ascolti? Per rispondere a questa domanda, bisogna meditare con calma i Vangeli. I racconti della vita di Gesù sono pieni di preghiere: tante persone ferite nel corpo e nello spirito gli chiedono di essere guarite; c’è chi lo prega per un amico che non cammina più; ci sono padri e madri che gli portano figli e figlie malati... Sono tutte preghiere impregnate di sofferenza. È un immenso coro che invoca: “Abbi pietà di noi!”.

Vediamo che a volte la risposta di Gesù è immediata, invece in qualche altro caso essa è differita nel tempo: sembra che Dio non risponda. Pensiamo alla donna cananea che supplica Gesù per la figlia: questa donna deve insistere a lungo per essere esaudita (cfr Mt 15,21-28). Ha anche l’umiltà di sentire una parola di Gesù che sembra un po’ offensiva non dobbiamo buttare il pane ai cani, ai cagnolini. Ma a questa donna non importa l’umiliazione: importa la salute della figlia. E va avanti: “Sì, anche i cagnolini mangiano quello che cade dalla mensa”, e questo piacque a Gesù. Il coraggio nella preghiera. Oppure pensiamo al paralitico portato dai suoi quattro amici: inizialmente Gesù perdona i suoi peccati e solo in un secondo tempo lo guarisce nel corpo (cfr Mc 2,1-12). Dunque, in qualche occasione la soluzione del dramma non è immediata. Anche nella nostra vita, ognuno di noi ha questa esperienza. Abbiamo un po’ di memoria: quante volte abbiamo chiesto una grazia, un miracolo, diciamolo così, e non è accaduto nulla. Poi, con il tempo, le cose si sono sistemate ma secondo il modo di Dio, il modo divino, non secondo quello che noi volevamo in quel momento. Il tempo di Dio non è il nostro tempo.

Da questo punto di vista, merita attenzione soprattutto la guarigione della figlia di Giairo (cfr Mc 5,21-33). C’è un padre che corre trafelato: sua figlia sta male e per questo motivo chiede l’aiuto di Gesù. Il Maestro accetta subito, ma mentre vanno verso casa succede un’altra guarigione, e poi giunge la notizia che la bambina è morta. Sembra la fine, invece Gesù dice al padre: «Non temere, soltanto abbi fede!» (Mc 5,36). “Continua ad avere fede”: perché è la fede che sostiene la preghiera. E infatti, Gesù risveglierà quella bambina dal sonno della morte. Ma per un certo tempo, Giairo ha dovuto camminare nel buio, con la sola fiammella della fede. Signore, dammi la fede! Che la mia fede cresca! Chiedere questa grazia, di avere fede. Gesù, nel Vangelo, dice che la fede sposta le montagne. Ma, avere la fede sul serio. Gesù, davanti alla fede dei suoi poveri, dei suoi uomini, cade vinto, sente una tenerezza speciale, davanti a quella fede. E ascolta.

Anche la preghiera che Gesù rivolge al Padre nel Getsemani sembra rimanere inascoltata: “Padre, se possibile, allontana da me questo che mi aspetta”. Sembra che il Padre non lo ha ascoltato. Il Figlio dovrà bere fino in fondo il calice della passione. Ma il Sabato Santo non è il capitolo finale, perché il terzo giorno, cioè la domenica, c’è la risurrezione. Il male è signore del penultimo giorno: ricordate bene questo. Il male mai è un signore dell’ultimo giorno, no: del penultimo, il momento dove è più buia la notte, proprio prima dell’aurora. Lì, nel penultimo giorno c’è la tentazione dove il male ci fa capire che ha vinto: “Hai visto?, ho vinto io!”. Il male è signore del penultimo giorno: l’ultimo giorno c’è la risurrezione. Ma il male mai è signore dell’ultimo giorno: Dio è il Signore dell’ultimo giorno. Perché quello appartiene solo a Dio, ed è il giorno in cui si compiranno tutti gli aneliti umani di salvezza. Impariamo questa pazienza umile di aspettare la grazia del Signore, aspettare l’ultimo giorno. Tante volte, il penultimo giorno è molto brutto, perché le sofferenze umane sono brutte. Ma il Signore c’è e all’ultimo giorno Lui risolve tutto.

