Novena in preparazione alla Solennità dell'Immacolata

Novena preparatoria alla Solennità dell'Immacolata Concezione

Immacolata Concezione grandeIn coordinazione straordinaria con Aleteia Italia

dal 29 Novembre al 7 Dicembre


Tota pulchra es Maria,
et macula originalis non est in te.
Tu gloria Ierusalem,
tu laetitia Israel,
tu honorificentia populi nostri,
tu advocata peccatorum.
O Maria! O Maria!

Virgo prudentissima,
Mater clementissima,
ora pro nobis,
intercede pro nobis,
ad Dominum Iesum Christum.







" In quelle pagine, infatti, la Madre di Dio è invocata ed esaltata come unica colomba d'incorruttibile bellezza e come la rosa sempre fresca. È invocata e lodata come purissima, sempre immacolata e sempre beata; anzi come l'innocenza stessa che non fu mai lesa, e come la seconda Eva, che diede alla luce l'Emanuele."
(Ineffabilis Deus)





1° GIORNO: Tutta Pura sei Maria

Lectio

Dalla Lettera di San Paolo apostolo ai Galati:

“Quando venne la pienezza del tempo, Dio mandò il suo Figlio, nato da donna, nato sotto la legge, per riscattare coloro che erano sotto la legge, perché ricevessimo l'adozione a figli. E che voi siete figli ne è prova il fatto che Dio ha mandato nei nostri cuori lo Spirito del suo Figlio che grida: Abbà, Padre! Quindi non sei più schiavo, ma figlio; e se figlio, sei anche erede per volontà di Dio.” (Gal. 4,4-7)


Dagli scritti di Don Leonardo Maria Pompei:

Maria vergine “verginizzante”.
Maria non fu solo la prima ed il modello di tutte le vergini. La Scrittura la chiama, nel Cantico dei Cantici, “giglio fra le spine: così è la mia amata fra le fanciulle” (Ct 2,2). Questo perché mentre le altre vergini possono essere spine per sé o per gli altri (cioè occasione di peccato se non altro per la loro bellezza), Maria non lo fu mai, né per Sé né per gli altri: Ella infondeva a tutti coloro che la guardavano solo pensieri e sentimenti di purezza, cosa confermata dal grande Tommaso d’Aquino che afferma che la “bellezza della Beata Vergine induceva alla castità quanti la guardavano”


Preghiamo
O Vergine Immacolata, sei tutta pura.
Tutta orientata a Dio, piena di Grazia e capace di Gioia.
In te non c'è macchia, non c'è peccato, in te la luce risplende come nel seno di Dio.
Concedici il dono della purezza per essere sempre orientati verso il tuo figlio benedetto e Nostro Signore Gesù Cristo. Amen.


3 Ave Maria.
1 Sub tuum Præsidium

Sub tuumm praesidium confugimus,

Sancta Dei Genetrix.

Nostras deprecationes ne despicias

in necessitatibus,

sed a periculis cunctis

libera nos semper,

Virgo gloriosa et benedicta




2° GIORNO: La macchia originale non è in te

Lectio

Dalla Vangelo secondo Luca:

“Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo seno” (Lc. 1,42)

Dalla Sollicitudo omnium Ecclesiarum di Papa Alessandro VII dell’8 dicembre 1661:

"È sicuramente di antica data la particolare devozione verso la Beatissima Madre, la Vergine Maria, da parte dei fedeli: infatti erano convinti che la sua anima – fin dal primo istante della sua creazione e della sua infusione nel corpo – fosse stata preservata immune dalla macchia del peccato originale per una speciale grazia e per un singolare privilegio di Dio, in previsione dei meriti di Gesù Cristo, Figlio suo e Redentore del genere umano. Animati da tale persuasione, circondavano di onore e celebravano la festa della Concezione con un rito solenne" [Papa Alessandro VII, Const. Sollicitudo omnium Ecclesiarum, 8 decembris 1661]

Preghiamo

Rallegrati, o Maria, tutta pura, tutta irreprensibile e senza macchia.
Ogni macchia in te è tersa dal principio del tuo concepimento in vista dei meriti del tuo Figlio, esemplare beatissimo e senso della creazione e della Redenzione.
I veleni della macchia di origine non ti hanno inquinato ma la pienezza di Grazia ti ha resa più pronta, vigile ed attenta a Dio e al prossimo.
Concedi a noi, rinati nel battesimo,
la tua attenzione costante a Dio e ai fratelli. Amen.


