Newsletter ilcattolico.it

contact
La nostra newsletter ti consente di ricevere settimanalmente i nostri principali rilanci stampa,
le catechesi e tutti i momenti formativi e le campagne del sito.

Iscriviti, ti aspettiamo, clicca il link qui sotto per accedere alla pagina.

Intervista con il Segretario di Stato: c’è davvero bisogno di impegnarci tutti affinché non venga mai meno la solidarietà internazionale. La proposta alle parrocchie di suonare le campane a mezzogiorno per invitare alla preghiera
 
Serafino di Sarov, forse il santo più amato dagli ortodossi russi, la chiamava «Gioia di tutte le gioie». Non se ne separava mai. La custodiva nella sua cella, invocandola tutti i giorni. Nel pomeriggio di domani, venerdì 3 aprile, attraverserà le vie di Mosca affinché interceda per la liberazione dal coronavirus.
 
Siamo rimasti in contatto con Mons. Livi proprio in questi ultimi tempi, tramite interposta persona, preoccupati, anzitutto del fatto che ogni sacerdote non deve essere mai lasciato solo.
Qualunque sia la sua difficoltà.
 
Nelle zone campane tristemente conosciute per l'emergenza ambientale, la pandemia ha portato ancora più povertà. L'assenza di lavoro, spesso in nero, genera fame ed è necessario uno sforzo di tutti per assistere i più bisognosi. L'intervista a don Maurizio Patriciello

Continua su Radio Vaticana
 
"Ci sono centinaia di migliaia di persone con disabilità e di famiglie che sono particolarmente colpite dall'emergenza legata alla pandemia. Disabilità rare e complesse, disturbi dello spettro autistico, sindromi di down, gravi malattie rare. Tutte persone che sono particolarmente esposte al rischio contagio".
 
Dal Vaticano l’adesione all’iniziativa dei sindaci italiani di esporre le bandiere a mezz’asta per ricordare le vittime del Covid-19. Una solidarietà che la Santa Sede estende al resto del pianeta dove si contano in totale 700 mila casi e 38 mila vittime
 

De Donatis positivo al coronavirus

Il porporato ha iniziato una terapia antivirale ma le sue condizioni risultano per ora buone
 

Pandemia e fraternità universale

Nota della Pontifica Accademia della Vita sull'emergenza da Covid-19: l’intera umanità è alla prova, siamo solidali e interdipendenti nella vulnerabilità e nel limite, affrontiamo la pandemia con spirito critico sui nostri modelli di sviluppo. L’agire politico non si riduca alla risposta tecnica, si rafforzi l’alleanza tra scienze ed etica, si tutelino sempre i più fragili, si capisca il senso e la forza della preghiera
 

Umanità ferita fraternità ritrovata

Molti stanno riscoprendo pagine di letteratura che descrivono gli effetti di improvvisi flagelli che si abbattono sul mondo, come accade nel tempo del coronavirus. Nel romanzo La peste, di Albert Camus, è interessante leggere la conclusione alla quale l’autore fa giungere il medico ateo Rieux: «Un mondo senza amore è come un mondo morto; viene sempre un’ora in cui ci si stanca delle prigioni, del lavoro e del coraggio, per domandare il viso di una creatura e un cuore che l’affetto riempie di stupore».
 
Al termine del mese nel quale si è celebrata la Giornata Mondiale dell’Acqua 2020, il Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale è lieto di annunciare la pubblicazione di Aqua fons vitae. Orientations on Water, symbol of the cry of the poor and the cry of the Earth, radicato nel Magistero sociale dei Papi ed ispirato dal lavoro svolto da membri della Chiesa nazionale e locale in diversi Paesi.
 
Nel 1955 lo scrittore inglese C.S. Lewis, da poco tempo rimasto vedovo per la morte prematura della moglie malata di tumore, scrive all’amico Malcom, gravemente ammalato, una lettera per consolarlo e gli racconta la passione di Gesù, abbandonato da tutti, flagellato e condannato ingiustamente a morte, talmente solo che sulla croce le sue parole rivolte al Padre sono “Dio mio, perché mi hai abbandonato?”. Un modo davvero singolare di consolare.
 

Messa senza popolo secondo Paolo VI

A cura di P. Pietro Messa, ofm

In periodi particolari come ad esempio durante una pandemia in cui qualsiasi contatto può diventare contagioso la Chiesa riconosce che non è opportuna la celebrazione dei sacramenti (cfr. Codice di Diritto Canonico, 431, § 1). E così in questi giorni non vi sono celebrazioni eucaristiche pubbliche ma i sacerdoti celebrano senza popolo.   
 
Come spose dell’Agnello immolato le monache contemplative, soprattutto in questo periodo di pandemia del covid-19, si inchinano «maternamente sugli agonizzanti del giorno e sui disperati della notte», e invocano su ogni dolore e ogni morte «la consolazione della speranza che non delude». Lo sottolinea il cardinale Marc Ouellet, prefetto della Congregazione per i vescovi, in una lettera inviata a madre Chiara Agnese Acquadro, badessa del Protomonastero delle clarisse di Assisi. La presenza discreta e diffusa di chi per vocazione e per amore di Cristo ha scelto la via della clausura, fa notare il porporato, «è un balsamo di tenerezza e di pace sulle piaghe di tutti i fratelli e sorelle nell’umanità».
Leggi su Vaticannews.it



 
Il cielo è fosco, la pioggia sferza l’abito bianco di Francesco, infligge nuovi tormenti al corpo di quello stesso Crocifisso che mezzo millennio fa venne invocato dai fedeli contro la peste. Ed ora se ne sta lì, le braccia stese, le labbra aperte, vicino all’icona di Maria “salvezza del popolo romano” che una pia leggenda vuole dipinta dall’evangelista san Luca
Leggi su Agenzia Sir