Seminario sul Perdono

festa-del-perdonoItinerario in 4 fasi
1. *Cammino sull’immagine e sulla somiglianza
2. *Il peccato originale ed i suoi effetti
3. *Coscienza di colpa e senso di colpa
4. *Mistero di morte e Resurrezione. Coscienza di amare e scelta di amare.

1 - Cammino sull’immagine e sulla somiglianza

Antropologia biblica

Immagine = Neshamàh = dono e dipendenza d'amore = desiderio di essere amato e di amare. Tutte le cose buone vengono dall'immagine. Avere la pienezza e donarsi in pienezza come Dio qui entra in gioco
la
Somiglianza = Scelta extatica; uscire fuori da sé = totale dono di sé.
All'inizio c'è solo la coscienza dell'Amore e non la scelta di amare ragionevolmente...
e il passaggio dall'età infantile  a quella adulta sta proprio qui.

In In Dio non esiste la differenza ma immagine e somiglianza coincidono.
Lo scollamento tra immagine e somiglianza è unito dalla grazia di Gesù Cristo:
Ef. 2, [13]Ora invece, in Cristo Gesù, voi che un tempo eravate i lontani siete diventati i vicini grazie al sangue di Cristo.
[14]Egli infatti è la nostra pace,
colui che ha fatto dei due un popolo solo,
abbattendo il muro di separazione che era frammezzo,
cioè l'inimicizia,
[15]annullando, per mezzo della sua carne,
la legge fatta di prescrizioni e di decreti,
per creare in se stesso, dei due, un solo uomo nuovo,
facendo la pace,
[16]e per riconciliare tutti e due con Dio in un solo corpo,
per mezzo della croce,
distruggendo in se stesso l'inimicizia.
[17]Egli è venuto perciò ad annunziare pace
a voi che eravate lontani e pace a coloro che erano vicini.
[18]Per mezzo di lui possiamo presentarci, gli uni e gli altri,
al Padre in un solo Spirito.


La prima relazione d'amore è una relazione orale (simbologia propedeutica alla comunione Eucaristica).
Pian piano il piccolo vivrà una coscienza d'amore passando da una coscienza simbiotica ed ego-centrata a quella di essere un essere di relazione e di comunione e questa coscienza nuova maturerà in una sinergia divino-umana (incarnazione) e cioè arrivare ad un dono di sé cosciente (comunione che nasce da una offerta lucida di sé).

E' Gesù che sceglie di donare la propria vita, la Sua unica vita!

La mia vita personale di relazione si orienta su tre orizzonti relazionali:

Dio - me stesso - fratelli e sorelle.

 
La coscienza d'Amore non maturerà se non nella coscienza dell'unicità e dell'alterità nella pazienza del tempo e nel Suo abbandono. Infatti il peccato originale è anche un peccato di mancanza di pazienza, siamo infatti degli esseri in divenire, in crescita.
Nella frustrazione di presenza e assenza ognuno può cogliere la sua unicità; la frustrazione è necessaria per capire chi sei e cioè un essere unico per la relazione e non per la simbiosi:

Gn. 2, [24]Per questo l'uomo abbandonerà suo padre e sua madre
e si unirà a sua moglie e i due saranno una sola carne. [25]Ora tutti e due erano nudi,
l'uomo e sua moglie, ma non ne provavano vergogna..


Se io sono unico non ci sono termini di confronto e non è l'altro che definisce la mia unicità ma è Dio, l'Altro per eccellenza!
Depressione e contrasto sono necessari per l'unicità fino ad arrivare alla scelta del dono di sé nel perdono!
Quanta è importante allora l'intelligenza e la coscienza rettamente formata per la scelta!

Quando Davide dice "ho peccato contro il Signore!" fa una scelta intelligente di Amore, torna in sé, nel suo vero sé! E Dio fa scaturire il perdono anzi, rende il Suo perdono già aprioristicamente reale veramente efficace per Davide.