3 Ave Maria.
1 Sub tuum Præsidium



3° GIORNO: Tu gloria di Gerusalemme

Lectio

Dal Salmo 24,7-10:

Sollevate, porte, i vostri frontali,
alzatevi, porte antiche,
ed entri il re della gloria.
Chi è questo re della gloria?
Il Signore forte e potente,
il Signore potente in battaglia.
Sollevate, porte, i vostri frontali,
alzatevi, porte antiche,
ed entri il re della gloria.
Chi è questo re della gloria?
Il Signore degli eserciti è il re della gloria.”


Dal Vangelo secondo Luca 1,46-48:

“L'anima mia magnifica il Signore
e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore,
perché ha guardato l'umiltà della sua serva.”

Dal “Trattato della vera devozione alla santa Vergine” di San Luigi Maria Grignion De Montfort dal n° 92:

“Vi sono sette specie, a mio avviso, di falsi devoti e di false devozioni alla Santa Vergine: 1. i devoti critici; 2. i devoti scrupolosi; 3. i devoti esteriori; 4. i devoti presuntuosi; 5. i devoti incostanti; 6. i devoti ipocriti; 7. i devoti interessati.”

Preghiamo
Santa Maria, Madre di Dio, la tua anima sempre magnifica il Signore, tu sei la sempre ancella. Questa è la tua gloria. 
E questa è la gloria della Chiesa: essere come te, servi del Signore, senza riserve.
Donami e donaci, o sempre ancella, di dare sempre gloria a Dio nei nostri pensieri, nelle nostre scelte, nel nostro peregrinare.
Amen.


3 Ave Maria.
1 Sub tuum Præsidium



4° GIORNO: Oh gioia del popolo di Dio

Lectio

Dal libro del profeta Isaia al capitolo 61, 10

“Io gioisco pienamente nel Signore; la mia anima esulta nel mio Dio”

Dal Vangelo secondo Luca al capitolo 1,43-45:

“A che debbo che la madre del mio Signore venga a me? Ecco, appena la voce del tuo saluto è giunta ai miei orecchi, il bambino ha esultato di gioia nel mio grembo. E beata colei che ha creduto nell'adempimento delle parole del Signore».”

Dalla Costituzione Apostolica Ineffabilis Deus:
"Gli stessi padri, per descrivere questo meraviglioso complesso di doni divini e l'innocenza originale della Vergine, Madre di Gesù, ricorsero anche agli scritti dei profeti, e celebrarono la stessa augusta Vergine come una colomba monda; come una Gerusalemme santa; come il trono eccelso di Dio; come arca santificata; come la casa, che l'eterna sapienza edificò per se stessa; e come quella Regina, che ricolma di delizie e appoggiata al suo Diletto, uscì dalla bocca dell'Altissimo assolutamente perfetta, bella, carissima a Dio, e mai imbrattata da macchia di colpa. Siccome poi gli stessi padri e gli scrittori ecclesiastici consideravano che l'angelo Gabriele, nel dare alla Beatissima Vergine l'annunzio dell'altissima dignità di Madre di Dio, l'aveva chiamata, per comando di Dio stesso piena di grazia, insegnarono che con questo singolare e solenne saluto, mai udito prima di allora, si dimostrava che la Madre di Dio era la sede di tutte le grazie di Dio, era ornata di tutti i carismi dello Spirito divino; anzi era un tesoro quasi infinito e un abisso inesauribile dei medesimi carismi; così che, non solo non fu mai soggetta a maledizione, ma fu anche, insieme col suo Figlio, partecipe di perpetua benedizione: degna di essere chiamata da Elisabetta, mossa dallo Spirito di Dio: «Benedetta tu tra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo» (Lc 1, 42)."

