Udienza generale 27 ottobre 2021

Aula Paolo VI udienza primo piano letturaL’Udienza Generale di questa mattina si è svolta nell’Aula Paolo VI dove il Santo Padre Francesco ha incontrato gruppi di pellegrini e fedeli provenienti dall’Italia e da ogni parte del mondo.

Nel discorso in lingua italiana il Papa, continuando il ciclo di catechesi sulla Lettera ai Galati dell’Apostolo Paolo, ha incentrato la sua meditazione sul tema: Il frutto dello Spirito” (cfr Lettura: Gal 5,22-24).

Dopo aver riassunto la Sua catechesi in diverse lingue, il Santo Padre ha indirizzato particolari espressioni di saluto ai gruppi di fedeli presenti.

L’Udienza Generale si è conclusa con il canto del Pater Noster e la Benedizione Apostolica.

Catechesi del Santo Padre in lingua italiana

Cari fratelli e sorelle, buongiorno!

La predicazione di San Paolo è tutta incentrata su Gesù e sul suo mistero pasquale. L’Apostolo infatti si presenta come annunciatore di Cristo, e di Cristo crocifisso (cfr 1 Cor 2,2). Ai Galati, tentati di basare la loro religiosità sull’osservanza di precetti e tradizioni, egli ricorda il centro della salvezza e della fede: la morte e la risurrezione del Signore. Lo fa mettendo davanti a loro il realismo della croce di Gesù. Scrive così: «Chi vi ha incantati? Proprio voi, agli occhi dei quali fu rappresentato al vivo Gesù Cristo crocifisso!» (Gal 3,1). Chi vi ha incantati per allontanarti da Cristo Crocifisso? È un momento brutto dei Galati …

Ancora oggi, molti sono alla ricerca di sicurezze religiose prima che del Dio vivo e vero, concentrandosi su rituali e precetti piuttosto che abbracciare con tutto sé stessi il Dio dell’amore. E questa è la tentazione dei nuovi fondamentalisti, di coloro ai quali sembra la strada da percorrere faccia paura e non vanno avanti ma indietro perché si sentono più sicuri: cercano la sicurezza di Dio e non il Dio della sicurezza. Per questo Paolo chiede ai Galati di ritornare all’essenziale, a Dio che ci dà la vita in Cristo crocifisso. Ne dà testimonianza in prima persona: «Sono stato crocifisso con Cristo, e non vivo più io, ma Cristo vive in me» (Gal 2,20). E verso la fine della Lettera, afferma: «Quanto a me non ci sia altro vanto che nella croce del Signore nostro Gesù Cristo» (6,14).

Se noi perdiamo il filo della vita spirituale, se mille problemi e pensieri ci assillano, facciamo nostro il consiglio di Paolo: mettiamoci davanti a Cristo Crocifisso, ripartiamo da Lui. Prendiamo il Crocifisso tra le mani, teniamolo stretto sul cuore. Oppure sostiamo in adorazione davanti all’Eucaristia, dove Gesù è Pane spezzato per noi, Crocifisso Risorto, potenza di Dio che riversa il suo amore nei nostri cuori.

E ora, sempre guidati da San Paolo, facciamo un passo ulteriore. Chiediamoci: che cosa succede quando incontriamo nella preghiera Gesù Crocifisso? Succede quello che accadde sotto la croce: Gesù consegna lo Spirito (cfr Gv 19,30), dona cioè la sua stessa vita. E lo Spirito, che scaturisce dalla Pasqua di Gesù, è il principio della vita spirituale. È Lui che cambia il cuore: non le nostre opere. È Lui che cambia il cuore, non le cose che noi facciamo, ma l’azione dello Spirito Santo in noi cambia il cuore! È Lui che guida la Chiesa, e noi siamo chiamati a obbedire alla sua azione, che spazia dove e come vuole. D’altronde, fu proprio la constatazione che lo Spirito Santo scendeva sopra tutti e che la sua grazia operava senza esclusione alcuna a convincere anche i più restii tra gli Apostoli che il Vangelo di Gesù era destinato a tutti e non a pochi privilegiati. E quelli che cercano la sicurezza, il piccolo gruppo, le cose chiare come allora, si allontanano dallo Spirito, non lasciano che la libertà dello Spirito entri in loro. Così, la vita della comunità si rigenera nello Spirito Santo; ed è sempre grazie a Lui che alimentiamo la nostra vita cristiana e portiamo avanti la nostra lotta spirituale.

