Santa Brigida di Svezia

cristo-luce-del-mondo.jpgColletta
Signore, nostro Dio, che hai rivelato a santa Brigida
la sapienza della croce nella contemplazione amorosa
della passione del tuo Figlio,
concedi a noi tuoi fedeli di esultare di gioia
nella manifestazione gloriosa del Signore risorto.
Egli è Dio, e vive e regna con te...

Prima lettura
Gal 2,19-20
Non vivo più io, ma Cristo vive in me.

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Gàlati

Fratelli, mediante la Legge io sono morto alla Legge, affinché io viva per Dio.
Sono stato crocifisso con Cristo, e non vivo più io, ma Cristo vive in me.
E questa vita, che io vivo nel corpo, la vivo nella fede del Figlio di Dio, che mi ha amato e ha consegnato se stesso per me.

Parola di Dio


Salmo responsoriale
Sal 33

Benedirò il Signore in ogni tempo.

Benedirò il Signore in ogni tempo,
sulla mia bocca sempre la sua lode.
Io mi glorio nel Signore:
i poveri ascoltino e si rallegrino.

Magnificate con me il Signore,
esaltiamo insieme il suo nome.
Ho cercato il Signore: mi ha risposto
e da ogni mia paura mi ha liberato.

Guardate a lui e sarete raggianti,
i vostri volti non dovranno arrossire.
Questo povero grida e il Signore lo ascolta,
lo salva da tutte le sue angosce.

L’angelo del Signore si accampa
attorno a quelli che lo temono, e li libera.
Gustate e vedete com’è buono il Signore;
beato l’uomo che in lui si rifugia.

Temete il Signore, suoi santi:
nulla manca a coloro che lo temono.
I leoni sono miseri e affamati,
ma a chi cerca il Signore non manca alcun bene.

    

Canto al Vangelo (Mt 15,9.5)
Alleluia, alleluia.
Rimanete nel mio amore, dice il Signore,
chi rimane in me, e io in lui, porta molto frutto.
Alleluia.

  

Vangelo
Gv 15,1-8
Chi rimane in me e io in lui porta molto frutto.

+ Dal Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Io sono la vite vera e il Padre mio è l’agricoltore. Ogni tralcio che in me non porta frutto, lo taglia, e ogni tralcio che porta frutto, lo pota perché porti più frutto. Voi siete già puri, a causa della parola che vi ho annunciato.
Rimanete in me e io in voi. Come il tralcio non può portare frutto da se stesso se non rimane nella vite, così neanche voi se non rimanete in me. Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me, e io in lui, porta molto frutto, perché senza di me non potete far nulla. Chi non rimane in me viene gettato via come il tralcio e secca; poi lo raccolgono, lo gettano nel fuoco e lo bruciano.
Se rimanete in me e le mie parole rimangono in voi, chiedete quello che volete e vi sarà fatto. In questo è glorificato il Padre mio: che portiate molto frutto e diventiate miei discepoli».

Parola del Signore



COMMENTO

"Non c'è vero amore senza dolore e senza rinuncia di se stessi"


La santa che festeggiamo oggi era una donna che ha vissuto il Vangelo nella quotidianità, sia da sposata che da vedova.

Di famiglia nobile e benestante ha sempre considerato la sua vita un dono e uno strumento per mettere in pratica l'amore di Dio, educando cristianamente, insieme al marito, i propri figli e operandosi nella carità.
Prendendo come esempio Maria Santissima, che lei venerava in maniera speciale, per il suo totale abbandono in Dio.

Una famiglia cristiana tutta intenta a vivere con semplicità e verità la parola di Dio. Già questo basterebbe come testimonianza per noi oggi, dove sembra che Gesù debba chiedere il permesso per vivere insieme a noi, nelle nostre famiglie.
Dove la parola: "pregare insieme" suscita una serie di "ma", di "se" o addirittura di "non si può", "non c'è tempo".
Dove diventa difficile far coincidere i tempi per la Messa Domenicale o per educare i bambini e i giovani ai Sacramenti.

Ma la vita di S. Brigida ci insegna molto di più.
Rimasta vedova non si è chiusa nel suo dolore, ma abbracciando la nuova situazione come volontà del Signore e fidandosi di Lui, ha vissuto pienamente il progetto di Dio.

"Ogni tralcio che porta frutto, lo pota perché porti più frutto" (Gv.15,2)

Il vero credente non si sottrae alla progressiva maturazione della fede anche se questa comporta sfrondamento, mortificazione, sofferenza, perché si riconosce innestato in Cristo e nel Suo Corpo tanto da poter dire come S. Paolo "non sono più io che vivo ma Cristo vive in me" (Gal. 2,20) e così diventa luce per i fratelli e realmente "sale della terra".

Dice Benedetto XVI che "La conversione per il cristiano non vuol dire cambiare le proprie idee, ma morire a se stessi per trovarsi totalmente ricreato in un "soggetto" più grande che abbraccia cielo e terra passato presente e futuro".

Ed ecco allora che ciò che poteva sembrare perdita in realtà viene trasformata in strumento di salvezza per se e per gli altri.

