Udienza generale 4 agosto 2021

udienza generale aula Paolo VI primo pianoL’Udienza Generale di questa mattina si è svolta nell’Aula Paolo VI.

Nel discorso in lingua italiana il Papa, continuando il nuovo ciclo di catechesi sulla Lettera ai Galati dell’Apostolo Paolo, ha incentrato la sua meditazione sul tema: “Il Vangelo è uno solo” (Lettura: Gal 1,6-8).

Dopo aver riassunto la Sua catechesi nelle diverse lingue, il Santo Padre ha indirizzato particolari espressioni di saluto ai fedeli presenti. Quindi ha rivolto un appello per il Libano ad un anno dall’esplosione avvenuta nel porto di Beirut.

L’Udienza Generale si è conclusa con la recita del Pater Noster e la Benedizione Apostolica.

Catechesi del Santo Padre in lingua italiana

Fratelli e sorelle, buongiorno!

Quando si tratta del Vangelo e della missione di evangelizzare, Paolo si entusiasma, esce fuori di sé. Sembra non vedere altro che questa missione che il Signore gli ha affidato. Tutto in lui è dedicato a questo annuncio, e non possiede altro interesse se non il Vangelo. È l’amore di Paolo, l’interesse di Paolo, il mestiere di Paolo: annunciare. Arriva perfino a dire: «Cristo non mi ha mandato a battezzare, ma ad annunciare il Vangelo» (1 Cor 1,17). Paolo interpreta tutta la sua esistenza come una chiamata a evangelizzare, a far conoscere il messaggio di Cristo, a far conoscere il Vangelo: «Guai a me – dice – se non annuncio il Vangelo» (1 Cor 9,16). E scrivendo ai cristiani di Roma, si presenta semplicemente così: «Paolo, servo di Cristo Gesù, apostolo per chiamata, scelto per annunciare il Vangelo di Dio» (Rm 1,1). Questa è la sua vocazione. Insomma, la sua consapevolezza è di essere stato “messo a parte” per portare il Vangelo a tutti, e non può fare altro che dedicarsi con tutte le sue forze a questa missione.

Si comprende quindi la tristezza, la delusione e perfino l’amara ironia dell’Apostolo nei confronti dei Galati, che ai suoi occhi stanno prendendo una strada sbagliata, che li porterà a un punto di non ritorno: hanno sbagliato strada. Il perno intorno a cui tutto ruota è il Vangelo. Paolo non pensa ai “quattro vangeli”, come è spontaneo per noi. Infatti, mentre sta inviando questa Lettera, nessuno dei quattro vangeli è ancora stato scritto. Per lui il Vangelo è ciò che lui predica, questo che si chiama il kerygma, cioè l’annuncio. E quale annuncio? Della morte e risurrezione di Gesù come fonte di salvezza. Un Vangelo che si esprime con quattro verbi: «Cristo morì per i nostri peccati secondo le Scritture, fu sepolto, è risorto il terzo giorno secondo le Scritture e apparve a Cefa» (1 Cor 15,3-5). Questo è l’annuncio di Paolo, l’annuncio che ci dà vita a tutti. Questo Vangelo è il compimento delle promesse ed è la salvezza offerta a tutti gli uomini. Chi lo accoglie viene riconciliato con Dio, è accolto come un vero figlio e ottiene in eredità la vita eterna.

Davanti a un dono così grande che è stato fatto ai Galati, l’Apostolo non riesce a spiegarsi come mai essi stiano pensando di accogliere un altro “vangelo”, forse più sofisticato, più intellettuale… un altro “vangelo”. È da notare comunque che questi cristiani non hanno ancora abbandonato il Vangelo annunciato da Paolo. L’Apostolo sa che sono ancora in tempo a non compiere un passo falso, ma li ammonisce con forza, con tanta forza. La sua prima argomentazione punta direttamente sul fatto che la predicazione compiuta dai nuovi missionari – questi che predicano la novità – non può essere il Vangelo. Anzi, è un annuncio che stravolge il vero Vangelo perché impedisce di raggiungere la libertà – una parola chiave - acquisita venendo alla fede. I Galati sono ancora “principianti” e il loro disorientamento è comprensibile. Non conoscono ancora la complessità della Legge mosaica e l’entusiasmo nell’abbracciare la fede in Cristo li spinge a dare ascolto a questi nuovi predicatori, illudendosi che il loro messaggio sia complementare a quello di Paolo. E non è così.

