La nostra Speranza è Cristo e tutto quanto viene da Lui

ai piedi di Cristo
“Allora Gesù si alzò e le disse: «Donna, dove sono? Nessuno ti ha condannata?». Ed ella rispose: «Nessuno, Signore». E Gesù disse: «Neanch'io ti condanno; va' e d'ora in poi non peccare più».” (Gv.8,10-11)

“Anche se il timore avrà sempre più argomenti, tu scegli sempre la speranza. “(Seneca)

Il problema degli scribi e dei farisei, in questa pericope evangelica, è che essi hanno rifiutato in realtà di giudicarsi, di vedersi alla Luce di Dio,e scatenano proiettivamente la rabbia del senso di colpa, con aggressività, verso l'adultera. Vogliono sentirsi giustificati: servono sul piatto dell'autostima l'uccisione del fratello. Se poi questo non è innocente.. tanto meglio. In realtà non servono Dio ma la proiezione di Dio che si sono costruiti per rassicurarsi. Insomma adorano il vitello d'oro della loro testa e non il Dio di Gesù Cristo. La pillola non va mai addolcita: il peccato è peccato. Ma la condanna non aiuta ad uscire fuori dal giogo di morte del peccato. Piuttosto occorre invece il giudizio sul peccato, e cioè chiamare bene il bene e male il male e scegliere, con Cristo, di non peccare più. Ciò che va condannato è il peccato! Guai dunque a chi scandalizza i piccoli, ma guai anche a coloro che scandalizzano chi scandalizza i piccoli, cioè guai a chi non ama e accoglie l'uomo al di la di ogni sua colpa e non permette al peccatore di incontrare la grazia di Cristo Signore. Infatti colui che condanna senza appello si reputa migliore e dietro una perfezione morale si nasconde una superbia infrangibile. Si crede Dio e si sostituisce a Lui. satana ha fatto il suo capolavoro. La tua giustizia, che era un dono dello Spirito, a cui hai liberamente collaborato, è diventata una facciata che sostiene una struttura portante di superbia. Questa sì, ti porta alla tomba e alla "seconda morte", giorno dopo giorno, con il paravento di sentirti a posto e spiritualmente sano.

Paul Freeman

Sabato della I settimana delle ferie del Tempo Ordinario

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