Inoltre Dio è anche oltre il "retributivo" (supera la mentalità meritocratica con la misericordia) e accetta anche uno scarsissimo senso di ragione e coscienza di colpa mischiato al senso di colpa, come appare nel Vangelo di Luca:

Lc. 15, [11]Disse ancora: «Un uomo aveva due figli. [12]Il più giovane disse al padre: Padre, dammi la parte del patrimonio che mi spetta. E il padre divise tra loro le sostanze. [13]Dopo non molti giorni, il figlio più giovane, raccolte le sue cose, partì per un paese lontano e là sperperò le sue sostanze vivendo da dissoluto. [14]Quando ebbe speso tutto, in quel paese venne una grande carestia ed egli cominciò a trovarsi nel bisogno. [15]Allora andò e si mise a servizio di uno degli abitanti di quella regione, che lo mandò nei campi a pascolare i porci. [16]Avrebbe voluto saziarsi con le carrube che mangiavano i porci; ma nessuno gliene dava. [17]Allora rientrò in se stesso e disse: Quanti salariati in casa di mio padre hanno pane in abbondanza e io qui muoio di fame! [18]Mi leverò e andrò da mio padre e gli dirò: Padre, ho peccato contro il Cielo e contro di te; [19]non sono più degno di esser chiamato tuo figlio. Trattami come uno dei tuoi garzoni. [20]Partì e si incamminò verso suo padre.

Quando era ancora lontano il padre lo vide e commosso gli corse incontro, gli si gettò al collo e lo baciò. [21]Il figlio gli disse: Padre, ho peccato contro il Cielo e contro di te; non sono più degno di esser chiamato tuo figlio. [22]Ma il padre disse ai servi: Presto, portate qui il vestito più bello e rivestitelo, mettetegli l'anello al dito e i calzari ai piedi. [23]Portate il vitello grasso, ammazzatelo, mangiamo e facciamo festa, [24]perché questo mio figlio era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato. E cominciarono a far festa.

[25]Il figlio maggiore si trovava nei campi. Al ritorno, quando fu vicino a casa, udì la musica e le danze; [26]chiamò un servo e gli domandò che cosa fosse tutto ciò. [27]Il servo gli rispose: E` tornato tuo fratello e il padre ha fatto ammazzare il vitello grasso, perché lo ha riavuto sano e salvo. [28]Egli si arrabbiò, e non voleva entrare. Il padre allora uscì a pregarlo. [29]Ma lui rispose a suo padre: Ecco, io ti servo da tanti anni e non ho mai trasgredito un tuo comando, e tu non mi hai dato mai un capretto per far festa con i miei amici. [30]Ma ora che questo tuo figlio che ha divorato i tuoi averi con le prostitute è tornato, per lui hai ammazzato il vitello grasso. [31]Gli rispose il padre: Figlio, tu sei sempre con me e tutto ciò che è mio è tuo; [32]ma bisognava far festa e rallegrarsi, perché questo tuo fratello era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato»...


cioè la somiglianza risuona con l'immagine con un piccolo sforzo di conversione
grazie all'amore di Dio che "urla" nei nostri cuori!!!

La coscienza di Amore suppone la libertà di donarsi e abbandonarsi, si va a Dio solo nella libertà dell'Amore, cioè nello Spirito Santo!

Certo questo vuol dire rischiare e può essere che io non accetto la pazienza della crescita con il peccato originale; poiché sono una creatura dipendente vuol dire passare dalla condizione dell'essere a quella dell'avere frutto di un'intelligenza orgogliosa e ricca di paura che mendica sempre più nella sete infinita di Dio lacerandosi in se stesso: è l'inferno!

Questo è l'inferno: Un conflitto infinito tra il mio desiderio di essere amato e l'incapacità di esserlo in uno strutturale sbaglio di direzione tra essere e avere; tra Dio, fonte di ogni bene e il mio io malato. Le energie di amore buone diventano distruttive proprio perché l'immagine è indistruttibile nessuno la può toccare ma la somiglianza le si può opporre in un cammino di "pazzia". Neanche il demonio né la malattia né il peccato può toccare l'immagine.
Tuttavia tale immagine può essere sregolata dalla ferita con la somiglianza; distruggo la mia possibilità di essere somigliante all'immagine. Questa incolmabile ferita che porta alla pazzia dell'anima è sanata solo dal perdono di Dio in Cristo.
L'incapacità della somiglianza di adeguarsi all'immagine è dunque l'inferno ed è, in termini mondani, l'incapacità radicale di realizzarsi. Il peccato è infatti l'ostacolo vero alla vera realizzazione dell'uomo.
 