Dall’Angelus del 23 dicembre 2021 di Papa Benedetto XVI:

“La scena della Visitazione esprime anche la bellezza dell’accoglienza: dove c’è accoglienza reciproca, ascolto, il fare spazio all’altro, lì c’è Dio e la gioia che viene da Lui. Imitiamo Maria nel tempo di Natale, facendo visita a quanti vivono un disagio, in particolare gli ammalati, i carcerati, gli anziani e i bambini. E imitiamo anche Elisabetta che accoglie l’ospite come Dio stesso: senza desiderarlo non conosceremo mai il Signore, senza attenderlo non lo incontreremo, senza cercarlo non lo troveremo.

Da “Piccola Riflessione sulla gioia” di Paolo Cilia:

“Gaudete in Domino semper” – scrive san Paolo: “Gioite sempre nel Signore sempre” (Fil.4,4).

La gioia è un effetto non intenzionale, è il vento della corsa verso il bene e verso Dio. Fa parte di quelle cose che non si possono creare in sé, come il piacere, la soddisfazione, la felicità, la spontaneità, il buonumore.

Viene sperimentata come un dono, qualsiasi cosa io faccia per procurarmela direttamente fallisce. «Voglio gioire!», dici, ma è un assurdo.

Io posso volere il bene e allora mi sarà regalata la gioia.

Pensi di essere tu il padrone della tua vita? Allora fatti felice! Ora!

Com'è assurdo l'orgoglio dell'uomo che pretende di fare da solo quando non sa rega­larsi neanche un grammo di gioia!
Noi possiamo solo porre le condizioni perché la Gioia possa venire, come il conta­dino lavora la terra, e aspetta la pioggia, ma non dipen­de da lui.
Così quanto più ci sforziamo di procurare in noi la gioia tanto più l'allontaniamo.

"La vera gioia non è frutto del divertirsi, inteso nel senso etimologico della parola di-vertere, cioè esulare dagli impegni della vita e dalle sue responsabilità.
La vera gioia è legata a qualcosa di più profondo.
Certo, nei ritmi quotidiani, spesso frenetici, è importante trovare spazi di tempo per il riposo, per la distensione, ma la gioia vera è legata al rapporto con Dio." (Benedetto XVI, Angelus in Gaudete, 11 dicembre 2011)”

Preghiamo
Rallegrati o madre perché la Gioia viene nel tuo seno per te e per noi.
Con te la Gioia entra nel mondo e pervade ogni cosa.
Quella Gioia profonda ed inamovibile che rende saldi i piedi nel camminare nella fede e che non si perde davanti alle prove.
Quella Gioia indicibile che riempie i cuori, le menti, e la storia.
Intercedi per noi presso il tuo Figlio, fonte e datore di ogni Gioia creatrice,
per essere discepoli della Gioia di Dio. Amen


3 Ave Maria.
1 Sub tuum Præsidium



5° GIORNO: Tu sei l'onore del nostro popolo

Lectio

Dal libro dei Salmi, Salmo 8,6.10

Eppure l'hai fatto poco meno degli angeli,
di gloria e di onore lo hai coronato:
.. O Signore, nostro Dio,
quanto è grande il tuo nome su tutta la terra

Dall’Udienza generale del 23 ottobre 2013 di Papa Francesco:

