Mercoledì delle Ceneri

rembrandt-abbraccio-benedicente.jpgColletta
O Dio, nostro Padre,
concedi al popolo cristiano
di iniziare con questo digiuno
un cammino di vera conversione,
per affrontare vittoriosamente
con le armi della penitenza
il combattimento contro lo spirito del male.



Prima lettura
Gl 2,12-18
Laceratevi il cuore e non le vesti.
Dal libro del profeta Gioele

Così dice il Signore:
“Ritornate a me con tutto il cuore,
con digiuni, con pianti e lamenti”.
Laceratevi il cuore e non le vesti,
ritornate al Signore vostro Dio,
perché egli è misericordioso e benigno,
tardo all’ira e ricco di benevolenza
e si impietosisce riguardo alla sventura.
Chi sa che non cambi e si plachi
e lasci dietro a sé una benedizione?
Offerta e libazione per il Signore vostro Dio.
Suonate la tromba in Sion,
proclamate un digiuno,
convocate un’adunanza solenne.
Radunate il popolo, indite un’assemblea,
chiamate i vecchi, riunite i fanciulli, i bambini lattanti;
esca lo sposo dalla sua camera
e la sposa dal suo talamo.
Tra il vestibolo e l’altare piangano
i sacerdoti, ministri del Signore, e dicano:
“Perdona, Signore, al tuo popolo
e non esporre la tua eredità al vituperio
e alla derisione delle genti”.
Perché si dovrebbe dire fra i popoli:
“Dov’è il loro Dio?”.
Il Signore si mostri geloso per la sua terra
e si muova a compassione del suo popolo.


Salmo Responsoriale

Perdonaci, Signore: abbiamo peccato.

Pietà di me, o Dio, secondo la tua misericordia;
nella tua grande bontà cancella il mio peccato.
Lavami da tutte le mie colpe,
mondami dal mio peccato.

Riconosco la mia colpa,
il mio peccato mi sta sempre dinanzi.
Contro di te, contro te solo ho peccato,
quello che è male ai tuoi occhi, io l’ho fatto.

Crea in me, o Dio, un cuore puro,
rinnova in me uno spirito saldo.
Non respingermi dalla tua presenza
e non privarmi del tuo santo spirito.

Rendimi la gioia di essere salvato,
sostieni in me un animo generoso.
Signore, apri le mia labbra
e la mia bocca proclami la tua lode.


Seconda lettura
2Cor 5,20 - 6,2
Riconciliatevi con Dio... Ecco il momento favorevole.


Dalla seconda lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi
Fratelli, noi fungiamo da ambasciatori per Cristo, come se Dio esortasse per mezzo nostro. Vi supplichiamo in nome di Cristo: lasciatevi riconciliare con Dio. Colui che non aveva conosciuto peccato, Dio lo trattò da peccato in nostro favore, perché noi potessimo diventare per mezzo di lui giustizia di Dio.
E poiché siamo suoi collaboratori, vi esortiamo a non accogliere invano la grazia di Dio. Egli dice infatti: “Al momento favorevole ti ho esaudito e nel giorno della salvezza ti ho soccorso”.
Ecco ora il momento favorevole, ecco ora il giorno della salvezza!

Canto al Vangelo (Sal 95,8)
Lode a te, o Cristo, re di eterna gloria!
Oggi non indurite il vostro cuore,
ma ascoltate la voce del Signore.
Lode a te, o Cristo, re di eterna gloria!


Vangelo
Mt 6,1-6.16-18
Il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà.

+ Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: “Guardatevi dal praticare le vostre buone opere davanti agli uomini per essere da loro ammirati, altrimenti non avrete ricompensa presso il Padre vostro che è nei cieli. Quando dunque fai l’elemosina, non suonare la tromba davanti a te, come fanno gli ipocriti nelle sinagoghe e nelle strade per essere lodati dagli uomini. In verità vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Quando invece tu fai l’elemosina, non sappia la tua sinistra ciò che fa la tua destra, perché la tua elemosina resti segreta; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà. Quando pregate, non siate simili agli ipocriti che amano pregare stando ritti nelle sinagoghe e negli angoli delle piazze, per essere visti dagli uomini. In verità vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Tu invece, quando preghi, entra nella tua camera e, chiusa la porta, prega il Padre tuo nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà.
E quando digiunate, non assumete aria malinconica come gli ipocriti, che si sfigurano la faccia per far vedere agli uomini che digiunano. In verità vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Tu invece, quando digiuni, profumati la testa e lavati il volto, perché la gente non veda che tu digiuni, ma solo tuo Padre che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà”.



Commento

“Vi supplichiamo in nome di Cristo: lasciatevi riconciliare con Dio” (2 Cor 5,20)

Il grido accorato di San Paolo verso i fratelli di Corinto è lo stesso che spesso, molto spesso, il Signore fa a noi, attraverso i suoi discepoli di oggi e per mezzo della Chiesa.
Un richiamo alla conversione, un richiamo al fermarsi a guardare la propria vita confrontandola con la Parola e con l'azione dello Spirito.
Dio Padre con paziente cura aspetta un ravvedimento da noi suoi figli, che a Lui ci ri-accostiamo ma non per paura di una punizione.
Fermarsi, volgere le spalle e rivolgerci a Dio, fissare il proprio cuore in Lui (1 Sam 7,3) per ritrovare nel cuore quello che Lui ci ha impresso con il Battesimo.
Per questo convertirsi in ebraico è shuv, ritorno al principio, a quel "bereshit" per cui siamo usciti santi dalle mani di Dio, ora resi tali dal sangue di Cristo e dalla Sua Passione, Morte e Resurrezione.

