San Giuseppe - Conversazioni ascetiche del Beato Giuseppe Allamano

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Da  "La Vita Spirituale"- Conversazioni ascetiche del Beato Giuseppe Allamano,  Fondatore dei Missionari (1901) e delle Suore Missionarie della Consolata (1910) - Torino.

 

            ONORARE S. GIUSEPPE -       S. Giuseppe viene certamente subito dopo Maria SS.; quindi è il primo da onorare dopo di Lei: il Suarez, con Gersone, Insolano ed altri, affermano che S. Giuseppe fu santificato prima della nascita (1068). Infatti, se così fu di S. Giovanni Battista per il suo ufficio di Precursore di Nostro Signore, quanto più deve esserlo di S. Giuseppe, il quale, come diciamo in una delle preghiere in preparazione della Messa, doveva non solum videre et audire, sed portare, deosculari, vestire et custodire il Divin Redentore.

S. Giuseppe fu inoltre confermato in grazia. La sua puerizia passò nell'esercizio d'ogni virtù. Giovinetto, al dire di S. Bernardo, formava sua delizia la pre­ghiera ed egli ascendeva grado grado alla più alta contemplazione (1069). Se così fu prima di unirsi in sposalizio con Maria SS., quanto più dopo, convivendo con Gesù e con Maria!

     Al dire di S. Francesco di Sales (1070), di S. Bernardino da Siena (1071) e di altri, S. Giuseppe sarebbe in Paradiso anima e corpo.

     Il Vangelo lo chiama: Vir iustus (1072). Fu il piùgrande giusto dopo Nostro Signore e la Madonna. Fu giusto nell'osservanza della Legge e dei Comanda-menti; giusto nelle parole, nei giudizi, nelle opere. Chiediamogli questa giustizia che vuoi dire santità.

     Siamo devoti di sì gran Santo. Per quanto lo ono­riamo, non lo onoreremo mai come lo onorò Nostro Signore, restandogli soggetto per tanti anni. Consa­criamo a lui un giorno particolare della settimana, il mercoledì; e, come si fa per la Madonna alla quale è dedicato tutto il mese di maggio, così dedichiamo tutto un mese a S. Giuseppe. Lo spirito della Chiesa è che gli si dedichi il mese che precede la festa. Perciò, in cappella, canterete il Te Joseph; procurate di ca­pirlo bene, per poter cantare con maggior devozione. Reciterete anche la solita preghiera: « A Te, o Beato Giuseppe ». In comune si fa poco, ma in privato, du­rante tutto il mese, dovrete pregar molto S. Giuseppe. Vi sono tante giaculatorie indulgenziate, che troverete nei libri di devozione; ma chi ama S. Giuseppe, non ha bisogno di andarle a cercare, se le fa lui.

     S.  Giuseppe è nostro speciale Protettore. Dopo la

SS. Consolata c'è Lui. Le Comunità devote di S. Giuseppe riescono bene, perché non v'è altro Santo che le possa aiutare come Lui. Facciamo bene il mese, la novena, la festa, moltiplicando i nostri atti di virtù, i nostri piccoli sacrifici.


CONFIDARE IN S. GIUSEPPE - S. Giuseppe, dopo Maria SS., è il primo a cui dobbiamo ricorrere nei nostri bisogni spirituali e temporali. Altri Santi sono protettori per questo o per quello scopo, ma S. Giuseppe ha la chiave dei tesori di Gesù e di Maria; è patrono per tutte le grazie. Ciò che non ha in potenza, ha in desiderio, e Gesù e Maria si compiacciono di esaudirlo, come già facevano in terra.