Proprio il combattimento spirituale è un altro grande insegnamento della Lettera ai Galati. L’Apostolo presenta due fronti contrapposti: da una parte le «opere della carne», dall’altra il «frutto dello Spirito». Che cosa sono le opere della carne? Sono i comportamenti contrari allo Spirito di Dio. L’Apostolo le chiama opere della carne non perché nella nostra carne umana ci sia qualcosa di sbagliato o cattivo; anzi, abbiamo visto come egli insista sul realismo della carne umana portata da Cristo sulla croce! Carne è una parola che indica l’uomo nella sua dimensione solo terrena, chiuso in sé stesso, in una vita orizzontale, dove si seguono gli istinti mondani e si chiude la porta allo Spirito, che ci innalza e ci apre a Dio e agli altri. Ma la carne ricorda anche che tutto questo invecchia, che tutto questo passa, marcisce, mentre lo Spirito dà la vita. Paolo elenca dunque le opere della carne, che fanno riferimento all’uso egoistico della sessualità, alle pratiche magiche che sono idolatria e a quanto mina le relazioni interpersonali, come «discordia, gelosia, dissensi, divisioni, fazioni, invidie…» (cfr Gal 5,19-21 Tutto questo è il frutto – diciamo così – della carne, di un comportamento soltanto umano, “ammalatamente” umano. perché l’umano ha dei suoi valori, ma tutto questo è “ammalatamente” umano.

Il frutto dello Spirito, invece, è «amore, gioia, pace, magnanimità, benevolenza, bontà, fedeltà, mitezza, dominio di sé» (Gal 5,22): così dice Paolo. I cristiani, che nel battesimo si sono «rivestiti di Cristo» (Gal 3,27), sono chiamati a vivere così. Può essere un buon esercizio spirituale, per esempio, leggere l’elenco di San Paolo e guardare alla propria condotta, per vedere se corrisponde, se la nostra vita è veramente secondo lo Spirito Santo, se porta questi frutti. La mia vita produce questi frutti di amore, gioia, pace, magnanimità, benevolenza, bontà, fedeltà, mitezza, dominio di sé? Ad esempio, i primi tre elencati sono l’amore, la pace e la gioia: da qui si riconosce una persona abitata dallo Spirito Santo. Una persona che è in pace, che è gioiosa e che ama: con queste tre tracce si vede l’azione dello Spirito.

Questo insegnamento dell’Apostolo pone una bella sfida anche alle nostre comunità. A volte, chi si accosta alla Chiesa ha l’impressione di trovarsi davanti a una fitta mole di comandi e precetti: ma no, questo non è la Chiesa! Questo può essere qualsiasi associazione. Ma, in realtà, non si può cogliere la bellezza della fede in Gesù Cristo partendo da troppi comandamenti e da una visione morale che, sviluppandosi in molti rivoli, può far dimenticare l’originaria fecondità dell’amore, nutrito di preghiera che dona la pace e di gioiosa testimonianza. Allo stesso modo, la vita dello Spirito che si esprime nei Sacramenti non può essere soffocata da una burocrazia che impedisce di accedere alla grazia dello Spirito, autore della conversione del cuore. E quante volte noi stessi, preti o vescovi, facciamo tanta burocrazia per dare un Sacramento, per accogliere la gente, che di conseguenza dice: “No, questo non mi piace”, e se ne va, e non vede in noi, tante volte, la forza dello Spirito che rigenera, che ci fa nuovi. Abbiamo dunque la grande responsabilità di annunciare Cristo crocifisso e risorto animati dal soffio dello Spirito d’amore. Perché è solo questo Amore che possiede la forza di attirare e cambiare il cuore dell’uomo.

