Dolcezza e amarezza della Parola

Olivia Hussey AnnunciazioneDalla prima lettura del giorno: Ap 10,8-11

Allora mi avvicinai all’angelo e lo pregai di darmi il piccolo libro. Ed egli mi disse: «Prendilo e divoralo; ti riempirà di amarezza le viscere, ma in bocca ti sarà dolce come il miele».

Perché l'amarezza segue la dolcezza nel "frequentare" la Parola?
Il libro dell'Apocalisse, libro di Rivelazione, ha significati multi comprensivi.

Anzitutto un significato pedagogico per il profeta. Egli stesso sperimenterà la dolcezza e l'attrattiva della Parola, ma man mano che essa scenderà nel profondo farà luce su ciò che è malato, su ciò che necessita guarigione e su ciò che va tagliato.

In secondo luogo ha un significato di compassione con i desideri di Dio. Dio stesso freme di "amarezza nelle viscere" per la condotta dell'uomo, per le sue scelte, per le sue fughe e per i suoi idoli.
Il profeta dunque com-patisce con Dio, "sente" con Dio per poterlo annunciare in maniera efficace. Viene detto infatti: «Devi profetizzare ancora su molti popoli, nazioni, lingue e re».

In ultimo ha un significato di purificazione verso i destinatari. Tanto quanto il profeta ha sperimentato vittoriosamente l'amarezza su di sé, tanto sarà capace di amministrare la parola del crogiolo purificatrice con franchezza ed immediatezza, senza addolcirla con quel "mielismo" tipico delle ideologie buoniste dell'uomo che non cercano la conversione ma la cristallizzazione dei propri vizi ed i propri furti.