Le due tentazioni del discepolo di Cristo e la risposta nella Regalità di Cristo.

cristo rePaul Freeman

Due le tentazioni di ogni cristiano di ogni tempo. Che, finché sono accenti, possono essere accettabili, ma non lo sono se diventano struttura portante:

-        -   La tentazione della teologia politica. Che porta al rischio inevitabile di cessare di essere precursori, dimenticando la nostra vocazione essenziale allo scomparire, e ci fa “capitolare” nella bestemmia di essere protagonisti. In nome di Dio, ma stiamo dicendo, in maniera sopraffina: “Io”. (1)

-         -  La tentazione dell’intimismo spirituale. Diventare luogo di nicchia, senza nessuna incidenza pubblica e culturale. (2) Passando dal sapore  speziato alla dissalazione. Dio talmente lontano dalle cose del mondo che vanifica e bestemmia l’unica dinamica reale che sostiene la creazione e la redenzione: L’Incarnazione.

Entrambe svaniscono o si ridimensionano nella Regalità di Cristo, che è il punto più alto e trasparente della logica dell’Incarnazione e della logica ontologica di Dio. Tutto si sostiene nell’Amore estatico, donato, fino alla fine. In una vocazione centrata, chiara. In una regalità autentica, che illumina.

“Un mendicante è divenuto Dio per il suo abbassarsi mendicante per amore nostro assumendo con-patendo i dolori (pàthe) di ognuno e, seguendo il suo amore, soffrendo misticamente fino alla fine dei tempi a misura del soffrire di ogni singolo.. Ogni realtà fenomenica ha bisogno della Croce” (3) perché si schiuda la gloria.

Ecco che la Regalità di Cristo è il mistero che centra e ri-centra la nostra vocazione, la nostra identità. Spiega l'uomo all'uomo, il cosmo al cosmo, la creazione alla creazione.

Illumina il discepolato rendendolo fecondo, carico di Speranza. Senza sconti, senza trionfalismi, senza gli idoli delle false sicurezze. Senza nascondimenti misticheggianti.

E’ la nudità dell’abisso a cui, per grazia dello Spirito e nello Spirito, siamo chiamati.

Un abisso che porta all’abbraccio del Padre nelle piccole e grandi quotidianità.

Un abbraccio misteriosamente nascosto eppur presente.

Un abbraccio che, nel salto dell’abisso generato dalla resa di sé, porta al completamento più totale del sé e del noi. Nella regalità di Cristo.

Per ipsum, et cum ipso, et in ipso
est tibi, Deo Patri omnipotenti,
in unitate Spiritus Sancti,
omnis honor et gloria
per omnia saecula saeculorum.

Amen.

 


1 – Luigi Giussani. Conoscenza amorosa ed esperienza del vero. Un itinerario moderno; Massimo Borghesi, pag. 44

2 – Il cammino della Chiesa. Fondamenti, storia e problemi, Luigi negri, pag. 12

3 – Massimo il confessore, liturgia cosmica; H.U. von Balthasar, pag 240

Sabato della I settimana delle ferie del Tempo Ordinario

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