 

Sintesi della catechesi e saluti nelle diverse lingue

In lingua francese

Speaker:

Frères et sœurs, la prédication de saint Paul est centrée sur Jésus et son Mystère pascal. L’Apôtre annonce le Christ, le Christ crucifié. Le centre du salut et de la foi est la mort et la résurrection du Seigneur. Pour Paul, il faut revenir à l’essentiel, à Dieu qui nous donne la vie dans le Christ crucifié. Lorsque nous rencontrons Jésus Crucifié dans la prière, il nous donne sa vie. L’Esprit qui jaillit de la Pâques de Jésus est le principe de la vie spirituelle. C’est lui qui change nos cœurs et guide l’Eglise. La vie de la communauté est régénérée dans l’Esprit Saint, et c’est toujours grâce à lui que nous nourrissons notre vie chrétienne et poursuivons notre combat spirituel. Deux fronts s’y opposent: d’une part les «œuvres de la chair» et d’autre part, les «fruits de l’Esprit». L’amour, la paix et la joie sont les caractéristiques d’une personne habitée par l’Esprit de Dieu. Nous avons la grande responsabilité d’annoncer le Christ crucifié et ressuscité en étant animés par le souffle de l’Esprit d’amour. Seul l’amour possède la force d’attirer et de changer le cœur de l’homme.

Santo Padre:

Sono lieto di salutare i pellegrini giunti dai paesi francofoni, in particolare i fedeli della diocesi di Pontoise insieme al loro Vescovo; il gruppo della pastorale giovanile delle diocesi di Belley-Ars e di Rouen; i pellegrini delle diocesi di Coutances e di Luçon e i parrocchiani di Compiègne. Alla fine di questo mese missionario, per l’intercessione della Beata Vergine Maria del Rosario, chiediamo la grazia di essere abitati dallo Spirito di amore, di pace e di gioia, per fare nostre le gioie e le sofferenze, i desideri e le ansie dell’umanità.

A tutti voi, la mia benedizione!

Speaker:

Je suis heureux de saluer les pèlerins venus des pays francophones, particulièrement les fidèles du diocèse de Pontoise avec leur évêque; la pastorale des jeunes des diocèses de Belley-Ars et de Rouen; les pèlerins des diocèses de Coutances et de Luçon ainsi que les paroissiens de Compiègne. A la fin de ce mois missionnaire, par l’intercession de Notre-Dame du Rosaire, demandons la grâce d’être habités par l’Esprit d’amour, de paix et de joie, afin de faire nôtres les joies et les souffrances, les désirs et les angoisses de l’humanité.

Sur vous tous, ma Bénédiction!

 

In lingua inglese

Speaker:

Dear Brothers and Sisters: In our catechesis on Saint Paul’s Letter to the Galatians, we have seen that, for the Apostle, the heart of the Gospel is the proclamation of the mystery of Christ’s cross and its revelation of God’s reconciling love. By his passion, death and resurrection, Jesus has brought us redemption and new life through the outpouring of the Holy Spirit. Paul can thus say to the Galatians: “It is no longer I who live, but Christ who lives in me”. Our prayerful contemplation of the crucified Lord, or our silent adoration before his Eucharistic presence, help us to appreciate the grandeur of our call to share in the mystery of God’s own life and love. The Christian life, lived in obedience to the promptings of the Spirit, includes what is traditionally called “spiritual combat”. We struggle to overcome what Paul calls “the works of the flesh”, in order to live in accordance with “the fruits of the Spirit”, which are “love, joy, peace, patience, kindness, generosity, faithfulness, gentleness and self-control” (Gal 5:22). In our spiritual lives, and in the life of our communities, we are called to cultivate these fruits as a witness to the new life and freedom we have received in Christ through the gift of his Holy Spirit.