L’Apostolo, però, non può rischiare che si creino compromessi su un terreno così decisivo. Il Vangelo è uno solo ed è quello che lui ha annunciato; un altro non può esistere. Attenzione! Paolo non dice che il vero Vangelo è il suo perché è stato lui ad annunciarlo, no! Questo non lo dice. Questo sarebbe presuntuoso, sarebbe vanagloria. Afferma, piuttosto, che il “suo” Vangelo, lo stesso che gli altri Apostoli andavano annunciando altrove, è l’unico autentico, perché è quello di Gesù Cristo. Scrive così: «Vi dichiaro, fratelli, che il Vangelo da me annunciato non segue un modello umano; infatti io non l'ho ricevuto né l'ho imparato da uomini, ma per rivelazione di Gesù Cristo» (Gal 1,11). Si comprende allora perché Paolo utilizzi termini molto duri. Per due volte usa l’espressione “anatema”, che indica l’esigenza di tenere lontano dalla comunità ciò che minaccia le sue fondamenta. E questo nuovo “vangelo” minaccia le fondamenta della comunità. Insomma, su questo punto l’Apostolo non lascia spazio alla trattativa: non si può negoziare. Con la verità del Vangelo non si può negoziare. O tu ricevi il Vangelo come è, come è stato annunciato, o ricevi un’altra cosa. Ma non si può negoziare, con il Vangelo. Non si può scendere a compromessi: la fede in Gesù non è merce da contrattare: è salvezza, è incontro, è redenzione. Non si vende a buon mercato.

Questa situazione descritta all’inizio della Lettera appare paradossale, perché tutti i soggetti in questione sembrano animati da buoni sentimenti. I Galati che danno ascolto ai nuovi missionari pensano che con la circoncisione potranno essere ancora più dediti alla volontà di Dio e quindi essere ancora più graditi a Paolo. I nemici di Paolo sembrano essere animati dalla fedeltà alla tradizione ricevuta dai padri e ritengono che la fede genuina consista nell’osservanza della Legge. Davanti a questa somma fedeltà giustificano perfino le insinuazioni e i sospetti su Paolo, ritenuto poco ortodosso nei confronti della tradizione. Lo stesso Apostolo è ben cosciente che la sua missione è di natura divina – è stata rivelata da Cristo stesso, a lui! – e quindi è mosso da totale entusiasmo per la novità del Vangelo, che è una novità radicale, non è una novità passeggera: non ci sono vangeli “alla moda”, il Vangelo è sempre nuovo, è la novità. La sua ansia pastorale lo porta a essere severo, perché vede il grande rischio incombente sui giovani cristiani. Insomma, in questo labirinto di buone intenzioni è necessario districarsi, per cogliere la verità suprema che si presenta come la più coerente con la Persona e la predicazione di Gesù e la sua rivelazione dell’amore del Padre. Questo è importante: saper discernere. Tante volte abbiamo visto nella storia, e anche lo vediamo oggi, qualche movimento che predica il Vangelo con una modalità propria, alle volte con carismi veri, propri; ma poi esagera e riduce tutto il Vangelo al “movimento”. E questo non è il Vangelo di Cristo: questo è il Vangelo del fondatore, della fondatrice e questo sì, potrà aiutare all’inizio, ma alla fine non fa frutti perché non ha radici profonde. Per questo, la parola chiara e decisa di Paolo fu salutare per i Galati ed è salutare anche per noi. Il Vangelo è il dono di Cristo a noi, è Lui stesso a rivelarlo. È questo che ci dà vita.

