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Festa della Natività della Beata Vergine Maria

nativita-di-maria.jpgLa liturgia ci fa chiedere a Dio che la festa della natività della Madonna ci faccia crescere nella pace. Ed è effettivamente una festa che deve aumentare la pace in noi, perché ci parla dell'amore di Dio verso di noi.
La nascita di Maria è il segno che Dio ha preparato per noi la salvezza: per questo ha preparato il corpo e l'anima della madre di Gesù, che è anche madre nostra.
San Paolo nella lettera ai Romani scrive: "Quelli che egli da sempre ha conosciuto li ha anche predestinati ad essere conformi all'immagine del Figlio suo" (8,29). Questo è particolarmente vero per la Vergine santa, predestinata ad essere conforme all'immagine del Figlio di Dio e figlio suo. E Dio ha predisposto tutte le cose secondo questa intenzione: "Sappiamo che tutto concorre al bene di coloro che amano Dio", troviamo poco prima nella stessa lettera.
Dio ha preparato tutte le generazioni umane in vista della nascita di Maria, in vista della nascita di Gesù, e insieme ha agito con mezzi soprannaturali.
E nel Vangelo di oggi si può dire che appaiono sia la parte naturale che quella soprannaturale, l'una e l'altra necessarie per la nascita di Maria.
Questa lunga serie di generazioni, così monotone alla lettura, è in realtà come la sintesi di una storia vivente, spesso anche di peccatori, che è stata condotta da Dio verso la nascita di Maria e di Gesù.
Alla fine però il disegno di Dio si è realizzato con mezzi straordinari, sconcertanti: Giuseppe non capisce ciò che succede, perché avviene per opera dello Spirito Santo. Non bastano dunque le generazioni
umane che si succedono nel tempo per il compimento del progetto di Dio: è necessario l'intervento dello Spirito Santo.
Tutto dunque ci parla dell'amore di Dio: amore di Dio creatore, amore di Dio salvatore.
Oggi dobbiamo, più di sempre, dire a Dio la nostra riconoscenza, la nostra gioia perché egli ha amato Maria e ci ha amati.



Colletta
Donaci, Signore, i tesori della tua misericordia
e poiché la maternità della Vergine
ha segnato l'inizio della nostra salvezza,
la festa della sua Natività
ci faccia crescere nell'unità e nella pace.


Prima lettura 
Mi 5,2-5
Al tempo stabilito, colei che deve partorire partorirà 
Dal libro del profeta Michea

Così dice il Signore:
"E tu, Betlemme di Efrata
così piccola per essere fra i capoluoghi di Giuda,
da te mi uscirà colui
che deve essere il dominatore in Israele;
le sue origini sono dall'antichità,
dai giorni più remoti.
Perciò Dio li metterà in potere altrui
fino a quando colei che deve partorire
partorirà;
e il resto dei tuoi fratelli
ritornerà ai figli di Israele.
Egli starà là e pascerà con la forza del Signore,
con la maestà del nome del Signore suo Dio.
Abiteranno sicuri
perché egli allora sarà grande
fino agli estremi confini della terra
e tale sarà la pace".
Parola di Dio.


Oppure: (Rm 8,28-30)
Coloro che Dio ha conosciuto li ha anche predestinati.

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani
Fratelli, noi sappiamo che tutto concorre al bene di coloro che amano Dio, che sono stati chiamati secondo il suo disegno. Poiché quelli che egli da sempre ha conosciuto li ha anche predestinati ad essere conformi all'immagine del Figlio suo, perché egli sia il primogenito tra molti fratelli; quelli poi che ha predestinati li ha anche chiamati; quelli che ha chiamati li ha anche giustificati; quelli che ha giustificati li ha anche glorificati.

Parola di Dio
 

Salmo responsoriale 
Sal 86
 

Il Signore ha posto in te le sorgenti della vita.

Le sue fondamenta sono sui monti santi;
il Signore ama le porte di Sion
più di tutte le dimore di Giacobbe.

Di te si dicono cose stupende, città di Dio.

Ricorderò Raab e Babilonia fra quelli che mi conoscono;
ecco, Palestina, Tiro ed Etiopia: tutti là sono nati.

Si dirà di Sion: "L'uno e l'altro è nato in essa
e l'Altissimo la tiene salda".

Il Signore scriverà nel libro dei popoli:
"Là costui è nato".
E danzando canteranno:
"Sono in te tutte le mie sorgenti".
 