Santo Padre:

Saluto i pellegrini di lingua inglese presenti all’odierna Udienza, specialmente i giovani di vari paesi impegnati in vista della COP26 a Glasgow e i gruppi provenienti dagli Stati Uniti d’America. Su tutti voi e sulle vostre famiglie invoco la gioia e la pace del Signore. Dio vi benedica!

Speaker:

I greet the English-speaking visitors taking part in today’s Audience, especially the young people from various countries preparing for the COP-26 meeting in Glasgow, and the pilgrimage groups from the United States of America. Upon all of you, and your families, I invoke the joy and peace of the Lord. God bless you!

 

In lingua tedesca

Speaker:

Liebe Brüder und Schwestern, Paulus geht es in all seiner Verkündigung letztlich immer um das Ostergeheimnis, den Tod und die Auferstehung des Herrn. Auch wir sind eingeladen, uns dieses Geheimnis immer wieder ganz konkret vor Augen zu führen, indem wir das Kreuz unseres Herrn liebevoll betrachten oder Anbetung halten vor der Eucharistie, wo Jesus das für uns gebrochene Brot ist, der gekreuzigte Auferstandene, die Kraft Gottes, der seine Liebe in unsere Herzen eingießt. Der Geist, den Jesus uns mit seinem Tod und seiner Auferstehung hinterlassen hat, möchte unsere Herzen verwandeln. Der Heilige Geist weist der Kirche ihren Weg, und an uns ist es, uns seinem Wirken zu fügen und entsprechend mitzutun. Dies bedeutet bisweilen einen geistlichen Kampf. Auf der einen Seite stehen die „Werke des Fleisches“, also all das in uns, was dem Geist Gottes widerspricht, wie etwa der selbstbezogene Gebrauch der Sexualität, Zauberei, Götzendienst und alles, was die zwischenmenschlichen Beziehungen untergräbt, wie Streit, Eifersucht, Jähzorn, Eigennutz, Spaltungen und Neid. (vgl. Gal 5,19-21). Solches ist vergänglich und führt zum Verfall. Der Geist hingegen schenkt Leben, er erhebt uns über uns selbst und unsere Horizontalität, er öffnet uns für Gott und unsere Mitmenschen. Seine Frucht ist „Liebe, Freude, Friede, Langmut, Freundlichkeit, Güte, Treue, Sanftmut und Enthaltsamkeit“ (Gal 5,22). Dieses Leben aus dem Geist ist unvergänglich, ewig.

Santo Padre:

Saluto i fedeli di lingua tedesca, specialmente i pellegrini del Burgenland che sono venuti a Roma con il loro Vescovo Ägidius in occasione del 60° anniversario della diocesi di Eisenstadt. Di cuore invoco su tutti voi il frutto abbondante dello Spirito che ci conduce alla pienezza di vita in Cristo Risorto.

Speaker:

Ich grüße die Gläubigen deutscher Sprache, insbesondere die Pilger aus dem Burgenland, die aus Anlass des 60-jährigen Bestehens der Diözese Eisenstadt mit ihrem Bischof Ägidius nach Rom gekommen sind. Von Herzen erbitte ich allen die reiche Frucht des Geistes, die uns hinführt zur österlichen Fülle des Lebens.

 

In lingua spagnola

Queridos hermanos y hermanas:

En esta catequesis reflexionamos sobre la centralidad en la predicación de Pablo del misterio de Cristo, de su muerte y de su resurrección. El Apóstol exhorta a los gálatas a no perder de vista a Jesús en la cruz y a que esta imagen se haga vida en ellos, hasta identificarse con Él. Es un llamado que nosotros debemos acoger, abrazando la cruz de Cristo, y adorándolo en la Eucaristía, donde lo contemplamos muerto y resucitado, entregado por nosotros para darnos la vida verdadera.

En esa oración, recibiremos el mismo don que Jesús entregó en la cruz: el Espíritu Santo. Él, que trasforma los corazones y guía a la Iglesia, renovará nuestra comunidad. Nos dará la fuerza para combatir el mal, es decir, todas esas obras que nos impiden ser de Dios y nos dejan en la mundanidad de nuestros deseos, esclavos de nuestro egoísmo, y nos concederá unos frutos generosos de amor, gracia, paz, paciencia, gentileza, bondad, fidelidad, humildad, dominio de sí.