 

Sintesi della catechesi e saluti nelle diverse lingue

In lingua francese

Speaker:

Chers frères et sœurs,

Paul est tellement passionné par l’Evangile et par la mission d’évangéliser. C’est pourquoi il interprète toute son existence comme un appel à annoncer l’Evangile et l’accomplit de toutes ses forces. On comprend donc la tristesse, la déception et même l’ironie amère de l’Apôtre envers les Galates qui prennent une mauvaise voie. Pour lui, l’Evangile est l’annonce de la mort et de la résurrection de Jésus. Il est le salut offert à l’humanité. Devant un don si grand qui leur a été fait, l’Apôtre ne parvient pas à comprendre comment les Galates envisagent d’accueillir un autre “évangile”. Car, il n’y a qu’un seul Evangile, l’unique authentique et c’est celui de Jésus-Christ. Ainsi, la parole claire et ferme de Paul a été salutaire pour les Galates et elle l’est aussi pour nous.

Santo-Padre:

Saluto cordialmente i fedeli di lingua francese.

Fratelli e sorelle, preghiamo per tutti i Pastori perché, sull’esempio di san Giovanni Maria Vianney, portino ai loro fratelli e sorelle in difficoltà il Vangelo vivo della loro testimonianza di amore, di misericordia e di solidarietà.

Dio vi benedica!

Speaker:

Je salue cordialement les personnes de langue française.

Frères et sœurs, prions pour tous les pasteurs afin qu’à l’exemple de Saint Jean Marie Vianney, ils portent à leurs frères et sœurs en difficulté l’Evangile vivant de leur témoignage d’amour, de miséricorde et de solidarité.

Que Dieu vous bénisse!

 

In lingua inglese

Speaker:

Dear Brothers and Sisters, in our continuing catechesis on Saint Paul’s Letter to the Galatians, we now consider Paul’s insistence on complete fidelity to the Gospel. For Paul, the proclamation of the Christian message was his very life. What he preached to the Galatians was in fact the apostolic kerygma, which summarized the fulfilment of all God’s promises in Jesus Christ, who died for our sins, was buried, rose on the third day, and appeared to Peter (cf. 1 Cor 15:3-5). This explains why, at the beginning of the Letter, Paul urges the Galatians so forcefully not to turn away from the freedom brought by the Gospel. For that Gospel, entrusted to the apostles, offers to all – ourselves included – the assurance of new life and freedom flowing from the cross of Christ and the gift of his Holy Spirit.

Santo Padre:

Rivolgo un cordiale saluto ai fedeli di lingua inglese. Auguro che le prossime vacanze estive siano un momento di ristoro e di rinnovamento spirituale per voi e per le vostre famiglie. Su tutti voi invoco la gioia e la pace del Signore. Dio vi benedica!

Speaker:

I cordially greet the English-speaking faithful. I pray that the coming summer holidays will be a time of refreshment and spiritual renewal for you and your families. Upon all of you I invoke the joy and peace of the Lord. May God bless you!

 

In lingua tedesca

Speaker:

Liebe Brüder und Schwestern, wie wir im Galaterbrief lesen, versteht sich Paulus als Knecht Christi, der allen Menschen das Evangelium verkünden soll. Umso enttäuschter ist er, dass sich die Galater nun einem anderen Evangelium zuwenden. Das Evangelium ist doch die Heilszusage Gottes an alle Menschen: Wer das Evangelium annimmt, wird von Gott als Sohn oder Tochter aufgenommen und erhält als Erbe das ewige Leben. Eine Verkündigung, die diese Heilsbotschaft verändert, lässt die Neubekehrten nicht wirklich zu der Freiheit gelangen, die der Glaube ermöglicht. Es braucht keine Beschneidung, auch wenn sie vermeintlich in Treue zur Tradition der Väter geschieht. Der Glaube besteht nicht in der genauen Befolgung des mosaischen Gesetzes. Paulus bringt hier seine persönliche Glaubenserfahrung ins Spiel: Das Evangelium hat er „durch eine Offenbarung Jesu Christi“ (Gal 1,12) empfangen. Dies hat seinen Enthusiasmus für diese höchste Wahrheit, die Gegenwart der absoluten Liebe des Vaters geweckt. Dieses klare Wort gibt den Galatern und auch uns Orientierung.

Santo Padre:

Saluto con affetto i pellegrini di lingua tedesca. In questo tempo di ferie cerchiamo di dedicarci di più alle persone intorno a noi testimoniando l’amore che Dio nutre per tutta l’umanità. Lo Spirito Santo ci guidi nel nostro cammino.