Rm. 8,[31]Che diremo dunque in proposito? Se Dio è per noi, chi sarà contro di noi? [32]Egli che non ha risparmiato il proprio Figlio, ma lo ha dato per tutti noi, come non ci donerà ogni cosa insieme con lui? [33]Chi accuserà gli eletti di Dio? Dio giustifica. [34]Chi condannerà? Cristo Gesù, che è morto, anzi, che è risuscitato, sta alla destra di Dio e intercede per noi? [35]Chi ci separerà dunque dall'amore di Cristo? Forse la tribolazione, l'angoscia, la persecuzione, la fame, la nudità, il pericolo, la spada? [36]Proprio come sta scritto:

    Per causa tua siamo messi a morte tutto il giorno,
   siamo trattati come pecore da macello.

 [37]Ma in tutte queste cose noi siamo più che vincitori per virtù di colui che ci ha amati. [38]Io sono infatti persuaso che né morte né vita, né angeli né principati, né presente né avvenire, [39]né potenze, né altezza né profondità, né alcun'altra creatura potrà mai separarci dall'amore di Dio, in Cristo Gesù, nostro Signore.


 

La ferita fondamentale è il senso di colpa che risuona così nella nostra coscienza e nel nostro inconscio:
devo essere ben cattivo se la mamma/papà mi abbandona...
Spesso nel sacramento della riconciliazione noi confessiamo i sensi di colpa e non la colpa effettiva.
Questo perché non siamo educati alla responsabilità della "coscienza di colpa" ma solo alla frustrazione disordinata auto-punente del "senso di colpa".
Per questo è grande il profeta e re Davide che dice "ho peccato contro il Signore!" nella piena coscienza di sé davanti alla luce di Dio non soffocata da proiezioni e sensi di colpa. Per questo il perdono di DIo diventa per lui veramente "efficace".

Bisogna però anche dire che nell'economia salvifica di Dio per l'uomo anche la frustrazione del senso di colpa può aprire, anche se in una forma immatura, al desiderio, unico e profondo di Dio vero!


