Rassegna stampa formazione e catechesi

ANCHE IL MALE “PERFORMA”

coppia fangoA proposito di cinematografia, Netflix e carrozzoni aziendali

“Prima di affrontare la domanda se l'incontro con quel Dio che in Cristo ci ha mostrato il suo Volto e aperto il suo Cuore possa essere anche per noi non solo « informativo », ma anche « performativo », vale a dire se possa trasformare la nostra vita così da farci sentire redenti mediante la speranza che esso esprime, torniamo ancora alla Chiesa primitiva.
Non è difficile rendersi conto che l'esperienza della piccola schiava africana Bakhita è stata anche l'esperienza di molte persone picchiate e condannate alla schiavitù nell'epoca del cristianesimo nascente. Il cristianesimo non aveva portato un messaggio sociale-rivoluzionario come quello con cui Spartaco, in lotte cruente, aveva fallito. Gesù non era Spartaco, non era un combattente per una liberazione politica, come Barabba o Bar-Kochba. Ciò che Gesù, Egli stesso morto in croce, aveva portato era qualcosa di totalmente diverso: l'incontro col Signore di tutti i signori, l'incontro con il Dio vivente e così l'incontro con una speranza che era più forte delle sofferenze della schiavitù e che per questo trasformava dal di dentro la vita e il mondo. Ciò che di nuovo era avvenuto appare con massima evidenza nella Lettera di san Paolo a Filemone.”
(Spe Salvi, 4)

“Causa il peccato originale, noi siamo, tutti, gente che deve viaggiare tenendo al guinzaglio un porcellino.” (Albino Luciani)



Quando si discute del male o si riflette su esso occorre guardarlo sempre alla luce del Bene per tanti motivi e prospettive.
Proprio per la natura di ciò che il male è come disordine o privazione di un Bene.
Non si discute o si riflette sul male per trovare una morale endogena agli atti stessi ma si riflette su di esso alla Luce della Luce.

Non esiste in tal senso arte, di qualunque orizzonte, che non si rifaccia alla Luce di un Bene, di un Bello e di un Vero.
È il Buon Discernimento che aiuta al Buon Discernimento e performa il lettore in esso.

Per cui la critica di uno spettacolo, di un film, ecc deve partire da questo per essere obiettiva, educativa e maieutica e saper discernere. E saper trarre il Bene, se presente, ma con rigore.
Se si vuole aiutare a pensare e a trascendere.

Nel contempo occorre rilevare che eventuali attori, di ogni genere e di ogni età, che in una rappresentazione compiono azioni oggettivamente immorali sono anch’essi “performati” da ciò che compiono, quando la finzione è assente o è ai confini del vero. Non sono “mezzi” neutri che aiutano a riflettere ma, essi stessi, vengono coinvolti da ciò che interpretano. Vengono “performati”.

Ricorda L’Inter Mirifica al numero 4: “Per usare rettamente questi strumenti è assolutamente necessario che coloro i quali se ne servono conoscano le norme della legge morale e le osservino fedelmente in questo settore. Tengano perciò presente il contenuto, comunicato secondo la natura propria di ciascuno strumento; considerino inoltre tutto il contesto --come, ad esempio, il fine, le persone, il luogo, il tempo ecc.-- nel quale si attua la comunicazione stessa, perché il contesto è capace di modificarne, o addirittura di cambiare totalmente, il valore morale. A questo proposito segnaliamo in particolare il modo di agire proprio di ogni strumento, cioè la sua forza di suggestione, che può essere tale che gli uomini, soprattutto se insufficientemente preparati, riescano con difficoltà ad avvertirla, a dominarla e, quando occorresse, a respingerla.”
E al numero 7: “Infine, l'esposizione, la descrizione o la rappresentazione del male morale possono indubbiamente, anche per il tramite degli strumenti di comunicazione sociale, servire per una più approfondita conoscenza ed analisi dell'uomo, ad illustrare e ad esaltare lo splendore della verità e del bene, mediante appropriati effetti drammatici. Tuttavia, se non si vuole che rechino più danno che vantaggio alle anime, è necessario attenersi fedelmente alla legge morale, soprattutto quando si tratta di cose che richiedono il dovuto rispetto o che si prestano a favorire le disordinate passioni dell'uomo, ferito dalla colpa originale.”

Ed è assolutamente indispensabile che quando si parla di “anime” si intende anche chi propone, interpreta e lavora ad uno spettacolo, non solo chi lo vede.

Una critica che non tiene conto di questo nell’analisi e nel discernimento cade nel dolo morale di considerare neutro ciò che inquina. Che male c’è?

Ed è tipico dei nostri tempi deliranti e soggettivisti in cui ci si crede padroni della rappresentazione
mentre si è da essa “performati”.

Lo ricordava nel Film di Filippo Neri "State buoni se potete", il santo e acuto sacerdote a Cirifischio.

PiEffe






Martedì della XXX settimana delle ferie del Tempo Ordinario

Iscriviti alla Newsletter

Iscriviti alla mailing list di cristiano cattolico. Conforme al Decreto Legislativo 30 giugno 2003, n.196, per la tutela delle persone e e il rispetto del trattamento di dati personali, in ogni momento è possibile modificare o cancellare i dati presenti nel nostro archivio. Vedi pagina per la privacy per i dettagli.
Per cancellarsi usare la stessa mail usata al momento dell'iscrizione.