Speaker:

Von Herzen grüße ich die Pilger deutscher Sprache. In dieser Ferienzeit wollen wir uns mehr um die Menschen um uns kümmern und so die Liebe bezeugen, die Gott für die ganze Menschheit hegt. Der Heilige Geist geleite uns auf all unsren Wegen.

 

In lingua spagnola

Queridos hermanos y hermanas:

Este pasaje de la Carta a los Gálatas nos descubre que san Pablo entiende su vida como una llamada a evangelizar, misión a la que se dedica con todas sus fuerzas. Para el Apóstol el Evangelio es el Kerygma, es decir, el anuncio de la muerte y resurrección de Cristo, misterio pascual en el que Dios cumple sus promesas a Israel y ofrece la salvación a todos los hombres. Acogiendo el Evangelio nos reconciliamos con Dios nuestro Padre, nos convertimos en hijos suyos y herederos de la vida eterna.

Por eso, cuando Pablo ve que la comunidad de los Gálatas corre el peligro dar oídos a falsos predicadores y desviarse del camino de la fe, los invita a permanecer fieles al único Evangelio, que no es observancia de la ley, sino configuración con la Persona de Jesucristo, que nos libra de la muerte y del pecado.

Saludo cordialmente a los fieles de lengua española. Pidamos al Señor que nos conceda la gracia de perseverar en el seguimiento del Señor Jesús, para que nuestra vida sea, a los ojos de nuestros hermanos y hermanas, un testimonio gozoso del amor de Dios por toda la humanidad. Que Dios los bendiga. Muchas gracias.

 

In lingua portoghese

Speaker:

Dando continuidade às catequeses sobre a Carta de São Paulo aos Gálatas, hoje vemos como para o Apóstolo anunciar o Evangelho era o único interesse que o motivava, tanto que chega a afirmar “Ai de mim se não evangelizar”. Por isso, enche-se de grande tristeza ao constatar que a jovem comunidade dos gálatas deixava-se enganar por pregadores que apresentavam um outro evangelho. De fato, é importante ter em conta que, quando fala de Evangelho, São Paulo não se refere a um escrito. Para Paulo, proclamar o Evangelho significa anunciar a morte e ressurreição de Cristo como fonte de salvação. É por essa razão que não pode deixar espaço para deturpação da mensagem: a fé em Cristo não pode ser negociada. Sabe, porém, que os fiéis da Galácia estavam movidos por bons sentimentos. Cheios de entusiasmo, acolheram a ideia de que era preciso observar a Lei de Moisés para salvar-se. O Apóstolo intervém com força e severidade, defendendo a única verdade do Evangelho que ele recebera por revelação direta de Cristo. Assim, a mensagem da salvação pôde chegar íntegra aos gálatas e a nós.

Santo Padre:

Rivolgo un cordiale saluto ai fedeli di lingua portoghese. Cari fratelli e sorelle, nel riprendere i nostri incontri settimanali, oggi, memoria di San Giovanni Maria Vianney, v’invito a pregare in modo particolare per i vostri parroci e per tutti i sacerdoti. Possano, ispirati dall’esempio del Santo Curato D’Ars, offrire le loro vite alla missione di predicare il Vangelo della salvezza. Dio vi benedica.

Speaker:

Dirijo uma cordial saudação aos fiéis de língua portuguesa. Queridos irmãos e irmãs, ao retomarmos os nossos encontros semanais, hoje, memória de São João Maria Vianney, convido-vos a rezar de maneira especial pelos vossos párocos e por todos os sacerdotes. Que eles, inspirados pelo exemplo do Santo Cura D'Ars, ofereçam suas vidas à missão de pregar o Evangelho da salvação. Deus vos abençoe.