     S.  Teresa lasciò scritto: « Non ricordo di aver pre­gato S. Giuseppe per alcuna grazia, che non l'abbia ottenuta. Chi non crede, ne faccia la prova » (1073). Questa Santa dedicò dodici Monasteri a S. Giuseppe e dappertutto metteva l'effigie di Lui. Quando poi morì e venne beatificata, si pensò di togliere ad un Mona­stero il nome del glorioso Patriarca, per sostituirlo con quello della Santa. Ma ella, comparendo ad una Suora, le impose di adoprarsi per far rimettere il nome di S. Giuseppe. Vedete? Anche dal Paradiso si dimostra devota di questo Santo! S. Teresa ha contri­buito moltissimo, col suo esempio e coi suoi scritti, a divulgare la devozione a S. Giuseppe. Anche Don Bosco soleva dire: « Non avviene mai che io chieda una grazia a S. Giuseppe, che non l'ottenga! ».

Una leggenda popolare dice: « In Paradiso si vede­vano certi ceffi, tutt'altro che di Santi! Un giorno S. Pietro andò dal Signore e gli disse: "C'è tanta gente qui, a cui io non ho aperto la porta; non so come abbia fatto ad entrare". E il Signore a rispondergli: "Che vuoi! mia Madre ha diritto di fare e il mio Padre putativo pure; posso impedir loro di tirarli su per le mura?" ». Una leggenda, ma esprime bene il comune sentimento cristiano: che la Madonna e S. Giuseppe ottengono qualunque grazia, anche straordina­ria. Quindi chi ha bisogno di spirito religioso, aposto­lico, si raccomandi a S. Giuseppe.

Patrono per tutte le grazie, S. Giuseppe lo è in par­ticolare per la salute corporale; lui che salvò la vita al Bambino e alla Madonna e li mantenne col suo lavoro. Lo è pure per 1' ingegno, avendo voluto Gesù essere ammaestrato da lui e dalla Madonna.

Mi ricordo che Don Bosco, quando ero giovanetto, mi diceva: « Per ottenere salute e ingegno ricorri a S. Giuseppe ». Egli è validissimo intercessore presso Dio; quindi quando sarete in Missione, rivolgetevi a lui per tutti i vostri bisogni, anche temporali. Le Suore di S. Giuseppe una volta avevano bisogno di un ca­vallo. Esposero la statua di S. Giuseppe con in mano un cartellino, e il giorno dopo avevano già il cavallo. Si potrebbe pure dire di S. Giuseppe, ciò che diciamo della Madonna: che è onnipotente per volontà di Dio. Siamogli quindi molto devoti: chiediamogli prima le grazie spirituali ed Egli, tanto buono, ci otterrà anche le altre. Preghiamolo per noi, per la Comunità, per le Missioni, per tutta la Chiesa.


IMITARE S. GIUSEPPE - Per onorare un Santo non basta pregarlo, bisogna imitarlo, imitare le sue virtù. Dopo la Madonna, S. Giuseppe ebbe tutte le virtù in grado sommo e conserva il deposito di tutte le virtù. Fu per questo il più idoneo all'ufficio altissimo di custode di Gesù e di Maria. Quindi tutte le virtù sono nelle sue mani, come nelle mani dalla Madonna sono tutte le grazie.

Ve lo propongo in particolare come modello di vita interiore. La sua vita fu, infatti, tutta interiore, ed è perciò protettore particolare delle anime Religiose. Come tale, S. Francesco di Sales lo propose alle Visitandine (1074) mentre nella Filotea lo propone come maestro di vita interiore a tutte le anime pie (1075). Chi non sa pregare, chi non sa meditare, chi non sa raccogliersi, si raccomandi a lui. In Missione avrete da fare una vita piuttosto varia e dissipante di sua natura; bisogna perciò unirla a S. Giuseppe che, in mezzo a tutte le sue opere esterne, rimase sempre unito a Gesù e a Maria.

Imitiamolo nell'umiltà, ché di superbia ne abbiamo tutti, specialmente quelli che credono di non averne. S. Giuseppe fu umile. Discendente di stirpe regia, visse povero nel mestiere di falegname, guadagnandosi il pane col sudore della fronte. Osservate, inoltre, come nel Vangelo non si trovi neppure una parola detta da

S. Giuseppe.

Imitiamolo nella vita nascosta e laboriosa. Non si legge che in vita abbia fatto miracoli. Quando non c'era pane, credete che venisse ogni volta un Angelo a portarlo? No, lavorava, e col provento del suo lavoro, si manteneva. Il Signore lo condusse per la via co­mune del lavoro, del nascondimento, del sacrificio. Egli però lavorava con spirito.