“Maria come modello di fede. In che senso Maria rappresenta un modello per la fede della Chiesa? Pensiamo a chi era la Vergine Maria: una ragazza ebrea, che aspettava con tutto il cuore la redenzione del suo popolo. Ma in quel cuore di giovane figlia d’Israele c’era un segreto che lei stessa ancora non conosceva: nel disegno d’amore di Dio era destinata a diventare la Madre del Redentore. Nell’Annunciazione, il Messaggero di Dio la chiama “piena di grazia” e le rivela questo progetto. Maria risponde “sì” e da quel momento la fede di Maria riceve una luce nuova: si concentra su Gesù, il Figlio di Dio che da lei ha preso carne e nel quale si compiono le promesse di tutta la storia della salvezza. La fede di Maria è il compimento della fede d’Israele, in lei è proprio concentrato tutto il cammino, tutta la strada di quel popolo che aspettava la redenzione, e in questo senso è il modello della fede della Chiesa, che ha come centro Cristo, incarnazione dell’amore infinito di Dio. […] Maria modello di unione con Cristo. La vita della Vergine Santa è stata la vita di una donna del suo popolo: Maria pregava, lavorava, andava alla sinagoga… Però ogni azione era compiuta sempre in unione perfetta con Gesù. Questa unione raggiunge il culmine sul Calvario: qui Maria si unisce al Figlio nel martirio del cuore e nell’offerta della vita al Padre per la salvezza dell’umanità. La Madonna ha fatto proprio il dolore del Figlio ed ha accettato con Lui la volontà del Padre, in quella obbedienza che porta frutto, che dona la vera vittoria sul male e sulla morte.

Preghiamo
O Vergine d'onore, ripiena di dignità.
L'amore ti ha reso onore
e tu dunque sei l'onore nostro.
La nostra carne che viene tratta da noi e ci porta la stima di Dio.
Onore e stima, sguardo e parola.
Con te e in te, Dio ci dona Dio e ci guarda con bellezza rinnovata.
Aiutaci a permanere nell'onore di Dio. Amen

3 Ave Maria.
1 Sub tuum Præsidium



6° GIORNO: Tu nostra avvocata

Lectio

Dal Vangelo di Giovanni al capitolo 14,16

Io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Consolatore

perché rimanga con voi per sempre.

Dal Canto XXXIII del Paradiso di Dante Alighieri:

“Donna, sei tanto grande e tanto vali
Che qual vuoi grazia e a te non ricorre
Sua disianza vuol volar sanz'ali

La tua benignità non pur soccorre
A chi domanda, ma molte fiate
Liberamente al dimandar precorre

In te misericordia, in te pietate
In te magnificenza, in te s'aduna
Quantunque in creatura è di bontade”

Dall’Enciclica AD DIEM ILLUM LAETISSIMUM di Papa Pio X 2 febbraio 1904:

“La conseguenza di questa comunione di sèntimenti e di sofferenze fra Maria e Gesù è che Maria «divenne legittimamente degna di riparare l'umana rovina» e perciò di dispensare tutti i tesori che Gesù procurò a noi con la Sua morte e il Suo sangue. Certo, solo Gesù Cristo ha il diritto proprio e particolare di dispensare quei tesori che sono il frutto esclusivo della Sua morte, essendo egli per Sua natura il mediatore fra Dio e gli uomini. Tuttavia, per quella comunione di dolori e d'angoscie, già menzionata tra la Madre e il Figlio, è stato concesso all'Augusta Vergine di essere «presso il Suo unico Figlio la potentissima mediatrice e conciliatrice del mondo intiero». La fonte è dunque Gesù Cristo e «noi tutti abbiamo derivato qualcosa dalla Sua pienezza; da Lui tutto il corpo reso compatto in tutte le giunture dalla comunicazione prende gli incrementi propri del corpo ed è edificato nella carità». Ma Maria, come osserva giustamente San Bernardo, è l'«acquedotto», o anche quella parte per cui il capo si congiunge col corpo e gli trasmette forza e efficacia; in una parola, il collo. Dice San Bernardino da Siena: «Ella è il collo del nostro capo, per mezzo del quale esso comunica al suo corpo mistico tutti i doni spirituali». È dunque evidente che noi dobbiamo attribuire alla Madre di Dio una virtù produttrice di grazie: quella virtù che è solo di Dio. Tuttavia, poiché Maria supera tutti nella santità e nell'unione con Gesù Cristo ed è stata associata da Gesù Cristo nell'opera di redenzione, Ella ci procura de congruo, come dicono i teologi, ciò che Gesù Cristo ci ha procurato de condigno ed è la suprema dispensatrice di grazie. Gesù «siede alla destra della Maestà Divina nell'altezza dei Cieli»; Maria siede regina alla destra di Suo Figlio, «rifugio cosi sicuro e ausilio cosi fedele in tutti i pericoli, che non si deve temere nulla né disperare sotto la sua guida, i suoi auspici, la sua protezione e la sua benevolenza».”