Saludo cordialmente a los fieles de lengua española. Los animo a hacer este pequeño ejercicio, relean la lista de los frutos del Espíritu Santo que encontramos en Gálatas capítulo 5, versículos 22 y 23. Vean si se corresponden con la propia existencia de cada uno, es decir, si nuestra vida se dejó configurar con Cristo, al que contemplamos muerto y resucitado, en la imagen de la cruz y en el misterio de la Eucaristía; si nuestra vida se ha dejado trasformar por el Espíritu para ser ella misma una eucaristía, don y acción de gracias, para gloria de Dios y salvación de la gente. Que Dios los bendiga. Muchas gracias.

 

In lingua portoghese

Speaker:

Paulo pede aos Gálatas para voltarem ao essencial, isto é, a Deus que nos dá vida em Cristo crucificado. O próprio apóstolo diz de si mesmo: «Já não sou eu que vivo, mas é Cristo que vive em mim» (Gal 2, 20). Irmãos e irmãs, se perdermos o rumo na nossa vida espiritual, sigamos o conselho de Paulo: contemplemos Cristo crucificado, recomecemos d’Ele. Agarremos o crucifixo nas mãos, estreitemo-lo ao coração. Ou então paremos em adoração diante do Santíssimo Sacramento, onde Jesus Se faz Pão repartido para nós, onde está Cristo Ressuscitado, poder de Deus que derrama o seu amor nos nossos corações. E que acontece quando nos encontramos na oração com Jesus Crucificado? Acontece o mesmo que sucedeu na cruz: Jesus entrega o Espírito (cf. Jo 19, 30). E o Espírito Santo que brota da Páscoa de Jesus é o princípio da vida espiritual. O que nos muda o coração não são as nossas obras, mas a ação do Espírito em nós. Graças a Ele, alimentamos a nossa vida cristã e saímos vencedores no combate contra os instintos mundanos da nossa carne, ou seja, da pessoa humana fechada em si mesma, numa vida horizontal sem relação com o Espírito Santo. Tais instintos mundanos são comportamentos contrários ao Espírito de Deus. O apóstolo Paulo faz uma lista com as obras da carne e outra com o fruto do Espírito. Pode ser um bom exercício espiritual repassar a lista de São Paulo para ver se a nossa conduta mostra os frutos referidos, isto é, se a nossa vida é verdadeiramente uma vida segundo o Espírito Santo. Por exemplo, os primeiros três – como ouvimos ler, no início da Audiência – são amor, alegria, paz. Daqui se reconhece uma pessoa habitada pelo Espírito de Deus.

Santo Padre:

Cari fedeli di lingua portoghese, benvenuti! Quando il Figlio di Dio venne tra noi, trovò il cuore aperto della Vergine Immacolata. Lei viveva come tutte le donne del suo tempo ma, nella vita semplice di ogni giorno, era disponibile al Signore. Chiediamo allo Spirito Santo il dono della docilità alla volontà di Dio. Su tutti scenda la benedizione del Signore!

Speaker:

Queridos fiéis de língua portuguesa, sede bem-vindos! Quando o Filho de Deus veio entre nós, encontrou disponível o coração da Virgem Imaculada. Ela vivia como todas as mulheres de seu tempo, mas, na vida simples de cada dia, estava à disposição do Senhor. Peçamos ao Espírito Santo o dom da docilidade à vontade de Deus. Sobre todos desça a bênção do Senhor!

