Fornicazione e Purezza

purezzaDalla prima lettura del giorno: Ef 4,32-5,8

"Di fornicazione e di ogni specie di impurità o di cupidigia neppure si parli fra voi – come deve essere tra santi – né di volgarità, insulsaggini, trivialità, che sono cose sconvenienti. Piuttosto rendete grazie! Perché, sappiatelo bene, nessun fornicatore, o impuro, o avaro – cioè nessun idolatra – ha in eredità il regno di Cristo e di Dio."

Perché l
a fornicazione ed ogni specie di impurità è così dannosa?
La fornicazione (porneia in greco) si riferisce in senso stretto alla "prostituzione" e, nel contesto pagano del tempo, ad una sorta di convivenza pre-matrimoniale in cui si consuma l'atto coniugale ma senza le caratteristiche oggettive, sacramentali e sociali, del matrimonio.
Nella retorica paolina il termine viene rafforzato con "ogni specie di impurità" facendo acquisire alla "porneia" un senso ben più ampio e cioè quello che include ogni atto sessuale disordinato e non orientato alla comunione coniugale.
In entrambi i casi la fornicazione si presenta grave perché distorce e danneggia il primigenio disegno di Dio sull'uomo e sulla coppia. Nel senso esteso perché anzitutto l'uomo appartiene a Dio, e con il battesimo appartiene a Cristo e l'uso del suo corpo per altri fini che non siano quelli unitivi e assieme procreativi nel e del matrimonio, tradiscono questo significato sponsale del discepolo di Cristo con il Suo Maestro e Signore.
Nel senso specifico perché la convivenza matrimoniale (o di fidanzamento con rapporti pre-matrimoniali) crea i presupposti di definitività di un rapporto sia di carattere sociale che, soprattutto, senza la presenza oggettiva del sacramento.
Il sacramento del matrimonio è infatti un dono e non uno stato deciso dal soggetto. Il "soggetto coppia", che desidera sposarsi, ha ben presente l'accoglienza del dono della grazia sia personalmente che come coppia.
La ministerialità della coppia per la celebrazione del sacramento non sta nel fatto che essi creano il dono del matrimonio ma che essi, piuttosto, lo ricevono.
In sostanza una coppia di conviventi vive una contraddizione di natura, significati e finalità ed e contrario alla dimensione coniugale presente sia nel Diritto Naturale che in Ef. 5.

In secondo luogo la fornicazione pur essendo "meno grave" del peccato della superbia in senso assoluto, incide però pian piano nella coscienza del soggetto che pian piano si crea alibi che rafforzano la sua scelta disordinata. Questo "modo disordinato" di vivere la sessualità porta a indebolire la volontà del soggetto ed il suo generale discernimento ed a creare quella famosa mentalità borghese del "vizi privati e pubbliche virtù".
Oppure della giustificazione con ideologie create per giustificare il peso oggettivo della colpa.
Dualismo impossibile presente talvolta anche in coloro che operano pastoralmente nelle parrocchie, i quali si costruiscono una morale a propria immagine e somiglianza.
Oppure in coloro che creano campagne e lobby atte a sostenere il loro comportamento disordinato.
L'autoconvinzione diventa tale e strutturale che essi si illudono di essere felici ma in realtà stanno scappando dal peso delle responsabilità delle loro scelte confondendo la coscienza di colpa con il senso e il peso della colpa.
Pertanto, come si nota, a monte del peccato di fornicazione esiste sempre un peccato di superbia: il soggetto decide alla luce di se stesso e delle sue pulsioni ciò che bene e ciò che male. Fino a che diventa talmente obnubilato che è incapace di discernere con limpidezza e con chiarezza ogni scelta vocazionale della sua vita.

Esiste in ultimo un aspetto spiritualizzato della porneia.
Quello dei quali, pur essendo puri ed "immacolati" fisicamente e nei loro comportamenti sessuali, ritengono questa purezza non un dono (seppur mantenuto con gioiosa fatica) ma un fatto che nasce dalla propria volontà superiore. Si creano una "casta" interiore.
Giudicando le debolezze altrui non alla luce della Verità - che giudica tutti, anche chi giudica - ma alla luce della propria "esterna" integerrimità.
Qui, nella maschera del moralismo, della rigidità e spesso della "musoneria", pur non essendo presente la "lussuria" fisica è presente quella estremamente più grave (e spesso nascosta) della "lussuria spirituale". Il maligno non è entrato ed ha corrotto per la porta o dalla cantina, ma ha inflitto un danno più grande partendo "dalla soffitta".

Tuttavia, come visto, ogni caso di porneia, in senso stretto, in senso ampio ed in senso spirituale è una sorta di tradimento della sponsalità che il credente ha con Cristo.
Siamo infatti stati riscattati a caro prezzo.