Preghiamo
O Madre ed Avvocata nostra.
Resa tale per unica conformazione a Cristo, unico mediatore e capo,
intercedi per noi presso il tuo Figlio e nostro Signore Gesù Cristo
per ottenere tutta la grazia che ci è necessaria per vivere come figli di Dio, ora e sempre.

Amen

3 Ave Maria.
1 Sub tuum Præsidium




7° GIORNO: Vergine prudente

Lectio

Dal libro di Giobbe al capitolo 12,13

"A Dio appartiene il consiglio e la prudenza".

Dal libro della Sapienza al capitolo 7,7

"Pregai e mi fu elargita la prudenza"

Dal Catechismo al n° 1806:

“La prudenza è la virtù che dispone la ragione pratica a discernere in ogni circostanza il nostro vero bene e a scegliere i mezzi adeguati per compierlo. L'uomo « accorto controlla i suoi passi » (Prv 14,15). « Siate moderati e sobri per dedicarvi alla preghiera » (1 Pt 4,7). La prudenza è la « retta norma dell'azione », scrive san Tommaso82 sulla scia di Aristotele. Essa non si confonde con la timidezza o la paura, né con la doppiezza o la dissimulazione. È detta « auriga virtutum – cocchiere delle virtù »: essa dirige le altre virtù indicando loro regola e misura. È la prudenza che guida immediatamente il giudizio di coscienza. L'uomo prudente decide e ordina la propria condotta seguendo questo giudizio. Grazie alla virtù della prudenza applichiamo i principi morali ai casi particolari senza sbagliare e superiamo i dubbi sul bene da compiere e sul male da evitare.

Preghiamo
Oh Vergine prudente,
che in te stessa e per la gloria di Dio disciplini ogni virtù nello spirito di prudenza che ti è stato donato,
concedi a noi lo stesso dono perché in pensieri, opere e parole possiamo sempre,
senza dissiparci in distrazioni ed intemperanze,
dare gloria a Dio ed edificare il corpo della Chiesa. Amen.


3 Ave Maria.
1 Sub tuum Præsidium



8° GIORNO: Vergine misericordiosa

Lectio

Dal Vangelo secondo Giovanni al capitolo 3,16

Dio ha tanto amato il mondo, che ha dato il suo unigenito Figlio, affinché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia vita eterna.

Dal Vangelo secondo Giovanni al capitolo 8,1-11

“Gesù si avviò allora verso il monte degli Ulivi. Ma all'alba si recò di nuovo nel tempio e tutto il popolo andava da lui ed egli, sedutosi, li ammaestrava. Allora gli scribi e i farisei gli conducono una donna sorpresa in adulterio e, postala nel mezzo, gli dicono: «Maestro, questa donna è stata sorpresa in flagrante adulterio. Ora Mosè, nella Legge, ci ha comandato di lapidare donne come questa. Tu che ne dici?». Questo dicevano per metterlo alla prova e per avere di che accusarlo. Ma Gesù, chinatosi, si mise a scrivere col dito per terra. E siccome insistevano nell'interrogarlo, alzò il capo e disse loro: «Chi di voi è senza peccato, scagli per primo la pietra contro di lei». E chinatosi di nuovo, scriveva per terra. Ma quelli, udito ciò, se ne andarono uno per uno, cominciando dai più anziani fino agli ultimi.  
Rimase solo Gesù con la donna là in mezzo. Alzatosi allora Gesù le disse: «Donna, dove sono? Nessuno ti ha condannata?». Ed essa rispose: «Nessuno, Signore». E Gesù le disse: «Neanch'io ti condanno; va’ e d'ora in poi non peccare più».”