 

In lingua araba

Speaker:

تَكَلَّمَ قَداسَةُ البابا، في إطارِ تَعْلِيمِهِ في الرِّسالَةِ إلى أهْلِ غلاطية، على الإنجيل وقال إنّ "الإنجيل واحدٌ فقط". وقال إنّ بولس الرسول، كان يمتلئ حماسًا عندما تكلّم على الإنجيل والبشارة به. كان الإنجيل له كلّ شيء. وكان مدركًا أنّ الله أفرزه لتبليغ الإنجيل إلى الجميع. فكرّس نفسه بكلّ قوته لهذه الرسالة. بالنسبة له، الإنجيل هو ما يَعِظُ به، هو الإعلان الأوّل، هو إعلان موت وقيامة يسوع من بين الأموات ينبوعًا للخلاص. الإنجيل هو تحقيق للوعود وهو الخلاص الممنوح لكلّ البشر. مَن قبِلَهُ تصالح مع الله، وقبله الله ابنًا حقيقيًّا ونال ميراث الحياة الأبديّة. ولم يقدر بولس الرّسول أن يفهم تصرف أهل غلاطية بعد النعمة الكبرى التي نالوها. فحذّرهم بشدّة، لأنّ الوعظ الذي جاء به الوُعّاظ الجُدُد لهم لا يمكن أن يكون الإنجيل، بل هو إعلان يشوّه الإنجيل الحقيقي لأنّه يحول دون الوصول إلى الحريّة المكتسبة بالإيمان. وأعلن بولس لهم أنّ الإنجيل واحدٌ فقط. ولا يمكن أن يوجد إنجيل آخر. في الحديث عن الإنجيل بولس لا يفاوض ولا يسمح بالتنازلات. ونحن كذلك، إذا تحدثنا عن الإنجيل، لا يمكن أن نقبل أي تنازل: لأنّ الإيمان بالإنجيل هو الإيمان بيسوع المسيح، والإيمان بيسوع المسيح ليس سلعة للمساومة.

Santo Padre:

Saluto i fedeli di lingua araba. Il Vangelo è la Buona Novella ed è la forza che cambia in meglio la nostra vita e il nostro cuore. Per questo vi chiedo di leggere ogni giorno il Vangelo e di meditarne un piccolo brano per nutrirsi da questa fonte inesauribile di salvezza. Il Signore vi benedica tutti e vi protegga ‎sempre da ogni male‎‎‎‏!

Speaker:

أُحيّي المؤمنين الناطقين باللغة العربيّة. الإنجيل هو الخبر السّار وهو القوّة التي تبدّل حياتنا وقلبنا نحو الأفضل. ولهذا أطلب منكم أن تقرؤوا الإنجيل يوميًا، وأن تتأمّلوا في نصٍ صغير منه حتى ترتووا من نبع الخلاص هذا الذي لا ينضب. بارككم الرّبّ جميعًا وحماكم دائمًا من كلّ شرّ!

 

In lingua polacca

Speaker:

Pisząc do chrześcijan w Rzymie, św. Paweł przedstawia się w jako „sługa Chrystusa Jezusa, z powołania apostoł, przeznaczony do głoszenia Ewangelii Bożej” (Rz 1, 1). Ma świadomość, że został „wybrany”, aby nieść Ewangelię wszystkim, i nie może czynić nic innego, jak tylko poświęcić się całkowicie tej misji.

Dla niego Ewangelia jest kerygmatem, głoszeniem śmierci i zmartwychwstania Jezusa jako źródła zbawienia. Ewangelia, która wyraża się w czterech czasownikach: „Chrystus umarł - zgodnie z Pismem - za nasze grzechy, został pogrzebany, zmartwychwstał trzeciego dnia, zgodnie z Pismem: i ukazał się Kefasowi” (1 Kor 15, 3-5). Ta Ewangelia jest wypełnieniem obietnic i zbawieniem oferowanym wszystkim ludziom. Kto ją przyjmuje zostaje pojednany z Bogiem, jest przyjęty jako prawdziwy syn i otrzymuje dziedzictwo życia wiecznego. Dlatego Apostoł nie potrafi znaleźć wyjaśnienia, dlaczego Galaci myślą o przyjęciu innej „ewangelii”. Ewangelia jest tylko jedna – ta, którą głosił on sam i inni apostołowie – jest to Ewangelia Jezusa Chrystusa.