S. Giuseppe metteva tutta la sua cura nella custo­dia di Nostro Signore e della Madonna, e noi dob­biamo avere la stessa cura dell'onore di Dio. L'ab­biamo questo interessamento, questo affetto, questa cura singolare di Gesù Sacramentato, mentre tutta la nostra vita si svolge attorno a Gesù Eucaristico?

S. Giuseppe cercava in tutti i modi di rendere con­tenti Gesù e Maria, e noi dovremmo sempre far tutto per il solo scopo di piacere a loro. Tutto per la glo­ria di Dio.

Chiediamo ancora a S. Giuseppe la vera devozione alla Madonna e l'amore alla castità. Certo doveva essere castissimo, se il Divin Padre gli affidò la cu­stodia di Gesù e di Maria! Chi è devoto di S. Giuseppe, conserverà certamente illibata questa preziosa virtù.

Si legge di un Padre della Compagnia di Gesù che un giorno incontrò un povero uomo di campagna, rozzo sì ma molto avanti nelle cose spirituali, e l'interrogò dove avesse attinto tanta scienza di Dio. Gli rispose: «Non ho avuto alcun maestro all'infuori di S. Giu­seppe, che invoco e che mi ispira ».


PATROCINIO DI S. GIUSEPPE - S. Giuseppe non si onora mai abbastanza. Come sono tante le feste ad onore di Maria SS., e sempre vanno aumentando in numero e solennità, così avviene di S. Giuseppe.

Ricordo ancora quando, l'8 dicembre 1870, il Som­mo Pontefice Pio IX proclamò S. Giuseppe Patrono universale della Chiesa. Al Concilio Vaticano erano state presentate suppliche a questo scopo da tutto il mondo e il Papa le esaudì il giorno dell'Immacolata di quell'anno.

S. Giuseppe è Patrono di tutti i ceti e di tutte le condizioni di persone, specialmente degli operai e delle Comunità che ne portano il nome o gli prestano qualche speciale omaggio di devozione. Quante Comu­nità sono sotto il nome e il patrocinio di S. Giuseppe! Certo che queste sono da lui preferite, ed esse se ne gloriano e non cambierebbero mai un sì bel nome! Se noi non abbiamo questo bel nome per primo, abbiamolo almeno in secondo luogo.

Come Patrono della Chiesa, S. Giuseppe è pure Patrono delle Missioni, che fanno parte della Chiesa. In particolare egli è protettore delle Missioni della Cina, essendo stato eletto come tale nei 1878, con approvazione del Papa Innocenzo XI. Egli è anche protettore dell'Africa, perché fu in Egitto. Quindi è anche nostro Protettore speciale. Egli fu in quei paesi e deve aiutarci.

S. Giuseppe estende il suo Patrocinio su tutti i bisogni e tribolazioni di quanti ricorrono a lui, come la Chiesa ci fa dire nella S. Messa: De quacumque tribulatione... libera nos semper. Preghiamolo a voler continuarci la sua protezione. Diciamogli di cuore: Fac nos innocuam, Joseph, decurrere vitam, sitque tuo semper tuta patrocinio! S. Giuseppe è Patrono e sarà sempre Patrono dell'Istituto!

 Can. Giuseppe Allamano

Ringraziamo vivamente suor Leottavia Zoller mc per averci fornito questo materiale prezioso sulla figura straordinaria di S. Giuseppe.

Siti di Riferimento dell'Istituto Suore Missionarie della Consolata

   http://www.missionariedellaconsolata.pcn.net/   - Istituto Suore Missionarie della Consolata    http://nyaatha.interfree.it/  - Suor Irene Stefani, Serva di  Dio detta Nyaatha, cioè madre misericordiosa


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Venerdì della XXIX settimana delle ferie del Tempo Ordinario

S. Giovanni da Capestrano, sacerdote (1386-1456)

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