Dalla lettera agli Ebrei al capitolo 4,14-16

Poiché dunque abbiamo un grande sommo sacerdote, che ha attraversato i cieli, Gesù, Figlio di Dio, manteniamo ferma la professione della nostra fede. Infatti non abbiamo un sommo sacerdote che non sappia compatire le nostre infermità, essendo stato lui stesso provato in ogni cosa, a somiglianza di noi, escluso il peccato. Accostiamoci dunque con piena fiducia al trono della grazia, per ricevere misericordia e trovare grazia ed essere aiutati al momento opportuno.”

Dalla catechesi sul Capitolo 8 di Giovanni, Giustizia e Misericordia di Paolo Cilia:

“Nel Genesi leggiamo “E Dio vide che era cosa buona” ma potremmo leggere ancor meglio “e “Dio si compiacque che ciò che aveva fatto era compiuto e non mancava di nulla”. In effetti il termine Tov (ט֣וֹבGen. 2,9 WTT) è un termine inclusivo che sottintende un atto estetico biblicamente inteso. Cioè un atto buono, bello, completo, armonioso, giusto. A cui non manca nulla. È bello perché compiuto, giusto. Dio vede questo come un atto estatico, cioè compiutamente e sommamente completo fuori di sé e se ne compiace. Dio vede il compiuto e se ne stupisce come un bimbo.

La categoria della giustizia, nella Bibbia non ha solo la valenza legata ad un diritto ma piuttosto riguarda la santità di Dio stesso. Ciò che Dio, tre volte santo, compie è giusto. È perfetto in tutte le sue parti. Armonioso.

Pertanto nell’atto della ricreazione del peccatore occorre che il peccatore stesso decida in cuor suo e con fermezza di non peccare più. Cioè adempia ad un atto di Giustizia. Altrimenti la Misericordia di Dio, la nuova creazione nell’amore tenero che non condanna, diventa non efficace per il peccatore. Il quale rimane nei peccati. Perde la santità, cioè in maniera più o meno definitiva, l’appartenere a Cristo.

Pertanto separare Giustizia e Misericordia vuol dire agire al di fuori della sapienza di Dio.
Si costituisce una separazione che per Dio non esiste e che, se da noi applicata, adultera la Parola e il pensiero stesso di Dio.”

Preghiamo
Padre di misericordia, datore di ogni bene, noi ti ringraziamo perché dalla nostra stirpe umana hai eletto la beata Vergine Maria ad essere Madre del Figlio tuo fatto uomo.
Ti ringraziamo perché l'hai preservata da ogni peccato, l'hai riempita di ogni dono di grazia, l'hai congiunta all'opera di redenzione del tuo Figlio e l'hai assunta in anima e corpo al Cielo.
Ti preghiamo, o nostro Salvatore Gesù Cristo, per intercessione di Maria, di poter realizzare la nostra vocazione a seguire i tuoi passi e vivere, come possibile, i tuoi santi ed ineffabili misteri. Ti invochiamo o Spirito Santo, amore fatto Giustizia e Misericordia, che tutto rendi armonico nella tua bellezza, concedici di vivere nella Misericordiosa Armonia del Vostro Amore. Amen.


3 Ave Maria.
1 Sub tuum Præsidium



9° GIORNO: Vergine, che preghi ed intercedi per noi, figura e modello di Diaconia e di sacerdozio Battesimale

Lectio

Dal Vangelo secondo Luca al capitolo 1,38:

«Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto»