Santo Padre:

Saluto cordialmente i polacchi. Con viva memoria del tempo di grazia che cinque anni fa abbiamo vissuto a Cracovia durante le Giornate Mondiali della Gioventù, incoraggio tutti – e soprattutto i giovani – che nella forza dello Spirito Santo portino con coraggio ed entusiasmo il Vangelo di Cristo alle future generazioni. Vi benedico di cuore!

Speaker:

Serdecznie pozdrawiam Polaków. Z żywą pamięcią czasu łaski, jaki pięć lat temu przeżywaliśmy w Krakowie podczas Światowych Dni Młodzieży, zachęcam wszystkich – a zwłaszcza młodych – aby w mocy Ducha Świętego nieśli z odwagą i entuzjazmem Ewangelię Chrystusa przyszłym pokoleniom. Z serca wam błogosławię!

In lingua italiana

Rivolgo un cordiale benvenuto ai pellegrini di lingua italiana. In particolare ai bambini della Scuola Primaria di Montalto Uffugo, agli adolescenti di Bovisio Masciago, agli alunni della quarta superiore di Volpago del Montello, all’Associazione “I Sorrisi degli Ultimi” e ai pellegrini che sono venuti da Brno in bicicletta: bravi, bravi.

Il mio pensiero va infine, come di consueto, agli anziani, che sono la nostra saggezza, ai giovani, ai malati e agli sposi novelli. Vi affido alla materna protezione della Vergine Maria, che la Liturgia di domani, festa della dedicazione della Basilica di Santa Maria Maggiore, ci invita a contemplare nell’icona della Salus Populi Romani.

A tutti la mia Benedizione.

 

Appello del Santo Padre


Testo in lingua italiana

A un anno dalla terribile esplosione avvenuta nel porto di Beirut, capitale del Libano, che ha provocato morte e distruzione, il mio pensiero va a quel caro Paese, soprattutto alle vittime, alle loro famiglie, ai tanti feriti e a quanti hanno perso la casa e il lavoro, e tanti hanno perso l’illusione di vivere.

Nella Giornata di preghiera e di riflessione per il Libano, il 1° luglio scorso, insieme ai Leader religiosi cristiani, abbiamo accolto le aspirazioni e le attese del popolo libanese, stanco e deluso, e invocato da Dio luce di speranza per superare la dura crisi. Oggi faccio appello anche alla Comunità internazionale, chiedendo di aiutare il Libano a compiere un cammino di “risurrezione”, con gesti concreti, non soltanto con parole, ma con gesti concreti. Auspico che in tal senso sia proficua la Conferenza in via di svolgimento, promossa dalla Francia e dalle Nazioni Unite.

Cari Libanesi, il mio desiderio di venire a visitarvi è grande, e non mi stanco di pregare per voi, perché il Libano ritorni a essere un messaggio di fratellanza, un messaggio di pace per tutto il Medio Oriente.

 

Traduzione in lingua francese

Un an après la terrible explosion survenue dans le port de Beyrouth, capitale du Liban, qui a provoqué la mort et la destruction, ma pensée va à ce cher pays, surtout aux victimes, à leurs familles, aux nombreux blessés et à ceux qui ont perdu leur maison et leur travail, et beaucoup ont perdu l’illusion de vivre. Au cours de la Journée de prière et de réflexion pour le Liban, le 1er juillet dernier, avec les Leaders religieux chrétiens, nous avons accueilli les aspirations et les attentes du peuple libanais, fatigué et déçu, et invoqué de Dieu la lumière d’espérance pour surmonter la dure crise.

Aujourd’hui, je fais également appel à la Communauté internationale, en demandant d’aider le Liban à accomplir un chemin de “résurrection”, par des gestes concrets, non seulement avec des mots, mais par des gestes concrets. Dans ce sens, je souhaite que la Conférence en cours, promue par la France et les Nations Unies, soit fructueuse.

Chers Libanais, mon désir de venir vous visiter est grand, et je ne me lasse pas de prier pour vous, afin que le Liban redevienne un message de fraternité, un message de paix pour tout le Moyen-Orient.

 

Traduzione in lingua inglese

In these days, I think especially of the beloved country of Lebanon a year after the terrible port explosion in its capital, Beirut, with its toll of death and destruction.  I think above all of the victims and their families, the many injured, and those who lost their homes and livelihoods.  So many people have lost the desire to go on.