Sintesi della catechesi e saluti nelle diverse lingue

In lingua francese

Speaker :

Frères et sœurs, nos prières semblent parfois ne pas être entendues, alors même que le mobile en est noble et désintéressé. Pourquoi le Père, qui a promis de donner de bonnes choses à ses enfants qui les lui demandent, ne répond-il pas ? Il est vrai qu’existe le risque de prétendre se faire servir par Dieu, et non plus le servir, lui. Nous formulons alors une prière qui voudrait orienter les événements selon notre dessein, alors que Jésus nous apprend à demander que la volonté du Père se réalise. Et saint Paul nous rappelle que nous ne savons pas ce qu’il convient de demander. Cependant l’interrogation demeure, lorsque la prière est sincère et qu’elle demande un bien correspondant au Règne de Dieu. Nous voyons parfois dans l’Evangile Jésus tarder à répondre. Il ne résout pas toujours immédiatement le problème mais demande la foi à celui qui le sollicite. La prière de Jésus lui-même sur la croix ne semble pas être entendue du Père, et le Fils doit boire jusqu’au fond le calice de la passion. Mais le dernier mot reviendra toujours à Dieu, le jour où toutes les aspirations des hommes au salut seront accomplies.

Santo Padre :

Saluto cordialmente i pellegrini di lingua francese. Dopo aver celebrato la festa della Pentecoste, lasciamo che lo Santo Spirito agisca nei nostri cuori. Lui stesso susciti in noi la preghiera che conviene rivolgere al Padre e ci faccia entrare generosamente nella sua volontà. Dio vi benedica!

Speaker :

Je salue cordialement les pèlerins de langue française. A la suite de la fête de la Pentecôte laissons le Saint Esprit agir dans nos cœurs. Que lui-même forme en nous la prière au Père qui convient et qui nous fasse entrer généreusement dans sa volonté. Que Dieu vous bénisse !

[00730-FR.01] [Texte original: Français]

In lingua inglese

Speaker:

Dear Brothers and Sisters, in our continuing catechesis on prayer, we now consider those times when our prayers appear to go unanswered. We think, for example, of the heartfelt prayers we offer for our sick children, or for our friends who experience great pain. In our disappointment, we may feel that God is deaf to our pleas; we may even be tempted to stop praying. Jesus, our great teacher of prayer, taught us in the Our Father to ask for many things, but above all that God’s will be done. A mature faith trusts in the Lord’s providence, his greater plan for our lives and our world, yet we naturally feel deep disappointment when our petitions seem to go unheard. Jesus shows us by his own example that God understands our sufferings, yet does not always immediately grant our wishes. In Gethsemane, Jesus offered a prayer that seemed to go unanswered; yet his complete trust in the Father’s will led to our salvation and the glory of the resurrection. Evil never has the last word. If there are times when we walk in the dark, guided only by the light of faith, may we never abandon our trust in the Father’s will to make all things work together for our ultimate good.

Santo Padre:

Saluto cordialmente i fedeli di lingua inglese. In questo mese di maggio, uniti alla Madonna, possiamo crescere nella certezza che il Padre Celeste ci ascolta sempre nella nostra preghiera. Su di voi e sulle vostre famiglie, invoco la gioia e la pace del Signore. Dio vi benedica!

Speaker:

I cordially greet the English-speaking faithful. United in this month of May with Our Blessed Lady, may we grow in the certainty that our heavenly Father always hears our prayers. Upon you and your families I invoke the joy and peace of the Lord. May God bless you!

In lingua tedesca

Speaker:

Liebe Brüder und Schwestern, ein grundsätzlicher Einwand, der oft gegen das Beten vorgebracht wird, kommt von dem Eindruck, dass der Beter nicht erhört wird. Dies führt bei manchen dazu, dass sie aufhören zu beten. Hier stellt sich jedoch die Frage nach der richtigen Grundhaltung gegenüber Gott: „Ist Gott für uns nur ein brauchbares Mittel oder ist er der Vater unseres Herrn Jesus Christus?“ (KKK, 2375). Im Vaterunser stehen an erster Stelle Bitten, die auf Gott bezogen sind: „Geheiligt werde dein Name, dein Reich komme, dein Wille geschehe“ (Mt 6,9-10). So lehrt uns Jesus, dass wir beim Gebet immer den Vater im Himmel und seinen Willen vor Augen haben müssen, „denn wir wissen nicht, was wir in rechter Weise beten sollen“ (Röm 6,9-10). Die Evangelien berichten uns von verschiedenen Begebenheiten, in denen Jesus um Hilfe angefleht wird. Nicht bei allen greift er jedoch sofort ein. Er fordert vielmehr zum Glauben auf. Aus diesem Glauben heraus speist sich die Gewissheit, dass jedes in reiner Absicht gesprochene Gebet letztlich erhört wird, wenn auch nicht immer unseren Vorstellungen entsprechend, sondern nach dem Plan Gottes, in dem alles menschliche Sehnen Erfüllung findet.