2 - Il peccato originale ed i suoi effetti

La caduta e gli effetti psico-spirituali della caduta

La caduta

[1]Il serpente era la più astuta di tutte le bestie selvatiche fatte dal Signore Dio. Egli disse alla donna: «E` vero che Dio ha detto: Non dovete mangiare di nessun albero del giardino?». [2]Rispose la donna al serpente: «Dei frutti degli alberi del giardino noi possiamo mangiare, [3]ma del frutto dell'albero che sta in mezzo al giardino Dio ha detto: Non ne dovete mangiare e non lo dovete toccare, altrimenti morirete». [4]Ma il serpente disse alla donna: «Non morirete affatto! [5]Anzi, Dio sa che quando voi ne mangiaste, si aprirebbero i vostri occhi e diventereste come Dio, conoscendo il bene e il male». [6]Allora la donna vide che l'albero era buono da mangiare, gradito agli occhi e desiderabile per acquistare saggezza; prese del suo frutto e ne mangiò, poi ne diede anche al marito, che era con lei, e anch'egli ne mangiò. [7]Allora si aprirono gli occhi di tutti e due e si accorsero di essere nudi; intrecciarono foglie di fico e se ne fecero cinture.
[8]Poi udirono il Signore Dio che passeggiava nel giardino alla brezza del giorno e l'uomo con sua moglie si nascosero dal Signore Dio, in mezzo agli alberi del giardino. [9]Ma il Signore Dio chiamò l'uomo e gli disse: «Dove sei?». [10]Rispose: «Ho udito il tuo passo nel giardino: ho avuto paura, perché sono nudo, e mi sono nascosto».
[11]Riprese: «Chi ti ha fatto sapere che eri nudo? Hai forse mangiato dell'albero di cui ti avevo comandato di non mangiare?».
[12]Rispose l'uomo: «La donna che tu mi hai posta accanto mi ha dato dell'albero e io ne ho mangiato». [13]Il Signore Dio disse alla donna: «Che hai fatto?». Rispose la donna: «Il serpente mi ha ingannata e io ho mangiato».
[14]Allora il Signore Dio disse al serpente:
«Poiché tu hai fatto questo,
sii tu maledetto più di tutto il bestiame
e più di tutte le bestie selvatiche;
sul tuo ventre camminerai
e polvere mangerai
per tutti i giorni della tua vita.
[15]Io porrò inimicizia tra te e la donna,
tra la tua stirpe
e la sua stirpe:
questa ti schiaccerà la testa
e tu le insidierai il calcagno».
[16]Alla donna disse:
«Moltiplicherò
i tuoi dolori e le tue gravidanze,
con dolore partorirai figli.
Verso tuo marito sarà il tuo istinto,
ma egli ti dominerà».
[17]All'uomo disse: «Poiché hai ascoltato la voce di tua moglie e hai mangiato dell'albero, di cui ti avevo comandato: Non ne devi mangiare,
maledetto sia il suolo per causa tua!
Con dolore ne trarrai il cibo
per tutti i giorni della tua vita.
[18]Spine e cardi produrrà per te
e mangerai l'erba campestre.
[19]Con il sudore del tuo volto mangerai il pane;
finché tornerai alla terra,
perché da essa sei stato tratto:
polvere tu sei e in polvere tornerai!».
[20]L'uomo chiamò la moglie Eva, perché essa fu la madre di tutti i viventi.
[21]Il Signore Dio fece all'uomo e alla donna tuniche di pelli e le vestì.
[22]Il Signore Dio disse allora: «Ecco l'uomo è diventato come uno di noi, per la conoscenza del bene e del male. Ora, egli non stenda più la mano e non prenda anche dell'albero della vita, ne mangi e viva sempre!». [23]Il Signore Dio lo scacciò dal giardino di Eden, perché lavorasse il suolo da dove era stato tratto. [24]Scacciò l'uomo e pose ad oriente del giardino di Eden i cherubini e la fiamma della spada folgorante, per custodire la via all'albero della vita.


 La proclamazione di questa parola fondamentale ci aiuta ad entrare nel profondo di noi stessi per capire cosa è successo che ci rende bisognosi di perdono:

*Peccato originale = dubbio su Dio = superbia = non-abbandono = Impazienza = rottura dell'alleanza

*Nascita del senso di colpa che diventa l'ossatura della nostra personalità/vergogna di sé

*Nascita dell'angoscia; Cosa fare per guadagnare l'amore? Cosa fare per essere amato? Cosa fare per percepire l'amore?

Manca la coscienza dell'Immagine perché pensiamo di poter aggiungere qualcosa a qualcosa
che in realtà non è diminuito nel suo valore "oggettivo"ma solo offuscato nella operatività (somiglianza)!

Se mi manca qualcosa vuol dire che non sono degno (frustrazione, rifiuto e angoscia abbandonica);
nascita dell'aggressività!

 Per vincere questo squilibrio psico - spirituale adoperiamo tutta una serie di difese:

*Cerchiamo di coprire l'Angoscia del senso di colpa

(che ci rivelerebbe la vera colpa) con un mantello fatto da:

1.   Legalismo (struttura del salvatore) mi difendo con un codice e con delle norme
2.   Perfezionismo (struttura del salvatore o della crocerossina)
3.   Scrupoli (struttura della vittima) mi difendo punendomi
4.   Rimorso (struttura della vittima)
5.   Ribellione (struttura della vittima)
mi difendo attaccando
6.   Dissolutezza (struttura della concupiscenza) mi do ad ogni vizio cercando di dimenticare la mia vera natura, la mia immagine
7.   Razionalismo (struttura atea, gnostica, teistica) strutturo categorie di pensiero che mi proteggono dall'angoscia
8.   Quietismo o fideismo (struttura buonista, politicamente corretta, vegetariana, animalista, pacifista, ecc)  strutturo atteggiamenti di superficie di falsa pace per proteggermi da una vera conversione