 

In lingua araba

Speaker:

تَكَلَّمَ قَداسَةُ البابا علَى حّياةِ الرُّوحِ وَحَياةِ المُمارَساتِ الخارِجِيَّةِ في إطارِ تَعْلِيمِهِ في الرِسالَةِ إلى أَهْلِ غَلاطية، وَقال: حاوَلَ أَهْلُ غلاطية أنْ يُؤَسِّسُوا تَدَيُنَهُم علَى المُحافَظَةِ علَى الوَصايا والتَقالِيد، فَذَكَّرَهُم بُولسُ بِمِحْوَرِ الإيْمان، أَنَّهُ مُوْتُ الرَّبِّ يَسوعَ وَقِيامَتُه. وَطَلَبَ مِنْهُم أنْ يَرْجِعُوا إلى اللهِ مُعْطِي الحَياةَ في المَسِيحِ المَصْلُوب. وَنَحْنُ لِتَقْوِيَةِ حَياةِ الرُّوح، لِنَقِفْ أَمامَ يَسوعَ المَصْلُوب، وَلْنَسْجُدْ أَمامَ القُربان. علَى الصَّلِيبِ يَحْدُثُ ما حَدَثَ مَرَةً في الماضي: يَسوعُ يُسْلِمُ الرُّوح، وَيَهَبُنا حَياتَهُ. وَفِي القُرْبان، يُقَدِّمُ لنا جَسَدَهُ غِذاءً لِرُوحِنا. وَبَعْدَ الفِصْح، أي بَعْدَ مُرُورِ يَسوعَ مِنَ المَوْتِ إلى الحَياة، أَرْسَلَ الرُّوُحَ الذي قَوَّى الرُسُلَ وَمَلأَ الجَمِيعَ مِنْ دُونِ اسْتِثْناء. وَهُوَ نَفْسُهُ الذِي يُغَيِّرُ قَلْبَنا وَيَقُودُ الكَنِيسَةَ اليَوْمَ أيْضًا. فِيهِ تَتَجَدَّدُ حَياةُ الجَماعَة، وَبِقُوَّتِهِ نُواصِلُ جِهادَنا الرُّوحِي. وَتَكَلَّمَ بُولسُ علَى أَعْمالِ الجَسَدِ وَعلَى أَعْمالِ الرُّوح. أَعْمالُ الجَسَدِ هِيَ ما تَرْبِطُنا بِمُخْتَلَفِ الشَّهَوات. لَيْسَ لأنَّ الجَسَدَ في حَدِّ ذاتِهِ سَيّء، إنَّما هِيَ عِبارَةٌ تُشِيرُ إلَى مَوْقِفِنا نَحْنُ المُنْحَصِرِ في الأَعْمالِ الدِنْيَوِيَة. وَعَدَّدَ بُولسُ أَعمالَ الرُّوحِ فَهِيَ: المَحبَةُ والفَرَحُ والسَّلامُ والصَّبْرُ واللُّطْفُ وكَرَمُ الأَخْلاقِ والإِيْمانُ والوَداعَةُ والعَفاف. وَدَعانا قَداسَتُهُ إلَى أنْ نَعِيشَ بِحَسَبِ الرُّوحِ فَهُوَ الذِي يَشُدُّنا إلَيْه، وَيَمْنَحُنا خُصُوصًا المَحَبَةَ التي تُغَيِّرُ قَلْبَنا وَتَمْلأُنا بالحَياةِ والفَرَح.

Santo Padre:

Saluto i fedeli di lingua araba. I cristiani, che nel battesimo si sono «rivestiti di Cristo» (Gal 3,27), sono chiamati a vivere «amore, gioia, pace, magnanimità, benevolenza, bontà, fedeltà, mitezza, dominio di sé» (Gal 5,22) per rimanere fedeli alla loro vocazione. Il Signore vi benedica tutti e vi protegga ‎sempre da ogni male‎‎‎‏!

Speaker:

أُحيِّي المُؤْمِنِينَ الناطِقِينَ باللُغَةِ العَرَبِيَّة. المَسِيحِيُّونَ الذِينَ "لَبِسُوا المَسِيح" (راجع غلاطية 3، 27) في المَعْمُودِيَّة، مَدْعُوُونَ إلى أنْ يَعِيشُوا "المَحَبَةَ والفَرَحَ والسَّلامَ والصَّبْرَ واللُّطْفَ وكَرَمَ الأَخْلاقِ والإِيْمانَ والوَداعَةَ والعَفاف" (غلاطية 5، 22) حتى يَبْقَوا أُمَناءَ لِدَعْوَتِهِم. بارَكَكُم الرَّبُّ جَميعًا وَحَماكُم دائِمًا مِنْ كُلِّ شَرّ!