“Laceratevi il cuore e non le vesti” (GL. 2,13). È nella parte più intima di noi che è suggellato l’atto di conversione ottenuto da Dio attraverso il suo Figlio Gesù Cristo, che ci ha riconciliati con il Padre attraverso la Sua morte e resurrezione, come dice San Paolo; ma l’uomo è comunque soggetto a ricadere nel peccato e soprattutto a trovare sempre un’autogiustificazione per sentirsi a posto.
È sempre lo stesso discorso: noi non siamo con il Signore, ma vogliamo che Lui sia con noi; soggetto ai nostri desideri, ai nostri pensieri.
Le nostre preghiere sono un elenco di richieste che “illudendoci” consideriamo giuste, ma che nulla hanno a che fare con la “Giustizia di Dio”, che ha un significato profondo e illimitato, traducibile con: Misericordia, Fedeltà, Salvezza, Sapienza, Bontà, Pietà…

Ripensiamo alla “Parabola” del Figliol prodigo o meglio del Padre Misericordioso (Lc 15,11-32), ripensiamo a quell’abbraccio del Padre, il nostro Padre, che con ardente desiderio del nostro volgere lo sguardo a Lui ci tende le mani dicendoci “Sono qui guardami!”
“Su, venite e discutiamo, dice il Signore. Anche se i vostri peccati fossero come scarlatto, diventeranno bianco come neve…” (Is 1,18).
Non c’è colpa che esaurisca il perdono Divino, e il Suo desiderio del nostro ritorno, della nostra riconciliazione sono più forte di qualsiasi peccato. Ma nulla può questo Suo Amore se noi lo rifiutiamo… Meraviglia del libero arbitrio!!


Da qui la supplica appassionata di San Paolo “Lasciatevi riconciliare!”.
Lasciatevi, non opponete resistenza, perché la discordia con Dio è il punto di partenza di tutti gli avvelenamenti dell’uomo.
“Solo l’uomo riconciliato con Dio può essere riconciliato in armonia con se stesso…” (Benedetto XVI).
Perché la riconciliazione porta alla gioia, alla consolazione, alla beatitudine.
Liberamente correre verso di Lui.

Come si fa a correre con tutti gli impedimenti che noi stessi mettiamo?
Abbiamo incartato il nostro cuore con tanti fattori negativi che agiscono in senso contrario al bene da aver perso la vera coscienza del bene, il vero senso del peccato. Siamo ciechi?
Bene, allora come tali lasciamoci guidare, prendere per mano da Cristo, vera luce, per ritrovare in noi quella consapevolezza di essere figli di un Padre che vuole la nostra salvezza.
Lasciamoci convocare da Lui e lavorare dallo Spirito, che non cessa di parlare in noi e di produrre i doni della fede, della speranza e della carità; che con la Sua luce ci aiuta a comprendere il nostro stato di salute morale e spirituale e ci infonde il coraggio e la forza di cambiare, di santificare le nostre azioni e i nostri pensieri, di dare un senso profondo al tempo che il Signore ci dona.
Un senso all’oggi di ogni uomo che è grazia donata da Dio per un cammino di ritorno.

Il nostro essere pellegrini, se pur tra difficoltà e stanchezza, è pieno di gioia immensa perché le Sue braccia aperte, il Suo sguardo d’Amore sono la meta del nostro esistere.
E la Chiesa ci accompagna in questo tempo di grazia, nella quale “dallo struggimento della lontananza può nascere un amore nuovo” (Joseph Ratzinger). Un tempo in cui tutti siamo invitati a partecipare con il cuore contrito, con l’atteggiamento umile e fiducioso del pubblicano: “O Dio, abbi pietà di me peccatore” (Lc 18,13), che tornò a casa giustificano come dice Gesù,
perché: “C’è più gioia in cielo per un peccatore che si converte che per 99 giusti che non hanno bisogno di penitenza” (Lc 5,7-10).
 
Allora coraggio, mettiamoci in viaggio come il figliol prodigo, chiamiamo Maria come compagna di viaggio che ci aiuti a portare le armi dell’elemosina, le preghiere e il digiuno per difenderci dalle tentazioni ed essere saldi nella prova, tuffiamoci con fiducia nella lotta ricordandoci che con l’unzione del Battesimo possiamo scivolare dalle grinfie del nemico.
Non lasciamoci frenare dalle nostre miserie e dai nostri limiti ma offriamoli a Lui che tutto volge al nostro bene e… Buon cammino!!
“Il Signore è il tuo custode…
il Signore è come ombra che ti copre”
(sal 121.5)

Elena, Mirella, Paoletta, Edda

Martedì della XIV settimana delle ferie del Tempo Ordinario

S. Antonino Fantosati, vescovo e martire (1842-1900)

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