Santo Padre:

Do un cordiale benvenuto ai pellegrini di lingua tedesca. Maria, Madre della Chiesa, è l’esempio luminoso della preghiera perseverante che lo Spirito Santo suscita nei fedeli. Ella ottenga anche a noi la grazia di non cessare mai nel pregare e nel rendimento di grazie.

Speaker:

Ein herzliches Willkommen richte ich an die Pilger deutscher Sprache. Maria, Mutter der Kirche, ist das strahlende Beispiel des beharrlichen Gebets, das der Heilige Geist in den Gläubigen erweckt. Sie möge auch uns die Gnade erwirken, niemals vom Beten und der Danksagung abzulassen.

In lingua spagnola

Queridos hermanos y hermanas:

En la catequesis de hoy reflexionamos sobre una dificultad que para muchos supone una verdadera piedra de tropiezo en la vida espiritual. ¿Es verdad que Dios nos escucha? Y si lo hace, ¿por qué no obtengo lo que pido? Dos respuestas se pueden dar a esta cuestión, la primera y la más obvia es que nuestra mirada sobre las cosas es limitada y en la oración deberíamos intentar escuchar su voz y conformarnos con su designio de amor. Esta es la lección del Padrenuestro que en sus tres primeras peticiones nos llama a ponernos de parte de Dios: para que se haga la voluntad de Él, venga su reino, sea santificado su nombre. Lo contrario sería una suerte de magia que busca satisfacer los propios deseos, los propios intereses sin verificar si son o no son conformes al proyecto de Dios.

La segunda respuesta es más delicada, pues muchas personas rezan de forma humilde y piden cosas buenas, sin embargo, Dios no siempre responde en la forma que esperamos. Y aquí puede ser interesante fijarnos en la lección que nos da el Evangelio. Jesús recibe muchas peticiones de multitud de fieles que se acercan, a veces la respuesta es inmediata. En otras ocasiones, sin embargo, el Señor nos llama a la perseverancia, como a la mujer cananea que pedía por su hija, o nos llama a embarcarnos en un viaje de fe. Es el caso de Jairo, el jefe de la sinagoga, primero siente que Jesús se detiene para atender otra petición, después recibe la noticia de que ya no hay esperanza, pobre hombre. En todas estas situaciones Jesús nos llama a crecer en la fe, de modo que sea esta virtud la que guíe nuestra oración y todos nuestros deseos tengan como fin la mayor gloria de Dios.

Saludo cordialmente a los fieles de lengua española, de México, de Perú, de Venezuela, tantos de lengua española. Los animo a dejarse guiar por el Espíritu que clama en nuestro interior «Abba, Padre». Pidamos crecer en la fe, la esperanza y la caridad, para en todo y por todo buscar la gloria de Dios y la salvación de los hombres. Que el Señor los bendiga a todos. Muchas gracias.

In lingua portoghese

Speaker:

Acontece às vezes que a nossa oração não é atendida por Deus; pelo menos assim nos parece, pois o que pedimos não se realiza. Mas, se Deus é Pai, por que não nos escuta? Também a oração que Jesus faz ao Pai no Jardim das Oliveiras parece que não foi atendida: o Filho teve de beber até ao fundo o cálice da Paixão. O capítulo final, porém, não foi a sepultura, mas a ressurreição ao terceiro dia. O Mal pode ser senhor do penúltimo dia; nunca do último. Este, o último, pertence só a Deus, e é o dia em que se realizam todos os anseios humanos de salvação. Por isso, como escreve o apóstolo Paulo, não sabemos sequer o que mais nos convém pedir. Quando rezamos, corremos o perigo de não servir a Deus, mas de pretender que Deus nos sirva a nós: não admitimos outra alternativa, senão a dos nossos desejos. É fácil erguer uma bandeira com a escrita «Deus está connosco»; ansiosos por assegurar que Deus está connosco, pouco nos preocupa verificar se nós efetivamente estamos com Deus. Enfim, não sabemos o que pedir, para rezar como convém. Que fazer então? Deixar de rezar, porque afinal Deus não nos ouve? Para responder a esta pergunta, é preciso meditar com calma os Evangelhos: lá vemos que a resposta de Jesus aos inúmeros pedidos que Lhe fazem às vezes é imediata, outras vezes não. Na leitura inicial, ouvimos a súplica de Jairo pela cura de sua filha; Jesus acolhe a súplica, mas iam ainda a caminho quando lhes chega a notícia de que a filha morreu. Parece o fim! Mas Jesus diz ao pai: «Não tenhas receio; crê somente». É a fé que sustenta a oração. De facto, depois Jesus ressuscita a menina. Mas, por um certo tempo, Jairo teve de caminhar na escuridão, só com a luz da fé. Na oração, lembremo-nos sempre disto: é Deus que nos deve converter a nós; não somos nós que devemos converter Deus.