Quando si perde una persona cara, un lavoro, una qualsiasi cosa che fa parte della nostra vita, della nostra storia, ci si sente traballare, destabilizzare e più questa persona o questa cosa fa parte di noi, più la ferita sembra inguaribile e sanguinante, ma se profondamente crediamo in quel Gesù Crocifisso e Risorto, se riconosciamo nel Suo Volto sfigurato dalla Passione e dall'Amore la Sua vicinanza alle nostre sofferenze, al nostro dolore, la Sua condivisione alla nostra storia anzi di più, la Sua anticipazione ai dolori di ogni creatura umana e per suo mezzo, che questi dolori sono già resi luminosi e glorificati, troveremo realizzata in noi già ora la parola delle Beatitudini "Beati gli afflitti perché saranno consolati" (Mt. 5,4)

Non solo, ma come si è illuminati nella prova e nel dramma, così si diventa "luce a tutti quelli che sono nella casa".

Nei nostri giorni dove davanti alla violenza, davanti alla morte difficilmente si sente parlare di "perdono", ci si dimentica che ogni atto, ogni azione è presente nel corpo di Cristo Crocifisso. Se dopo ogni notizia sconcertante letta, ascoltata o vissuta ci soffermiamo in silenzio a contemplare il Crocifisso, ci accorgeremmo che quel fatto accaduto è già lì nella Sua carne lacerata e che quel Volto Santo si svela e ci svela che Lui ha già vissuto questo per ognuno dei suoi fratelli e con questo Corpo è Risorto e ogni nostro dolore l'ha già portato al Padre Misericordioso, donandoci in cambio uno Spirito nuovo che riaccende il cuore ferito per una vita rinnovata con Cristo nella Chiesa.

La costanza nella fede di S. Brigida ci ricorda che davanti alle avversità solo rimanendo innestati nella linfa della vite che è Gesù, possiamo camminare, vivere e condividere la speranza.
Solo nutrendosi al "sale della sapienza" si diventa e si rimane "salati", carichi di sapore e di senso.
Solo alla Luce di Cristo si può ricevere e donare luce.
La santa, lasciandosi lavorare come un vaso semplice nelle mani del vasaio, il nostro Dio Creatore (cfr.Sir.33,13), ci insegna un discepolato fatto di abbandono dell'inutile, di un io puro e semplice, che apre il cuore all'altro in un atteggiamento di comunione di ascolto di attenzione, senza porre i propri problemi come paletti frenanti, ma partendo da essi per comprendere meglio il fratello che soffre e poterlo guardare e amare nella verità e, nel contempo, mostrargli il volto del Padre, colui che solo veramente ama nella più totale gratuità.

"L'amore si lascia bruciare gli occhi piuttosto che chiuderli in ciò che disturba". (Don Mazzolari)

Elena ed Edda



Lettera apostolica « Spes aedificandi » 02/10/1999 (© Libreria Editrice Vaticana)

Santa Brigida di Svezia, compatrona d'Europa

La fede cristiana ha plasmato la cultura del continente europeo e si è intrecciata in modo inestricabile con la sua storia, al punto che questa non sarebbe comprensibile se non si facesse riferimento alle vicende che hanno caratterizzato prima il grande periodo dell'evangelizzazione, e poi i lunghi secoli in cui il cristianesimo, pur nella dolorosa divisione tra Oriente ed Occidente, si è affermato come la religione degli Europei stessi...

Il cammino verso il futuro non può non tener conto di questo dato, e i cristiani sono chiamati a prenderne rinnovata coscienza per mostrarne le potenzialità permanenti. Essi hanno il dovere di offrire alla costruzione dell'Europa uno specifico contributo, che sarà tanto più valido ed efficace, quanto più essi sapranno rinnovarsi alla luce del Vangelo. Si faranno così continuatori di quella lunga storia di santità che ha attraversato le varie regioni d'Europa nel corso di questi due millenni, nei quali i santi ufficialmente riconosciuti non sono che i vertici proposti come modelli per tutti. Innumerevoli sono infatti i cristiani che con la loro vita retta ed onesta, animata dall'amore di Dio e del prossimo, hanno raggiunto nelle più diverse vocazioni consacrate e laicali una santità vera e grandemente diffusa, anche se nascosta. La Chiesa non dubita che proprio questo tesoro di santità sia il segreto del suo passato e la speranza del suo futuro...

Per questo, completando quanto feci quando dichiarai compatroni d'Europa, accanto a san Benedetto, due santi del primo Millennio, i fratelli Cirillo e Metodio, pionieri dell'evangelizzazione dell'Oriente, ho pensato di integrare la schiera dei celesti patroni con tre figure altrettanto emblematiche di momenti cruciali del secondo Millennio che volge al termine: santa Brigida di Svezia, santa Caterina da Siena, santa Teresa Benedetta della Croce. Tre grandi sante, tre donne, che in diverse epoche — due nel cuore del Medioevo e una nel nostro secolo — si sono segnalate per l'amore operoso alla Chiesa di Cristo e la testimonianza resa alla sua Croce.
© Il Vangelo del giorno 23 luglio 2009

Lunedì della XXX settimana delle ferie del Tempo Ordinario

SS. Luciano e Marciano, martiri a Nicomedia, in Turchia

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