Per es: Legalismo= L'uomo davanti alla legge (codice morale)... non si incontra un Dio personale che è anche amore; la legge come scudo (tra genitore e bambino) (vd. Genitori normativi o vittimistici); l'uomo che vive secondo la legge non può accogliere la gratuità gli è infatti insopportabile; per il legalista la Misericordia di Dio è scandalosa (vd. figlio maggiore;
il legalista assume un atteggiamento rigido caratterialmente e fisicamente (vive certi ruoli sociali); il legalista non sopporterà il ribelle e viceversa... entrambi vivono lo stesso dramma di coprire l'angoscia del senso di colpa!

In realtà queste 8 difese tipo sono spesso tra loro mischiate in forma diversa da soggetto a soggetto e costituiscono la corazza ordinaria ad un vero cammino di conversione, di maturazione psico-spirituale e anche di crescita culturale.
Le ideologie che l'uomo ha creato e strutturato sono sostanzialmente una razionalizzazione del dramma dell'angoscia ed una fuga da sé. Questo è il vero oppio die popoli. Che l'ideologia sia comunista, oppure liberale, che passi dal mito del buon selvaggio alla totale corruzione dell'uomo
trae spunto sempre da una fuga, più o meno palese, dall'angoscia nata dal peccato e dalla percezione che qualcosa dentro di sè non funziona.

 

*La scelta dell'angoscia; avere il coraggio di avere paura e attraversare l'angoscia:
"bisogna che cado in acqua per imparare a nuotare!";
in concreto un atto di lode e fiducia:
"io Padre non ti capisco ma mi fido di te!"
proprio lì dove la mia storia è oscura, confusa, assurda, schiacciante
"io Dio ti perdono anche se mi fai tanto male!"

cioè accolgo faticosamente (con l'aiuto dei fratelli) l'angoscia perché mi fido di ciò che sei
e non di come mi appari ora!

D'ora in poi faccio funzionare la mia memoria e la mia capacità di amare in maniera intelligente:

preghiera/confessione-Eucarestia/vita sacramentale/vita fraterna/direzione spirituale/obbedienza.


3 - Coscienza di colpa e senso di colpa

Gn. 4, [1]Adamo si unì a Eva sua moglie, la quale concepì e partorì Caino e disse: "Ho acquistato un uomo dal Signore". [2]Poi partorì ancora suo fratello Abele. Ora Abele era pastore di greggi e Caino lavoratore del suolo.

[3]Dopo un certo tempo, Caino offrì frutti del suolo in sacrificio al Signore; [4]anche Abele offrì primogeniti del suo gregge e il loro grasso. Il Signore gradì Abele e la sua offerta, [5]ma non gradì Caino e la sua offerta. Caino ne fu molto irritato e il suo volto era abbattuto. [6]Il Signore disse allora a Caino: "Perché sei irritato e perché è abbattuto il tuo volto?[7]Se agisci bene, non dovrai forse tenerlo alto? Ma se non agisci bene, il peccato è accovacciato alla tua porta; verso di te è il suo istinto, ma tu dominalo". [8]Caino disse al fratello Abele: "Andiamo in campagna!". Mentre erano in campagna, Caino alzò la mano contro il fratello Abele e lo uccise. [9]Allora il Signore disse a Caino: "Dov'è Abele, tuo fratello?". Egli rispose: "Non lo so. Sono forse il guardiano di mio fratello?". [10]Riprese: "Che hai fatto? La voce del sangue di tuo fratello grida a me dal suolo! [11]Ora sii maledetto lungi da quel suolo che per opera della tua mano ha bevuto il sangue di tuo fratello. [12]Quando lavorerai il suolo, esso non ti darà più i suoi prodotti: ramingo e fuggiasco sarai sulla terra". [13]Disse Caino al Signore: "Troppo grande è la mia colpa per ottenere perdono? [14]Ecco, tu mi scacci oggi da questo suolo e io mi dovrò nascondere lontano da te; io sarò ramingo e fuggiasco sulla terra e chiunque mi incontrerà mi potrà uccidere". [15]Ma il Signore gli disse: "Però chiunque ucciderà Caino subirà la vendetta sette volte!". Il Signore impose a Caino un segno, perché non lo colpisse chiunque l'avesse incontrato. [16]Caino si allontanò dal Signore e abitò nel paese di Nod, ad oriente di Eden.

