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Signore insegnaci a pregare. Corso sulla Preghiera. Prima parte.

sorgente-di-vita-2.jpgCorso sulla preghiera.

1 - Preghiera di Presenza
2 - Preghiera di lode
3 - Preghiera e perdono
4 - Preghiera e Parola di Dio


1° CATECHESI -  PREGHIERA DI PRESENZA

  Oggi troviamo molti libri sulla preghiera, in realtà la preghiera é un cammino che s'impara vivendola, attuandola, praticandola. 
Come non si impara a respirare, ma, si respira,
così non si impara a pregare, ma si prega!
Come accade per i nostri bisogni fondamentali dal punto di vista biologico, dal punto di vista del nostro bisogno relazionale, c'è la necessità di avere un amico o un'amica, di entrare in relazione, così la preghiera si pone in quest'ottica.
La preghiera é molto semplice, ma come le cose semplici possono essere anche molto complicate. Perché le cose semplici sono talvolta le più complicate.

Un monaco, maestro di spiritualità contemporaneo, dal nome Andrè Louf, andando a trovare dei monaci sul monte Athos, monaci specializzati sulla vita di preghiera, parlando con un vecchio monaco gli domandò: "Lei che ha dedicato una vita alla preghiera, qual è il segreto della preghiera ?" E lui rispose: "Guarda, nel mio cuore prima c'era un grande sasso, ad un certo punto Gesù prese questo sasso, lo ha tolto e la fonte che avevo dentro ha incominciato a zampillare e non si é più fermata".
A me pare che questa é la definizione più bella che si può dare della vita di preghiera.

La preghiera non é solo un'arte o un fatto di tecnica, ma é scoprire la fonte zampillante che io ho dentro di me.

Questo é essenziale, scoprire che io per il fatto stesso che sono innanzi tutto creatura, e per il fatto stesso che sono battezzato e che ho ricevuto il dono dello Spirito Santo, ho dentro di me un fiume di acqua viva!
Il problema é "solo" questo sasso, questo masso enorme che non permette alla fonte di venire fuori; quando l'acqua viene fuori, rende bella ogni cosa. 
In terra santa, il deserto si presenta come un vero deserto, e, quando c'è un po' di acqua subito fiorisce qualcosa, ecco così é la nostra vita. Quando noi riusciamo con l'aiuto di Gesù, con la sua potenza, a togliere questo sasso e far sgorgare l'acqua viva, la nostra vita fiorisce!
Anche quelle situazioni di deserto, di morte, di peccato, di angoscia, di sofferenza prendono un senso.

Allora il nostro cammino di preghiera, consiste nel cercare di fare in modo che Gesù stesso con la nostra collaborazione prenda questa grossa pietra e la tolga, perché questo fiume di acqua viva che abbiamo nel cuore che é lo Spirito Santo, possa sgorgare liberamente, sempre continuamente come sorgente inesauribile. 

  Gesù annuncia nel vangelo di Giovanni "Fiumi di acqua viva sgorgheranno dal seno di chi mi accoglie". Quindi la preghiera non é assumere nozioni o imparare tecniche, come oggi é di moda (basti pensare alla New Age che é un bel brodone di tutto oppure alle correnti esoteriche e pseudo-gnostiche) ma é innanzi tutto scoprire la vita divina che io ho dentro, che Dio mi ha messo dentro gratis.
Ricordiamoci questa parola "Gratis".


  Ora vorrei fare una piccola carrellata su ciò che dice la Bibbia di come é fatto l'uomo, l'antropologia.


Noi siamo tutti vittime della cultura greca e della sua interpretazione dualistica, ripresa con forza dalla filosofia Cartesiana, che divide l'uomo in corpo e anima. Anche una cattiva interpretazione di S. Paolo interpreta male la distinzione corpo, spirito e anima, e pensa che l'uomo é diviso in compartimenti stagni in questo modo. 

Allora anche noi abbiamo preso questa divisione.
Ma nella Bibbia non esiste questa divisione, perché in realtà io sono il mio corpo, ecco perché la visione cristiana, biblica dell'uomo non può accettare la reincarnazione, perché io sono il mio corpo, ed esso non é in affitto, non é qualcosa che uso ma io sono il mio corpo, che si esprime nell'essere arrabbiato, nell'essere gioioso, nell'amare. Nella Bibbia, si pensa all'uomo come umanità, inteso come ad un'unità, però il libro della Genesi ci dice anche che l'uomo é creato ad immagine e somiglianza di Dio, e questo é il concetto fondamentale del nostro cammino. Un concetto unitario e storico.

