Dare voce al profondo

גָּרְסָה נַפְשִׁי לְתַאֲבָה אֶֽל־מִשְׁפָּטֶיךָ בְכָל־עֵֽת׃
(dal Sl. 119)

sacred heart miniNephesh, in italiano, potremmo indicare così "la coscienza profonda", quella che lo Spirito (Ruah) ha dato all'uomo per essere ad Immagine e somiglianza di Dio; essa è il luogo del retto "concupire".
Tale coscienza lo pone al vertice della creazione perché l'uomo tramite questa peculiarità è più simile a Dio di ogni creatura.

 

Dice infatti il salmista in una delle possibili traduzioni in latino:

"Concupivit anima mea
desiderare justificationes tuas in omni tempore"

ed in una delle possibili traduzioni italiane

"Io mi consumo nel desiderio
dei tuoi giudizi in ogni momento"

Il peccato compie la distrazione dalla coscienza profonda e sostituisce il "concupire" secondo Dio con un "concupire" più liminale. Non solo fisiologico, ma anche intellettuale.
Quest'ultimo porta più facilmente alla superbia e all'eresia.
Invece la fede non è esercizio intellettuale ma del profondo del cuore, biblicamente inteso.

Lo stesso dramma dell'inferno è il vivere disperatamente, per sempre in superficie con l'arsura profonda di essere fatti per Dio.

Cos'è dunque la vita spirituale?

Concupire Dio, l'intimità con Lui, i suoi giudizi, il Suo Amore; l'intimità profonda con Lui, visto che siamo una "ontologia partecipata e voluta per pura gratuità".
Gli spazi di tempo, della preghiera, ad esempio, sono trampolino, ritmo, perchè questo avvenga non un momento ma in "ogni tempo", senza sosta.
"Come la cerva anela ai corsi d'acqua così l'anima mia anela a Te, oh Dio!" (Sl. 42)

La peculiarità di questo concupire, inoltre, non è solitaria ma comunitaria e solidale; essa nasce nel "Noi" Trinitario e non può che essere completa nel "Noi" della Chiesa.

Ogni discernimento, se autentico, non può che avere questa scaturigine profonda e, nel conflitto, interno ed esterno, se necessario, porta comunque la Pace.
Edificando l'Io e il Noi.

Pieffe