Soliloquia: Condurre le genti all’obbedienza

pieta gibsonIl tema dell’obbedienza è ricorrente nella Lettera ai cristiani di Roma.

“Per mezzo di lui abbiamo ricevuto la grazia dell'apostolato per ottenere l'obbedienza (ὑπακοή) alla fede da parte di tutte le genti, a gloria del suo nome; e tra queste siete anche voi, chiamati da Gesù Cristo.” (Rm. 1,5-6)

“Similmente, come per la disobbedienza di uno solo tutti sono stati costituiti peccatori, così anche per l'obbedienza di uno solo tutti saranno costituiti giusti.” (Rm. 5,19)

“Non sapete voi che, se vi mettete a servizio di qualcuno come schiavi per obbedirgli, siete schiavi di colui al quale servite: sia del peccato che porta alla morte, sia dell'obbedienza che conduce alla giustizia? Rendiamo grazie a Dio, perché voi eravate schiavi del peccato, ma avete obbedito di cuore a quell'insegnamento che vi è stato trasmesso e così, liberati dal peccato, siete diventati servi della giustizia.” (Rm. 6,16-18)

“Come voi un tempo siete stati disobbedienti a Dio e ora avete ottenuto misericordia per la loro disobbedienza, così anch'essi ora sono diventati disobbedienti in vista della misericordia usata verso di voi, perché anch'essi ottengano misericordia. Dio infatti ha rinchiuso tutti nella disobbedienza, per usare a tutti misericordia!” (Rm.11,30-32)

“Questo è in realtà il mio vanto in Gesù Cristo di fronte a Dio; non oserei infatti parlare di ciò che Cristo non avesse operato per mezzo mio per condurre i pagani all'obbedienza, con parole e opere, con la potenza di segni e di prodigi, con la potenza dello Spirito.” (Rm.15,17-19)

“La fama della vostra obbedienza è giunta dovunque; mentre quindi mi rallegro di voi, voglio che siate saggi nel bene e immuni dal male. Il Dio della pace stritolerà ben presto satana sotto i vostri piedi. La grazia del Signor nostro Gesù Cristo sia con voi.” (Rm.16,19-20)

Ed in termini impliciti:

In “Così dunque fratelli, noi siamo debitori (cioè spinti dall’obbedienza), ma non verso la carne per vivere secondo la carne; poiché se vivete (obbedite) secondo la carne, voi morirete; se invece con l'aiuto dello Spirito voi fate morire le opere del corpo, vivrete.” (Rm. 8,12-13)

E anche:

“Vi esorto dunque, fratelli, per la misericordia di Dio, ad offrire i vostri corpi come sacrificio vivente (obbedite con tutto voi stessi), santo e gradito a Dio; è questo il vostro culto spirituale. Non conformatevi (non obbedite) alla mentalità di questo secolo, ma trasformatevi rinnovando la vostra mente, per poter discernere la volontà di Dio, ciò che è buono, a lui gradito e perfetto.” (Rm. 12,1-2)

L’obbedienza, per San Paolo, è la risposta attenta di tutto l’uomo a Colui che parla. Dio. La Sua Parola, il Suo figlio è l'unico degno di ascolto, nello Spirito e grazie allo Spirito.

In effetti il termine ob-audire significa “ascoltare”, con attenzione e radicale interesse, stando di fronte a colui che parla.

È una polarizzazione profonda, mariana.

E fa eco al primo comandamento che il popolo di Israele riceve: “Shemà Israel (שְׁמַע יִשְׂרָאֵל), Ascolta Israele” (Dt. 6,4ss)

La domanda che dobbiamo porci è questa:

Posto che ciascuno con il battesimo è chiamato a “portare all’obbedienza tutte le genti”, come dovere battesimale..
come potrà portare all’obbedienza della fede se egli per primo non vive tale obbedienza?


Paul Freeman


Sabato della I settimana delle ferie del Tempo Ordinario

S. Josè Vaz, presbitero e fondatore (1651-1711)

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