Dal Vangelo secondo Giovanni al capitolo 2,1-11

“Tre giorni dopo, ci fu uno sposalizio a Cana di Galilea e c'era la madre di Gesù. 
Fu invitato alle nozze anche Gesù con i suoi discepoli. 
Nel frattempo, venuto a mancare il vino, la madre di Gesù gli disse: «Non hanno più vino». 
E Gesù rispose: «Che ho da fare con te, o donna? Non è ancora giunta la mia ora». 
La madre dice ai servi: «Fate quello che vi dirà». 
Vi erano là sei giare di pietra per la purificazione dei Giudei, contenenti ciascuna due o tre barili. 
E Gesù disse loro: «Riempite d'acqua le giare» e le riempirono fino all'orlo. 
Disse loro di nuovo: «Ora attingete e portatene al maestro di tavola». Ed essi gliene portarono. 
E come ebbe assaggiato l'acqua diventata vino, il maestro di tavola, che non sapeva di dove venisse (ma lo sapevano i servi che avevano attinto l'acqua), chiamò lo sposo 
e gli disse: «Tutti servono da principio il vino buono e, quando sono un po' brilli, quello meno buono; tu invece hai conservato fino ad ora il vino buono». 
Così Gesù diede inizio ai suoi miracoli in Cana di Galilea, manifestò la sua gloria e i suoi discepoli credettero in lui.”

Dalla Lumen et Gentium n° 58

«La beata Vergine ha avanzato nel cammino della fede e ha conservato fedelmente la sua unione col Figlio sino alla croce, dove, non senza un disegno divino, se ne stette ritta, soffrì profondamente col suo Figlio unigenito e si associò con animo materno al sacrificio di lui, amorosamente consenziente all'immolazione della vittima da lei generata; e finalmente, dallo stesso Cristo Gesù morente in croce fu data come madre al discepolo con queste parole: "Donna, ecco il tuo figlio" (cf 1 Gv 19,26-27)».

Dall’Udienza generale del 9 maggio 2018 di Papa Francesco:

“Incorporati a Cristo per mezzo del Battesimo, i battezzati vengono dunque conformati a Lui, «il primogenito di molti fratelli» (Rm 8,29). Mediante l’azione dello Spirito Santo, il Battesimo purifica, santifica, giustifica, per formare in Cristo, di molti, un solo corpo (cfr 1Cor 6,11; 12,13). Lo esprime l’unzione crismale, «che è segno del sacerdozio regale del battezzato e della sua aggregazione alla comunità del popolo di Dio» (Rito del Battesimo dei Bambini, Introduzione, n. 18, 3). Pertanto il sacerdote unge con il sacro crisma il capo di ogni battezzato, dopo aver pronunciato queste parole che ne spiegano il significato: «Dio stesso vi consacra con il crisma di salvezza, perché inseriti in Cristo, sacerdote, re e profeta, siate sempre membra del suo corpo per la vita eterna» (ibid., n. 71).

Fratelli e sorelle, la vocazione cristiana sta tutta qui: vivere uniti a Cristo nella santa Chiesa, partecipi della stessa consacrazione per svolgere la medesima missione, in questo mondo, portando frutti che durano per sempre. Animato dall’unico Spirito, infatti, l’intero Popolo di Dio partecipa delle funzioni di Gesù Cristo, “Sacerdote, Re e Profeta”, e porta le responsabilità di missione e servizio che ne derivano (cfr CCC, 783-786). Cosa significa partecipare del sacerdozio regale e profetico di Cristo? Significa fare di sé un’offerta gradita a Dio (cfr Rm 12,1), rendendogli testimonianza per mezzo di una vita di fede e di carità (cfr Lumen gentium, 12), ponendola al servizio degli altri, sull’esempio del Signore Gesù (cfr Mt 20,25-28; Gv 13,13-17). Grazie.


Preghiamo
Dio onnipotente e misericordioso,
che in Maria primogenita della redenzione e fonte e culmine umano nel servizio e nella mediazione, fai risplendere l'immagine vivente della tua Chiesa,
concedi al tuo popolo, figli nel Figlio,
di fare nostro lo sguardo che lei, Maria, ha sempre avuto verso di Te
per camminare sulle orme del Signore,
in attesa pronta e gioiosa del compimento dei tempi.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli. Amen.


3 Ave Maria.
1 Sub tuum Præsidium

Canto del Salve Regina tono semplice


Lavoro redazionale dell’Associazione Culturale Cattolica Zammeru Maskil www.ilcattolico.it


Martedì della II settimana di Pasqua

B. Rolando Rivi, seminarista e martire (1931-1945)