Quest'Imago Dei cosa significa?

Vuole dire due cose:

La prima è che in ebraico non esiste il superlativo assoluto, quando si dice che una cosa é buonissima, si ripete due volte la stessa parola (buono, buono), allora per dire che l'uomo ha in comunione con Dio una cosa straordinaria, una natura intima, si dice appunto ad Immagine e somiglianza... fatto come un modello che Dio ha preso che é Gesù Cristo.

La seconda è che l'immagine che noi abbiamo da Dio, é incontrovertibile, non é danneggiabile da nessuno, e da niente, né dai nostri limiti culturali, né dai nostri limiti psichici, dai nostri "difettacci", dai peccati e cattive abitudini, l'immagine é intoccabile.
Tutti i nostri desideri e passioni, vengono dall'immagine.

Il maligno lavora proprio attraverso queste passioni disordinandole, ferendole, sbilanciandole, oppure "stimola" tutte le nostre passioni e desideri già feriti dal peccato.
Per esempio: se pensate al peccato originale (Gn. 3) il demonio ha lavorato non su un desiderio sbagliato, ma su di un desiderio buono, quello di Adamo ed Eva di voler essere come Dio, perché nessuno di noi partorisce un cane, ma un altro uomo, e se noi siamo fatti ad immagine e somiglianza di Dio, Egli ci ha creati per essere come Lui.

Il problema e che ci sono dei tempi, delle tappe progressive.
 Allora cosa ha fatto il demonio? Ha lavorato sul desiderio buono e gli ha messo fretta.
Così il primo peccato é di natura superba, di non abbandono nelle mani di Dio, é un peccato di mancanza di preghiera, di mancanza di comunione e di mancanza di fiducia. La preghiera é proprio l'opposto della superbia e dell'impazienza; è abbandono.

Nella nostra immagine ci sono tutti questi desideri, compresi i sotto derivati, comprese quelle passioni che poi sono state toccate e disordinate dal peccato. Abitudini e disordini che hanno in realtà un fondamento buono purché, ovviamente, non rimangano quali sono.

Dunque non c'è nessun desiderio disordinato, nessuna situazione di peccato che non può essere purificata e riportata all'immagine.

Cosa é successo? Con il peccato originale noi siamo stati feriti e si é incrinata la capacità di rendere bella, esplicita e feconda la nostra immagine.

E questa é la somiglianza: la capacità di vivere secondo l'immagine.


Il peccato si "pone", in certo qual modo, sulla somiglianza. Quindi il cammino proposto é scoprire l'immagine che vuol dire scoprire anche la fonte di acqua viva. Noi cercheremo di mettere il "correttivo" della preghiera per recuperare quest'immagine che noi abbiamo appannato e oscurato.

Detto in parole povere, quando le persone vanno a confessarsi e hanno situazioni assurde, il mio confessore dice loro, in qualunque situazione, di non smettere mai di pregare, perché é un inganno grande quello di dire io non sono degno di stare davanti a Dio.
Infatti, in verità, nessuno di noi è "degno" di stare alla presenza di Dio, nemmeno la persona più santa; ma proprio grazie al fatto che tu hai vissuto un peccato grande da cui non ti riesci a slegare... già proprio per questo sei chiamato a cercare e rivolgerti a Dio.

E' la preghiera, é lo stare di fronte a Dio che ti comporta piano, piano recuperare la tua immagine e la tua dignità, attingere di nuovo a quella fonte che hai nel cuore. E' Dio che convince al peccato e ti muove e ti da la forza di cambiare vita.
E' Dio che converte e il suo strumento è la preghiera.

E' Dio che ti fa vedere chi sei e non ti fa cadere nella disperazione.
Ti fa vedere la colpa senza che essa diventi senso di colpa ma coscienza responsabile di un nuovo cammino.

Allora se tu hai fatto un "grave peccato", per esempio quello di omicidio, quello che é importante é non smettere di pregare, é mantenere sempre fissa la preghiera anche se pecchi, perché se tu sei onesto nella preghiera, Dio piano, piano ti guarisce e ti cambia. Concretamente e storicamente.

Noi siamo belli, preziosi, unici, questa immagine é un dono grandissimo che noi abbiamo, non siamo chiamati a svenderla, qualsiasi danno avete fatto, laici, sacerdoti, religiosi, non vi preoccupate, perché Dio vi accoglie sempre, perché Dio non é un tiranno ma é nostro Padre. Anzi caro Papà.

Tutto il cammino proposto é scoprire Dio che é Padre. Che é ben diverso dai padri che conosciamo, non é un Padre che mi accusa qualunque sia il mio peccato, ma mi accoglie sempre, e mi ama.