 


Senso di colpa = offusca l'immagine nella sua percezione (non sono più amabile)

Coscienza di colpa = fa percepire l'immagine (sono comunque amabile)


* La coscienza di colpa si stabilisce pisco-esperienzialmente nel perdono che mi hanno dato i miei genitori; cioè sono amato nonostante la trasgressione alla regola. Tuttavia la regola è ben chiara e così la trasgressione. La mia amabilità non toglie valore alla regola ma ribadisce la mia preziosità nonostante la trasgressione.

* Ci difendiamo dall'angoscia del senso di colpa chiedendo perdono o difendendoci (spiritualizzazioni, razionalizzazioni, ecc.); con il mantello de:

legalismo, perfezionismo, scrupoli, rimorso, ribellione, ecc

 Questo la dice lunga su una visione storica dei movimenti di riforma della Chiesa e anche sulle posizioni di tante correnti di ateismo e di agnosticismo. Visioni come:

* cristianesimo sola fede
* Cristo sì, Chiesa no;
* ribellioni microscopiche o macroscopiche nei confronti della Chiesa Istituzionale;
* nascita di movimenti anticlericali, atei e liberali che portano verso una "laicità" dello stato.


Tale visioni nascondo una fase non superata del senso di colpa dovuto anche a cattiva relazione con la regola nella educazione ricevuta dai genitori e dalle figure genitoriali nel corso della propria esistenza.

Anche le grandi costruzioni di pensiero alternative e, nella migliore delle ipotesi, utopistiche nascondono una visione, rispetto all'autorità, decisamente falsata. E' il male dei nostri tempi in cui la figura del padre è stata, più o meno consapevolmente, uccisa.

 

* Nell'incarnazione (cioè in tutta la scrittura) è in realtà Dio che chiede perdono nonostante la tua infedeltà dovuta anche allo scollamento tra azione e intenzione (vd per S. Paolo la conseguenza del peccato originale Rm. 1,1ss) (siamo infatti una meraviglia e una miseria ambulante)

Chi ti ama non lenisce la ferita ma la ridimensiona:
dai la ferita perché ami; dai l'angoscia perché ami; qui si compie il cammino corretto della pedagogia di Dio verso l'uomo.

Le memorie di un conflitto psichico le portiamo nel corpo;

questo il cammino per amarsi così come si è ed evitare di essere ciò che vogliamo apparire

 

* L'uomo è un essere che riceve.
Il peccato inverte nell'apparenza la sua ontologia: è come se l'uomo vuole essere dono lui stesso come sorgente:
io posso amare appoggiandomi sulle forze psichiche spremendo l'inconscio;
io rifiuto di lasciarmi amare oppure io voglio essere amato con delle attese;
nella dimensione quotidiana quante volte diciamo, davanti a tante scelte,  "io non posso" nascondendo il nostro rifiuto di dipendere e di dire chiaramente che "io non voglio";
la responsabilità di sé supera questa povertà razionalizzata del linguaggio e ci apre alla realtà!

Es: Dipendenza nell'autoreotismo: la masturbazione consiste proprio nell'avere e non nell'essere interrompendo la relazione e l'angoscia che essa comporta: ho paura di farmi amare da Dio; nasce la cecità voglio che Dio mi guarisca ma è un volere apparente io voglio essere la sorgente della vita non la colgo dall'altro;

 

* Infatti il "potere" appartiene a Dio ma il "volere" appartiene a me;

·        l'orgoglio è dare ciò che non ho ricevuto
·        l'avarizia è prendere e custodire per me ciò che mi sono preso... sono queste le passioni madril

 

  Invece tutto viene da Dio ed io posso donare tutto in dipendenza assoluta comunionale senza né fusione né regressione ma responsabilmente scelgo di accogliere e donare ciò che ricevo (incarnazione)

 

 

 Come si svolge il processo di guarigione:


Due sono le dinamiche fondamentali in 4 tappe.