Canto al Vangelo
Alleluia, alleluia.
Beata sei tu, o Vergine Maria,

e degna d'ogni lode:
da te è nato il Sole di giustizia,
Cristo Dio nostro.
Alleluia.
 


Vangelo 
Mt 1,1-16.18-23 (forma breve: Mt 1,18-23)
Quel che è generato in lei viene dallo Spirito Santo.
 

+ Dal Vangelo secondo Matteo
Genealogia di Gesù Cristo figlio di Davide, figlio di Abramo. Abramo generò Isacco, Isacco generò Giacobbe, Giacobbe generò Giuda e i suoi fratelli, Giuda generò Fares e Zara da Tamar, Fares generò Esrom, Esrom generò Aram, Aram generò Aminadab, Aminadab generò Naasson, Naasson generò Salmon, Salmon generò Booz da Racab, Booz generò Obed da Rut, Obed generò Iesse, Iesse generò il re Davide.

Davide generò Salomone da quella che era stata la moglie di Uria, Salomone generò Roboamo, Roboamo generò Abia, Abia generò Asaf, Asaf generò Giosafat, Giosafat generò Ioram, Ioram generò Ozia, Ozia generò Ioatam, Ioatam generò Acaz, Acaz generò Ezechia, Ezechia generò Manasse, Manasse generò Amos, Amos generò Giosia, Giosia generò Ieconia e i suoi fratelli, al tempo della deportazione in Babilonia.
Dopo la deportazione in Babilonia, Ieconia generò Salatiel, Salatiel generò Zorobabele, Zorobabele generò Abiud, Abiud generò Eliacim, Eliacim generò Azor, Azor generò Sadoc, Sadoc generò Achim, Achim generò Eliud, Eliud generò Eleazar, Eleazar generò Mattan, Mattan generò Giacobbe, Giacobbe generò Giuseppe, lo sposo di Maria, dalla quale è nato Gesù chiamato Cristo.
[Ecco poi come avvenne la nascita di Gesù Cristo: sua madre Maria, essendo promessa sposa di Giuseppe, prima che andassero a vivere insieme si trovò incinta per opera dello Spirito Santo. Giuseppe suo sposo, che era giusto e non voleva ripudiarla, decise di licenziarla in segreto.
Mentre però stava pensando a queste cose, ecco che gli apparve in sogno un angelo del Signore e gli disse: "Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa, perché quel che è generato in lei viene dallo Spirito Santo. Essa partorirà un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati".
Tutto questo avvenne perché si adempisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta: "Ecco, la vergine concepirà e partorirà un figlio che sarà chiamato Emmanuele", che significa "Dio con noi"].

Commento

"... quel che è generato in lei viene dallo Spirito Santo".

La genealogia illustrata nel Vangelo di Matteo ha un duplice scopo per noi che ascoltiamo la parola:
sottolineare che la storia della salvezza è vera storia immersa in nomi e volti e vicende;
in secondo luogo che in questa vera storia l'azione di Dio si è fatta presente in maniera umile e potente.

Quando la riflessione e la teologia hanno distaccato, imprudentemente, il Gesù storico da quello della fede hanno in sostanza fatto violenza ad un principio intrinseco alla fede e alla Parola stessa: Dio cammina con il suo popolo è l'Emmanuele, il Dio con noi.
La violenza che ha fatto talvolta la teologia e l'esegesi è la nostra violenza tutte le volte che facciamo di Dio un evento personalistico, religioso ed intimo e non il vigore vero e reale della storia e degli eventi quotidiani del nostro cammino di figli.
Maria è la credente. La perfetta credente proprio in questo suo essere radicata nella storia della salvezza e nello scorgere, costantemente, in questa storia, la mano di Dio.
La contemplazione che Maria ha fatto dell'agire di Dio nella storia è un dono che l'ha predisposta alla sua straordinaria maternità.
Ma è anche un dono che essa ha coltivato con passione, costanza e disciplina di figlia del Padre.
Per questo oggi rendiamo lode a Dio per averci donato Maria. Perché lei è il prototipo della bellezza di una creatura che ascolta, vede e gusta e decide nello Spirito di Dio.
Lei è la donna, segno per ogni donna, che se non ascoltiamo (tutti e soprattutto noi donne) la voce di Dio e non siamo "marianamente" a servizio del Regno siamo di intralcio all'agire storico del Cristo.
In un momento di rivendicazione di diritti di salute, di femminilità e di scelta di maternità...
Maria si erge come diritto e dovere della donna di essere per Dio in Cristo; a servizio e aperti alla vita.
In un momento di lotte isteriche, Maria si pone come donna di ascolto.
Beata Maria di Nazareth e beati noi, donne e credenti tutti, se facciamo nostra la sua docilità a Dio.