Anzi più io ho peccato e più Lui cerca di ricucire questo filo che io ho rotto per riavvicinarmi a Lui.

Il peccato muove Dio a misericordia, a noi invece ci muove ad implacabilità, subito puntiamo il dito trovando capri espiatori, Dio invece ti ama anche se sei "puzzone" e peccatore.

La preghiera é recuperare la propria immagine e la propria dignità che non può essere toccata da nessuno.


  In realtà il nostro rapporto con Dio non può che essere di preghiera, la preghiera é entrare in rapporto con Dio, io e Dio, Dio e io.

L'innamorato non desidera altro che vedere l'altra persona e fa di tutto per trovare il tempo per vederla, e quando due innamorati stanno insieme, accade uno squarcio spazio temporale, non esiste più niente e nessuno.

Così é la preghiera, vivere un rapporto personale, sponsale con Dio.

Ma attenzione la preghiera non può essere slegata dal vivere ed andare incontro ai fratelli con cui intesso una vita di relazione, i quali anche loro mi portano davanti a Dio, perché a Dio non si va mai da soli, ma sempre come Chiesa.

  A me preme, per ora, puntare su questo discorso, il rapporto personale con Dio, che non é un rapporto formale ma un rapporto d'amore.


Io vorrei che voi aveste in questa prima parte la consapevolezza che io sono unico e che Dio é unico, e queste due unicità si incontrano e si vogliono tanto bene nella consapevolezza che c'è amore, allora tutte le cose che vi vengono in mente, anche quelle più passionali, pensatele davanti di Dio, perché con Dio noi siamo chiamati a fare amore, e tutto il nostro corpo, e pulsioni vanno davanti a Dio, perché lui le ha donate e lui vuole aiutarti ad addomesticarle e portarle con dignità secondo la tua immagine.
Tutti i pensieracci che ci vengono é bene che vengano davanti a Dio e portarli e offrirli a Dio.

Distrarsi davanti a Dio é positivo, altrimenti saremmo degli alieni, oppure in un cammino di preghiera beatificato, allora la distrazione é segno buono, perché dimostra la ricchezza del proprio mondo emotivo che affiora.

Quello che é importante é stare in comunione con Dio, non pensare che le distrazioni sono negative, ti servono per andare a Dio, tutto ti serve per andare a Dio, anche i peccati. Ovviamente senza mai assecondare né questi né le tentazioni. ma mettendo tutto il nostro essere fatto di ricchezze e miserie davanti a Dio.

Ogni similitudine che si pensa sull'amore, è soltanto una pallida immagine del nostro rapporto personale con Dio, é un rapporto di amore.


  Un'altra cosa importante da dire é che ogni rapporto di amore attraversa due fasi:

la prima è la fase simbiotica, di fusione.

Un bambino quando viene allattato è tutt'uno con la madre, e questa fase è importante, perché se non fosse un tutt'uno con la madre, non diventerà con il tempo una persona autonoma, ogni nostra relazione importante, di amicizia spirituale, di direzione spirituale, coniugale, è sempre all'inizio simbiotica anche l'innamoramento, il cordone ombelicale è necessario, ora però è importante con il tempo che la relazione diventi autonoma e adulta.

E questa è la seconda fase quella di "desatellizzazione".

Infatti ad un certo punto il cordone ombelicale va tagliato, come il bambino per diventare adulto deve prendere delle distanze dai genitori, e tante frustrazioni perché i genitori ti devono deludere e tu devi andare in depressione.

La depressione è una cosa bella, sana; la frustrazione è una cosa bellissima per crescere, chi ti ama se non ti da delle frustrazioni vuol dire che non ti ama, che ti vuole fagocitare.
Se la mamma ama veramente il bambino farà in modo che egli non stia sempre a gattoni o in braccio, ma farà in modo che cominci a camminare. Questa fase che per noi è normale, per il bambino è frustrante e depressiva perché altrimenti il bambino sta in braccio alla madre fino a 40 anni, cosa che oggi giorno si vede spessissimo, la vediamo nelle situazioni in cui le madri tengono stretti i loro figli sfornando tanti vitelloni.

È importante quando uno ti ama che tagli il cordone ombelicale, che crei autonomia; se non c'è autonomia non c'è depressione e, cosa più importante, non si scopre l'unicità. Non si scopre la diversità dai genitori.

Allora tutte le relazioni per essere significative hanno bisogno della fase simbiotica e poi di una fase "desatellizzante" in cui si scopre la propria unicità.