1ª dinamica di guarigione pedagogica: Dialogo (che è diverso dal trovare "una verità relativa")
2ª dinamica di guarigione pedagogica: Perdono
 

1ª tappa di guarigione spirituale: Presa di coscienza nella preghiera del mio peccato; è un dono dello Spirito Santo

Per i padri vedere i propri peccati numerosi come la rena del mare è l'inizio del cammino spirituale; vedere i propri peccati è più grande di resuscitare un morto. Vedersi nella verità vale più di ogni teologia, filosofia e gnosi.
Tuttavia Dio non vuole svelarti brutalmente ciò che sei... non reggeresti, ma ti dona la consolazione della compassione;
non esiste né accusa né giudizio "neppure io giudico me stesso" (dice S. Paolo)... e vi è piuttosto la gioia di appartenere a Dio!
In realtà non sono responsabile della nascita del senso di colpa ma di come lo utilizzo con il vittimismo, la manipolazione, l'aggressività, ecc. È bene che accetto che sono un persecutore e non solo una vittima,


2ª tappa di guarigione: chiedere perdono a Dio: nel sacramento della riconciliazione il pentimento è una dolorosa gioia ho "frantumato" la mia comunione con Dio e gioisco in Lui e nel Suo Amore Misericordioso "un cuore affranto e umiliato Tu o Dio non disprezzi" (Sl. 50)


3ª tappa di guarigione: chiedere perdono ai propri genitori che mi hanno ferito ed ho fatto ingrandire la mia collera contro di loro. Non sono escluse in questo processo di perdono neanche le figure genitoriali (insegnanti, parenti, sacerdote, maestri, istruttori, tutori, ecc)


4ª tappa di guarigione: la Perseveranza nella lotta spirituale dando ciò che ricevo: Rinuncio al debito che tu hai con me vero o presunto (extasi - somiglianza-uscire da sé e dai propri nuclei di morte). La perseveranza viene attuata con i mezzi che il Signore ci offre:

La Sua Parola,
La Chiesa,
I Sacramenti,
La Direzione Spirituale,
L'Analisi sapienziale della Storia,
L'Ascolto, raffinato dal Silenzio, della propria coscienza
La Lettura stimolante e riconciliante del proprio passato


 

In verità  più Dio mi è vicino e più scopro la verità di me e ciò che potenzialmente io posso compiere; più c'è intimità e più c'è vulnerabilità dunque il più piccolo peccato sembra immenso ma questa coscienza non nasce dallo scrupolo ma dall'intimità con Lui ed è una percezione gioiosa e dolorosa assieme infatti ti ferisce chi ti è più intimo ma il prezzo è già pagato da Lui: Gesù!


4 - Mistero di morte e Resurrezione. Coscienza di amare e scelta di amare.

Lo studio della Dottoressa americana Elisabett Kubler Ross su persone sofferenti di cancro e prossimi alla morte ha portato ad identificare 5 diverse fasi.
Nella guarigione dalle ferite della vita, anche di fronte alla morte, sperimentiamo che il Signore ci porta attraverso le 5 fasi del perdono. Queste fasi sono ineludibili e indipendenti dal cammino di santità personale. Il percorso di queste cinque fasi può durare anni o, in qualche rarissimo caso, pochi momenti. Tuttavia la natura, in genere, come stato di grazia primigenio, non fa salti ma segue queste tappe per un cammino corretto di riconciliazione e di guarigione.