 

In lingua polacca

Speaker:

Święty Paweł, w Liście do Galatów, przypomina wspólnocie pierwszych chrześcijan, by nie opierali swojej religijności tylko na obrzędach i przestrzeganiu nakazów tradycji. Przypomina, że w centrum tajemnicy zbawienia i wiary jest krzyż Chrystusa, Jego śmierć i zmartwychwstanie. Ten, który pokonał śmierć udziela wszystkim owoców swego Ducha. Pragnąc ich należy jednak pamiętać, że dążenia ducha i ciała są sobie przeciwstawne. Uczynki ciała to zachowania sprzeczne z Duchem Boga, które prowadzą do „niezgody, sporów, podziałów, zazdrości, rozłamów, nienawiści” (Ga 5, 20). Owocem Ducha jest zawsze „miłość, radość, pokój, cierpliwość, uprzejmość, dobroć, wierność, opanowanie” (Ga 5, 22). Chrześcijanie, którzy przez chrzest „przyoblekli się w Chrystusa” (Ga 3, 27) są powołani, aby żyć w taki właśnie sposób. Warto zapytać: czy nasze życie jest rzeczywiście zgodne z Duchem Bożym? Czy rodzi takie owoce? Jeśli nie, to spójrzmy na wymogi wiary nie przez pryzmat zakazów, obrzędowości, przykazań, które wydają się nam surowe i niemożliwe do wypełnienia, lecz przez pryzmat Bożej miłości rozlanej w naszych sercach, która rodzi owoce Ducha. Pamiętajmy, że tylko ta Miłość ma moc pociągnąć nas i przemienić nasze serca.

Santo Padre:

Saluto cordialmente i pellegrini polacchi. Su richiesta della fondazione polacca “Sì alla vita”, oggi ho benedetto le campane che portano il nome: “La voce dei non nati”. Sono destinate all’Ecuador e all’Ucraina. Per queste nazioni e per tutti siano segno di impegno in favore della difesa della vita umana dal concepimento fino alla morte naturale. Che il loro suono annunci al mondo il “Vangelo della vita”, desti le coscienze degli uomini e il ricordo dei non nati. Affido alla vostra preghiera ogni bambino concepito, la cui vita è sacra e inviolabile. Vi benedico di cuore.

Speaker:

Pozdrawiam serdecznie pielgrzymów polskich. Na prośbę polskiej fundacji „Życiu tak” poświęciłem dzisiaj dzwony noszące tytuł: „Głos nienarodzonych”, które zostaną przekazane do Ekwadoru i na Ukrainę. Niech będą dla tych narodów i dla wszystkich znakiem mobilizacji do obrony ludzkiego życia od poczęcia aż do naturalnej śmierci. Niech ich brzmienie głosi światu „Ewangelię życia”, budzi sumienia i pamięć o nienarodzonych. Polecam waszej modlitwie każde poczęte dziecko, którego życie dane przez Boga jest święte i nienaruszalne. Z serca wam błogosławię.

 

In lingua italiana

Rivolgo un cordiale benvenuto ai pellegrini di lingua italiana. Saluto la Fondazione San Vito di Mazara del Vallo, l’Associazione Diversa-Mente e la comunità sri-lankese di Napoli.

Il mio pensiero va infine, come di consueto, agli anziani, agli ammalati, ai giovani e agli sposi novelli – sono tanti! Vi incoraggio a testimoniare il messaggio di salvezza evangelica che i Santi Apostoli Simone e Giuda, dei quali domani celebreremo la festa, hanno testimoniato con la loro vita.

A tutti la mia benedizione.

© http://press.vatican.va/content/salastampa/it/bollettino.html - 27 ottobre 2021


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