Francesca




Commento

“Un missionario che viaggiava su di un treno veloce stava pregando con il suo breviario, ma ad uno scossone scivolò sul pavimento una immaginetta della Madonna. Un bambino seduto di fronte la raccolse e domandò curioso chi fosse, il sacerdote rispose:- E’ mia madre. Ma il bambino dopo averlo osservato gli disse che non le assomigliava. – Eppure ti assicuro che è tutta la vita che cerco di assomigliarle almeno un pò.- Rispose il missionario”.   (B.Ferrero)

Assomigliare a Maria, come?!
Lei che era nel disegno di Dio fin dai tempi più remoti? Lei considerata il miracolo vivente in vista del figlio?

In un vecchio messale preconciliare ho contato oltre 35 feste dedicate a Maria Santissima: dall’Annunciazione alla Visitazione, passando per l’Immacolata, la Regina dei santi e così via, anche la ricorrenza di oggi è fra quelle.  
Fin dal vi° secolo a Gerusalemme veniva festeggiata la nascita di Maria nel luogo dove nacque, chiamato Basilica della Natività e diventata poi nel XII° secolo la chiesa di S.Anna.


San Giovanni Damasceno scriveva di questo giorno: “Venite tutti con letizia a celebrare la nascita della Letizia del mondo intero. Oggi è il cielo creato, oggi è l’inizio della salvezza”.

Nella Sua grande sapienza Dio Padre ha voluto edificare una dimora che potesse accogliere il Suo Figlio diletto per portare al mondo la Sua infinita Misericordia; per toccare l’uomo inaridito dal peccato e risvegliarlo a nuova vita.  E lo Spirito Santo prepara questa giovane donna fin dal suo concepimento, la plasma, la riempie di grazie e di virtù, la feconda nel mistero e lei diventa madre, la Madre.

Maria fin dalla sua concezione immacolata ha preceduto la venuta del Salvatore come l’aurora precede il sole ed è così per noi la luce della speranza e dell’attesa. Quell’attesa semplice e vibrante che profuma già di nuovo, quell’attesa umile e fiduciosa di chi riconosce in Dio l’ Amore amante che tutto crea e tutto rigenera;  e aderisce al Suo progetto in pienezza con un si di madre dell’umanità pur non essendolo ancora.   

“Giuseppe non temere di prendere con te Maria, tua sposa“  (Mt.1,20), non temere di prendere questa donna, di prendere la “sede della sapienza” in cui Dio si è compiaciuto di formare la Sua carne, perché l’Intoccabile per suo mezzo diventerà toccabile ad ognuno e la sua trasparenza ci permetterà di vedere la Magnificenza.

Scriveva Ratzinger: “L’anima di Maria è stato lo spazio in base al quale Dio ha potuto guadagnare l’accesso all’umano”.

Non sono i potenti e i grandi che hanno fatto la storia, ma questa fragile donna che con coraggio e fede porta il frutto di una promessa fatta da Dio all’umanità fin dai tempi antichi, attraverso i profeti.


Il suo amore, la sua gioia, il suo trasalire con pudore davanti all’incognita, l’ebbrezza della sua innocenza, la felicità della sua cooperazione alla salvezza, la sua freschezza senza ombre, pozzo di un amore e di una carità che non hanno fine allora come adesso.    E’ l’immagine a cui fare riferimento per un discepolato sicuro, è il cammino da imitare se non ci si vuole perdere, Lei che sola sa veramente seguire Gesù.

Non è facile assomigliarle ma possiamo continuare a guardarla, a chiamarla in nostro aiuto, fino a quando non sentiamo che piano piano la sua presenza diventa così forte da non poterne fare ameno.
Fino a che il nostro io si fa un pochino più piccolo per farle posto, così che il suo pregare, il suo accogliere, il suo fare comunione diventi il nostro ad ogni Eucaristia.


   “O Maria che produci nel tuo seno il frutto dell’oblazione

   ti preghiamo insistentemente perché ci custodisca dal nemico che ci insidia

   e perché come non si divide la misura dell’acqua dal vino,

   così noi non ci separiamo da te e dal tuo Figlio, Agnello di salvezza”     (Anafora Etiopica)



Marilena, Mirella, Paoletta, Edda

vd anche (visibile dall'8 settembre 2018 ore 11:30)
S. Messa solenne della Natività della Beata Vergine Maria, omelia di S. Ecc. za Mons. Marchetto