Rassegna stampa Speciali

Bagnasco: lodevole la moratoria anti aborto

bagnasco.jpgLa moratoria contro l'aborto è un'ini­ziativa «lodevole», che deve trovare «il giusto spazio» nelle sedi istituzio­nali, ma è anche un'occasione per appli­care quelle parti della normativa vigente che tutelano il nascituro e sostengono con­cretamente le madri in difficoltà. Infine, poiché la scienza cammina, anche le leg­gi debbono tenere conto delle nuove sco­perte. Sono questi i tre passaggi chiave del­l'intervista rilasciata dal presidente della Confe­renza episcopale italiana, il cardinale Angelo Bagna­sco, al Corriere della Sera
 di oggi.
  L'Arcivescovo di Genova e­sprime un giudizio positi­vo sull'appello lanciato a metà dicembre da Giulia­no Ferrara su Il Foglio.
 «L'intenzione dell'iniziati­va di chiedere la morato­ria circa le legislazioni sul­l'aborto - spiega infatti il Cardinale - è lodevole per­ché è un chiaro e forte ri­chiamo all'attenzione da parte degli Stati circa la tu­tela e la promozione della vita umana».
  «Ciò era accaduto, prima, a proposito della morato­ria sulla pena di morte» ag­giunge monsignor Bagna­sco, ricordando che l'iniziativa di Ferrara è stata lanciata proprio all'indomani del­la storica vittoria dell'Italia all'Onu con l'approvazione dello stop alla pena capi­tale, sostenuto da 104 paesi, e auspica «che la nuova richiesta possa trovare il giusto spazio nelle sedi istituzionali».
  Dal 19 dicembre, il giorno dell'appello sul quotidiano di Ferrara, le adesioni dei cat­tolici alla campagna lanciata dal giornali­sta laico sono state numerose - immedia­ta quella di Avvenire - e il presidente dei ve­scovi italiani spiega perché quest'iniziati­va sia seguita con tanta attenzione: «È cer­tamente l'occasione - dichiara al Corriere
 - per mettere un vero impegno a tutti i li­velli nell'applicazione puntuale di quelle parti della legge 194 che promuovono la vi­ta del nascituro. Ciò alla luce in particola­re di quanto espresso nella intenzionalità originaria della legge stessa e richiamato all'art. 1». Avvenire, ancora ieri con un e­ditoriale di Eugenia Roccella, ha dimo­strato ampiamente come questa «inten­zionalità originaria» sia stata vanificata dal '78 a oggi, negando alle strutture esisten­ti le risorse necessarie per promuovere la cultura della vita e contrastare l'aborto.
  Quanto poi all'eventualità che si possa mettere mano a una revisione della nor­mativa vigente, l'Arcivescovo di Genova nell'intervista al quotidiano milanese si sofferma sulla necessità che le leggi si adeguino al­lo stato delle conoscenze, che muta con il tempo, par­ticolarmente in campo bioetico. «È un dato di fat­to - sottolinea nell'intervi­sta - il progresso scientifico e tecnologico in materia di vita umana. I legislatori da sempre si confrontano do­verosamente con queste scoperte per formulare leggi che sempre meglio ri­spettino, difendano e pro­muovano la vita umana in tutte le sue forme e fasi. Anche questo è auspicabi­le » conclude, sofferman­dosi su un problema se­gnalato qualche giorno fa anche dal cardinale Ca­millo Ruini, le cui riflessio­ni sono state riproposte dall'Osservatore Romano:
 «Occorre inoltre ripensare alcuni passag­gi della stessa normativa in considerazio­ne dei progressi scientifici, terapeutici e diagnostici compiuti negli ultimi trent'an­ni ».
  Che dopo la moratoria sulla pena di mor­te, occorra promuovere «battaglie pro-vi­ta su tutti fronti» è convinto anche il car­dinale Renato Raffaele Martino, presiden­te del Pontificio Consiglio per la Giustizia e la Pace, il quale, sempre sull'Osservatore
 Romano e sempre ieri sottolineava il fatto che il 2007 è stato un anno di svolta, «poi­chè siamo finalmente arrivati all'appro­vazione della moratoria sulla pena di mor­te: una grande vittoria che - ha spiegato il porporato - non può restare isolata: ci a­spettiamo altre battaglie a favore della vi­ta su tutti i fronti», in particolare «in dife­sa delle creature più piccole e innocenti».
 L'arcivescovo di Genova: da sempre le leggi recepiscono i mutamenti delle conoscenze scientifiche