Santo Padre:

Saluto i fedeli di lingua portoghese e vi incoraggio a vivere sempre i vostri giorni sotto lo sguardo della nostra Madre del cielo. Ella conforta quanti sono nella prova e tiene aperto l’orizzonte della speranza. Nell’affidare voi e le vostre famiglie alla sua protezione, invoco su tutti la Benedizione di Dio.

Speaker:

Saúdo os fiéis de língua portuguesa, encorajando-vos a viver sempre os vossos dias sob o olhar da nossa Mãe do céu. Ela conforta todos aqueles que estão na provação e mantém aberto o horizonte da esperança. Ao mesmo tempo que vos entrego, vós e as vossas famílias, à sua proteção, sobre todos invoco a Bênção de Deus.

In lingua araba

Speaker:

تأمَّل قداسةُ البَابَا اليَوم فِي موضوع: كيف نكون أكيدين أنّ الله يستجيب لنا، قَالَ قَدَاسَتُهُ: نحن نصلّي، ونطلب، ومع هذا، في بعض الأحيان تبدو صلواتنا غير مسموعة: ما طلبناه - لنا أو للآخرين - لم يتحقّق. وإذا كان السّبب الذي من أجله صلّينا نبيلاً، فإنّ عدم الاستجابة يبدو لنا شكًّا وحجر عثرة. ثمّ قد يتوقّف بعضهم حتّى عن الصّلاة لأنّهم يعتقدون أنّ صلاتهم لا تُستجاب. يقول لنا التّعليم المسيحيّ: يجب أن نكون حذرين، قد يكون إيماننا غير صحيح. بحتميّة الاستجابة، نريد نحن أن نبدّل الله، بدلًا من أن نبدّل أنفسنا نحن. وكأنّ الله هو الذي يخدمنا، ولسنا نحن الذين نخدم الله. في صلاة "الأبانا" حكمة عظيمة: إنّها صلاة طلبات فقط، ولكن الطلبات الأولى موجّهة إلى الله، ولا نطلب شيئًا لأنفسنا. في الصّلاة يجب أن نكون متواضعين، حتى لا تصبح صلاتنا بلا معنى. ومع ذلك، يبقى السؤال: عندما يصلّي الناس بقلب صادق، وعندما يطلبون خيراتٍ تتّفق مع ملكوت الله، وعندما تصلّي الأم من أجل طفلها المريض، لماذا يبدو أحيانًا أن الله لا يصغي؟ للإجابة على هذا السؤال، يجب علينا أن نتأمّل بهدوء في الأناجيل. حتّى الصّلاة التي وجّهها يسوع إلى الآب في الجسمانيَّة تبدو غير مسموعة. ومع ذلك استُجيبَ يسوع في يوم القيامة. الكلمة الأخيرة ليست للشرّ، بل لله. وسيستجيب الله لنا في حينه.

Santo Padre:

Saluto i fedeli di lingua araba. Domenica scorsa abbiamo celebrato la Pentecoste, la festa in cui Gesù ha inviato su di noi lo Spirito Santo, il Paraclito che rafforza in noi la fede e sostiene la preghiera. Ripetiamo dunque la preghiera che Gesù ci ha insegnato: “sia fatta la tua volontà” e non la nostra. Il Signore vi benedica tutti e vi protegga ‎sempre da ogni male‎‎‎‏!