During the Day of Prayer and Reflection for Lebanon last 1 July, together with Christian religious leaders, all of us listened to the hopes and aspirations, the frustrations and weariness of the Lebanese people, and we prayed for God’s gift of hope to overcome this difficult crisis.

Today I would also appeal to the international community to offer Lebanon concrete assistance, not only with words but with concrete actions in undertaking a journey of “resurrection”.  It is my hope that the current International Conference hosted by France with the support of the United Nations will prove productive in this regard.

Dear Lebanese friends, I greatly desire to visit you and I continue to pray for you, so that Lebanon will once more be a message of peace and fraternity for the entire Middle East.

 

Traduzione in lingua spagnola

A un año de la terrible explosión en el puerto de Beirut, capital del Líbano, que causó muerte y destrucción, llevo en mis pensamientos a ese amado País, sobre todo a las víctimas, a sus familias, a los numerosos heridos y a cuantos han perdido la casa y el trabajo. Y son muchos los han perdido la ilusión de vivir.

En la jornada de reflexión y oración por el Líbano, el pasado 1º de julio, junto con los líderes religiosos cristiano, hemos hecho nuestras las aspiraciones y las expectativas del pueblo libanés, cansado y decepcionado, e invocamos de Dios la luz de la esperanza para superar esa dura crisis. Hoy dirijo un apelo a la comunidad internacional, pidiéndole que ayude al Líbano a emprender un camino de “resurrección”, a través de gestos concretos, no sólo con palabras, sino con gestos concretos. En este sentido, espero que la conferencia, promovida por Francia y las Naciones Unidas, que se está ahora celebrando, sea fructífera.

Querido libaneses, mi deseo de ir a visitarlos es grande. No me canso de rezar por ustedes, pidiendo que Líbano vuelva a ser un mensaje de fraternidad, un mensaje de paz para todo Oriente Medio.

 

Traduzione in lingua araba

نداء من أجل لبنان

سنة بعد الانفجار في مرفأ بيروت

(٤ آب/أغسطس)

بعد مُضيّ عام على الانفجار المروّع في مرفأ بيروت، عاصمة لبنان، والذي نشر الموت والدّمار، يتوجّه فكري إلى ذلك البلد العزيز، وخاصّة إلى الضّحايا وعائلاتهم، وإلى الجرحى الكثيرين والذين فقدوا بيتهم وعملهم، والذين فقدوا الرغبة في العيش.

في يوم الصّلاة والتأمل من أجل لبنان، في الأوّل من تموز/يوليو الماضي، استمعنا معًا مع القادة الدينيين المسيحيّين إلى تطلّعات وآمال الشعب اللبناني المتعب والمحبط، وابتهلنا إلى الله وسألناه نور الأمل، لنتجاوز هذه الأزمة الشديدة.           أُناشد اليوم المجتمع الدّولي أيضًا، وأطلب منه أن يساعد لبنان على إتمام مسيرة "القيامة" وذلك بأعمال ظاهرة، ليس فقط بالكلام، بل بالأعمال الظاهرة. وأتمنى أن يكون المؤتمر المنويُّ عَقدُه، والذي تدعو إليه فرنسا والأمم المتّحدة، أتمنى أن يأتي بالثمار المرجوّة.

            أعزّائي اللبنانيّين، إنّ رغبتي كبيرة في زيارتكم، ولا أتوقَّف عن الصّلاة من أجلكم، حتّى يعود لبنان إلى أن يكون رسالة أُخوّة، ورسالة سلام للشّرق الأوسط كلّه.

© http://press.vatican.va/content/salastampa/it/bollettino.html - 4 agosto 2021


Iscriviti alla Newsletter

Iscriviti alla mailing list di cristiano cattolico. Conforme al Decreto Legislativo 30 giugno 2003, n.196, per la tutela delle persone e e il rispetto del trattamento di dati personali, in ogni momento è possibile modificare o cancellare i dati presenti nel nostro archivio. Vedi pagina per la privacy per i dettagli.
Per cancellarsi usare la stessa mail usata al momento dell'iscrizione.