  In un rapporto tra moglie e marito, quando arriva il disincanto uno scopre l'altro, chi in realtà si è sposato, se c'è un minimo di struttura psichica adulta si afferma: "sei molto diverso da come mi aspettavo, sei una grande delusione! Ora finalmente ti posso amare!" e questa è una sfida, inizia il momento per cui ti posso amare, nella tua unicità fatta di pregi e di difetti, questa è la fase adulta.


  Queste fasi che ci sono nelle relazioni umane, ci sono anche nella relazione con Dio.

Nel cammino di preghiera c'è una fase simbiotica, Dio ti da le consolazioni, poi ad un certo punto Dio si fa assente, perché vuole che tu non sia un burattino, Dio vuole un partner con cui dialogare, il punto d'arrivo della preghiera e che ti scopri sposo di Dio.

  I matrimoni talvolta non reggono perché i due non sono due autonomie (uno fa da genitore e l'altro da figlio, e perché non hanno un rapporto adulto con Dio) tutte le relazioni funzionano se tu sei adulto o cerchi di esserlo (anche S. Francesco aveva, in certo qual modo, un rapporto simil-simbiotico con la comunità che maturò nella pienezza dell'amore alla fine dei suoi giorni... ma lo affronteremo).

  La preghiera è un rapporto interpersonale con Dio di Amore, in cui io sono intimo e imparo ad essere intimo con lui.
Il senso della preghiera è l'amore, la linfa vitale della preghiera è l'amore, il rapporto tra noi e Dio se non é amore è nulla
, è pratica farisaica, in paradiso non si va con il "bancomat" non posso comprare Dio con tutte le belle azioni che faccio,

"...Signore noi abbiamo fatto miracoli nel tuo nome ... andate via operatori di iniquità, non vi conosco". Se non ami Gesù Cristo non ti serve a niente fare le cose per lui, possono forse avere un valore oggettivo, ma a te non giova se non c'è un rapporto personale di amore con Dio. Non si va in paradiso snocciolando i rosari, ma dicendo il rosario perché ami profondamente il Signore e tutto quello che viene da lui.


  La preghiera ha bisogno di silenzio.

Due fidanzati che si amano non tengono a stordirsi con la musica a tutto volume, piuttosto non ascoltano niente... occorre intimità. Con Dio ci vuole la porta del silenzio. Se non hai spazi di silenzio con Dio, la relazione non dura, è come se moglie e marito non si vedono mai per avere un loro rapporto, non dura.

  Perché la preghiera deve essere umile e richiesta di perdono? Perché Dio ci chiama a sperimentare il suo perdono affinché noi lo riversiamo sui nostri fratelli e sorelle e verso i nostri nemici.

  Un'altra cosa importante nella preghiera è la spontaneità.

Le formule nella preghiera sono importanti per guidarci, il Padre Nostro è una formula ma non é una formula, infatti é un atteggiamento, dice la Lettera agli Ebrei al capitolo cinque che

"... Gesù pur essendo Figlio, imparò l'obbedienza dalle cose che patì e reso perfetto divenne causa di salvezza a coloro che chiedono il Suo aiuto... Egli durante la sua vita terrena si rivolse a Dio con forti grida e lacrime..."

Allora nella preghiera bisogna fare silenzio, ma urlare dal profondo del nostro cuore, urlare verso Dio, avere la passione ed il desiderio di Dio.

Sempre alla lettera agli Ebrei si dice che Gesù fu esaudito per la sua pietà. La pietà è la preghiera, é la capacità di sperimentarsi figlio.

Quindi ci vuole la spontaneità, spontaneità del cuore. L'innamorato non parla alla sua ragazza con formule, come un libro stampato, altrimenti lo lascia dopo due volte che si vedono, perché bisogna incontrare una persona viva con cui scambiare intimità.


Prima ancora di questo la preghiera é sperimentare non tanto che io amo, ma che sono amato da Dio, questa é la più grande scoperta, l'immagine unica con cui io sono stato creato, scoprire che sono amato da Dio in maniera unica, che solo Dio riesce a fare.

  Se soltanto io fossi stato l'unico peccatore sulla terra, Gesù Cristo sarebbe morto e risorto per me, si sarebbe fatto inferno solo per me.
Scoprire di essere amati, scoprire l'immagine che ho di Dio, scoprire che attraverso la somiglianza io sono chiamato ad essere figlio di Dio, ed amare come Dio mi ama... questa è la preghiera!!!

Segue secondo incontro

Venerdì della XVIII settimana delle ferie del Tempo Ordinario