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MANE NOBISCUM DOMINE

LETTERA APOSTOLICA DEL SOMMO PONTEFICE
GIOVANNI PAOLO II
ALL'EPISCOPATO, AL CLERO
E AI FEDELI
PER L'ANNO DELL'EUCARISTIA
OTTOBRE 2004 - OTTOBRE 2005
 

INTRODUZIONE

1. «Rimani con noi, Signore, perché si fa sera» (cfr Lc 24,29). Fu questo l'invito accorato che i due discepoli, incamminati verso Emmaus la sera stessa del giorno della risurrezione, rivolsero al Viandante che si era ad essi unito lungo il cammino. Carichi di tristi pensieri, non immaginavano che quello sconosciuto fosse proprio il loro Maestro, ormai risorto. Sperimentavano tuttavia un intimo «ardore» (cfr ivi, 32), mentre Egli parlava con loro «spiegando» le Scritture. La luce della Parola scioglieva la durezza del loro cuore e «apriva loro gli occhi» (cfr ivi, 31). Tra le ombre del giorno in declino e l'oscurità che incombeva nell'animo, quel Viandante era un raggio di luce che risvegliava la speranza ed apriva i loro animi al desiderio della luce piena. «Rimani con noi», supplicarono. Ed egli accettò. Di lì a poco, il volto di Gesù sarebbe scomparso, ma il Maestro sarebbe «rimasto» sotto i veli del «pane spezzato», davanti al quale i loro occhi si erano aperti.

 

Il disprezzo delle sacre specie

PONTIFICIUM CONSILIUM DE LEGUM TEXTIBUS INTERPRETANDIS (CIC can. 1367) I Padri del Pontificio Consiglio per l'Interpretazione dei Testi Legislativi, nella Sessione Plenaria del 4 giugno 1999, hanno ritenuto di dover rispondere come segue al dubbio proposto:

D. Se nei canoni 1367 CIC e 1442 CCEO la parola «abicere» debba intendersi come l'atto di gettar via oppure no.
R. Negativamente e «ad mentem».

La «mente» è questa: qualunque azione volontariamente e gravemente spregiativa è da considerarsi inclusa nella parola «abicere».

Il Sommo Pontefice Giovanni Paolo II, nell'Udienza concessa al sottoscritto Presidente il 3 luglio 1999, informato della suddetta decisione, l'ha confermata ed ha ordinato che venga pubblicata.

+ JULIÁN HERRANZ
Arcivescovo titolare di Vertara
Presidente
+ BRUNO BERTAGNA
Vescovo titolare di Drivasto
Segretario
Testo originale.
Patres Pontificii Consilii de Legum Textibus Interpretandis, in plenario coetu diei 4 iunii 1999, dubio, quod sequitur, respondendum esse censuerunt ut infra:

D. Utrum in can. 1367 CIC et 1442 CCEO verbum «abicere» intelligatur tantum ut actus proiciendi necne.

R. Negative et ad mentem.

Mens est quamlibet actionem Sacras Species voluntarie et graviter despicientem censendam esse inclusam in verbo «abicere».

Summus Pontifex Ioannes Paulus II in Audientia diei 3 iulii 1999 infrascripto Praesidi impertita, de supradicta decisione certior factus, eam confirmavit et promulgari iussit.

+ IULIANUS HERRANZ
Archiepiscopus titularis Vertarensis,
Praeses
+ BRUNO BERTAGNA
Episcopus titularis Drivastensis
a Secretis
 

Il giorno del Signore.

Il giorno del Signore. Nota pastorale della Conferenza Episcopale Italiana (7-11 maggio 1984) Nota CEI Ufficio Liturgico Nazionale
Dedichiamo questa "Nota Pastorale" alla domenica, per sollecitare un preciso urgente rinnovamento pastorale: una catechesi adeguata, una celebrazione degna, una testimonianza chiara del "giorno del Signore" da dare a questa nostra società. Faremo anche un breve riferimento all'anno liturgico, perché il succedersi delle domeniche ne costituisce la fondamentale scansione settimanale. Ma sull'anno liturgico torneremo con orientamenti più organici in un prossimo futuro. Raccomandiamo che questa "Nota", che viene pubblicata per delibera della XXIII Assemblea Generale della C.E.I. (7-11 maggio 1984), sia letta nel contesto del nostro documento Eucaristia, comunione e comunità, di cui vuole essere sostegno ed esplicitazione, e sia punto di riferimento per il comune impegno assieme a tanti altri preziosi documenti con cui in questi anni molti Vescovi hanno arricchito la vita delle loro comunità.
 

SACROSANCTUM CONCILIUM

COSTITUZIONE CONCILIARE
SACROSANCTUM CONCILIUM
SULLA SACRA LITURGIA PROEMIO 1. Il sacro Concilio si propone di far crescere ogni giorno più la vita cristiana tra i fedeli; di meglio adattare alle esigenze del nostro tempo quelle istituzioni che sono soggette a mutamenti; di favorire ciò che può contribuire all'unione di tutti i credenti in Cristo; di rinvigorire ciò che giova a chiamare tutti nel seno della Chiesa. Ritiene quindi di doversi occupare in modo speciale anche della riforma e della promozione della liturgia. La liturgia nel mistero della Chiesa