Esse sono:
  1. NEGAZIONE - Quando noi pretendiamo che non sia successo nulla. "Io ho perdonato tutto, non ho più niente da perdonare. Non ne voglio parlare più.. perché io sto bene così.. perché devo andare ad affrontare questi problemi? Se sto bene perché devo andare a scavare...?." In sostanza il problema della ferita non esiste è, appunto, negato.
  2. RABBIA - Quando incolpiamo colui che ha originato (o che riteniamo abbia creato) la ferita. "Io perdonerei ma la colpa era sua, come faccio a perdonare se sono stato trattato così..."
  3. COMPROMESSO O CONTRATTAZIONE - Quando diciamo: "Io perdonerò se...Io, Signore, perdonerò se lei cambia, se mi viene incontro". La contrattazione si misura sul nostro senso di giustizia interiore e sulla concezione meritocratica che abbiamo della vita spirituale.
  4. DEPRESSIONE - Quando noi accusiamo noi stessi. "Signore non riesco a perdonare perché sono incapace... oppure perché sono limitato... oppure perché sono cattivo".
  5. ACCETTAZIONE - Quando diventiamo grati non per il male che abbiamo ricevuto ma per come questo ci ha portato il dono della grazia di Dio. Si accetta di perdonare perché così il Signore ci ha detto di fare. Siamo ora in grado di raggiungere la persona che ci ha ferito. in sostanza vediamo la ferita e il male con gli occhi di Dio e del Suo Amore.
Queste cinque fasi descrivono il passaggio inevitabile sia dalla condizione di spiritualismo alla spiritualità, sia dal buonismo al perdono adulto e responsabile di se stessi, dell'altro e di Dio.
La fede si misura proprio dalla nostra capacità di vivere questi cinque punti come espressione psicologico-esistenziale del mistero pasquale.
Non è affatto sano, pisco-affettivamente parlando, passare a piè pari dal venerdì santo alla domenica di Resurrezione senza passare per il sabato santo del compromesso e della depressione. In genere manifesta una forzatura psico-spirituale che obbliga se stessi nell'adeguarsi ad una immagine ben precisa per motivi di auto-stima.
La resurrezione e la capacità di amare feconda e solida passa, invece, necessariamente, attraverso queste fasi di rabbia-contrattazione e depressione senza fermarsi patologicamente in alcuna di esse.
Il lento e forte cammino della grazia e del sostegno della Chiesa aiuta proprio questo peregrinare psico-spirituale per crescere e maturare nella capacità di perdonare e quindi di amare.
Un aspetto che spesso viene sottovalutato perché confuso con la fase di negazione è la "scelta di amare".
La scelta di amare è infatti ben diversa dalla coscienza di amare.
La coscienza di amare infatti si adegua spesso, per tanti motivi, all'immagine di amare che abbiamo acquisito.
La scelta di amare invece si adegua alla parola stimolante, "scorticante" e talvolta violenta del perdono in Cristo.
Molti cammini di perdono rimangono stantii proprio perché si nega la realtà che è la scelta di amare in Cristo al di la delle nostre forze che permette ai nostri limiti di essere superati e apre il nostro cuore al fiume del perdono.
E' proprio la scelta di amare, accompagnata da gesti lucidi e concreti che fa si di sciogliere le catene che imprigionano la nostra vita e ci fa assaporare tutto l'amore di Dio, anche attraverso il sacramento della riconciliazione.
Quanti di noi vivono vere e proprie catene di morte continuamente rinsaldate dall'accidia di fare la "scelta di amare e di perdonare!"
Scegliere di amare non vuol dire negare il danno ma iniziare il cammino di guarigione fidandoci di Dio più del nostro dolore e della nostra capacità di perdonare.
E' la preghiera che sceglie di amare e perdonare anche se riconosce la totale incapacità di riuscire a farlo e che si fa violenza con gesti concreti di riconciliazione e di pace che non negano l'ingiustizia vissuta (o subita) ma fanno appello alla potenza di Dio più che alla nostra capacità di perdonare.
Veramente la scelta di amare restituisce il "potere a Dio" nella guarigione delle situazioni impossibili.
Nello steso tempo collabora alla grazia con gesti concreti, con piccoli, grandi passi di violenza di sè nella grazia.io credo Signore, ma tu aiuta la mia fede!
Per questo cammino di vera e propria liberazione. Di rafforzamento della volontà è indispensabile il supporto della Chiesa sia a livello sacramentale, sia a livello di direzione spirituale, sia a livello di vita comunitaria.


vd anche
Preparazione alla confessione
La confessione
Senso di colpa e coscienza di colpa

Mercoledì della XXV settimana delle ferie del Tempo Ordinario

S. Pio da Pietrelcina, sacerdote O.F.M. Cap. (1887-1968)

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