Speaker:

أحيّي المُؤمِنِينَ النَاطِقِينَ بِاللُّغَةِ العَرَبِيَّة. احتفلنا الأحد الماضي بعيد العنصرة، فيها أرسل يسوع الرّوح القدس إلينا جميعًا، المعزّي الذي يقوّي فينا الإيمان الذي يدعم الصّلاة. فلنردّد إذًا الصّلاة التي علّمنا إيّاها يسوع قائلين: لتكن مشيئتك لا مشيئتنا. ليباركْكُم الرّبُّ جميعًا ولْيَحمِكُم دَائِمًا مِن كُلِّ شَرّ!

In lingua polacca

Speaker:

Drodzy bracia i siostry, w życiu modlitwy może pojawić się pytanie: dlaczego Bóg nie wysłuchuje naszej modlitwy? Modlimy się, a jednak czasami nasze błagania wydają się nam niewysłuchane.

Jeśli powód, dla którego modliliśmy się, był szlachetny, to niespełnienie się go wydaje się nam zniechęcające.

Kiedy się modlimy, może grozić nam, iż to nie my będziemy służyli Bogu, lecz że będziemy oczekiwali, aby to On służył nam.

Jest to modlitwa, która chce kierować wydarzeniami według naszego planu. Natomiast Jezus, poucza nas poprzez modlitwę „Ojcze nasz”, która jest modlitwą próśb, aby została zrealizowana nie nasza, lecz Jego wola: „Święć się imię Twoje, przyjdź Królestwo Twoje, bądź wola Twoja”.

Zatem kiedy się modlimy, musimy być pokorni, aby nasze słowa były rzeczywiście modlitwą, a nie pustosłowiem, które Bóg odrzuca. W modlitwie to Bóg musi nas nawrócić, a nie my powinniśmy nawracać Boga.

Opisy życia Jezusa pełne są modlitw. Wielu ludzi zranionych na ciele i na duchu prosi Go o uzdrowienie. Dostrzegamy, że czasami odpowiedź Jezusa jest natychmiastowa, a w niektórych przypadkach potrzeba czasu, jak w przypadku uzdrowienia córki Jaira. Wydaje się, że to już koniec, a Jezus mówi do ojca: «Nie bój się, wierz tylko!». To właśnie wiara podtrzymuje modlitwę.

Także modlitwa, którą Jezus kieruje do Swojego Ojca w Getsemani, zdaje się pozostawać niewysłuchana, ale tak nie jest, gdyż trzeciego dnia następuje Zmartwychwstanie. Zło jest panem przedostatniego dnia, nigdy ostatniego. Ten dzień należy tylko do Boga, i w nim spełnią się wszelkie ludzkie pragnienia zbawienia.

Santo Padre:

Saluto cordialmente tutti i Polacchi.

In questo mese di maggio, in cui veneriamo la Beata Vergine Maria, affido alla sua intercessione tutte le madri, soprattutto quelle che attendono la nascita dei figli.

La Madre di Dio estenda la sua protezione premurosa su tutte le donne e invochi dal suo Figlio per ciascuna le grazie necessarie e la benedizione sulla vita famigliare, materna e professionale.

Vi benedico di cuore.

Speaker:

Pozdrawiam serdecznie wszystkich Polaków.

W przeżywanym obecnie miesiącu maju, w którym czcimy Najświętszą Dziewicę Maryję, polecam Jej wstawiennictwu wszystkie matki, szczególnie te, które spodziewają się narodzin dziecka.

Niech Boża Rodzicielka, otacza Swoją czułą opieką wszystkie kobiety i wyprasza dla nich u Swojego Syna potrzebne łaski i błogosławieństwo w życiu rodzinnym, macierzyńskim oraz zawodowym.

Z serca Wam błogosławię.

In lingua italiana

Rivolgo un cordiale saluto ai pellegrini di lingua italiana. Si celebra oggi la memoria liturgica di San Filippo Neri, comunemente chiamato il “santo della gioia”. La letizia rasserenante, dono del Signore, accompagni e arricchisca il cammino di ciascuno di voi.

Il mio pensiero va infine, come di consueto, agli anziani, ai giovani, ai malati e agli sposi novelli. Vi esorto a coltivate la preghiera, perché solo con essa si alimenta la fede, nella cui luce tutto si può comprendere ed accogliere.

© http://press.vatican.va/content/salastampa/it/bollettino.html - 26 maggio 2021