Rassegna stampa Speciali

Benedetto XVI, la verginità e la top model brasiliana

Tempi - 23 novembre 2010
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Alcune anticipazioni di "Luce del mondo", il libro-intervista di papa Benedetto XVI curato da Peter Seewald. Leggi in anteprima il capitolo: Gesù Cristo ritorna


Nel numero di Tempi in edicola da giovedì 25 novembre, il direttore Luigi Amicone recensisce "Luce del mondo" (Libreria editrice vaticana), il libro-intervista di papa Benedetto XVI curato da Peter Seewald. Ecco un'anticipazione dell'articolo.


Celibato, sacerdozio femminile, omosessualità. Sono le questioni ricorrenti, «il canone», osserva Seewald,
che da decenni anima la discussione «nei mezzi di comunicazione». Benedetto XVI ne discute apertamente. Liberamente. Tanto per cominciare: sia congenita o no, «non per questo l’omosessualità diviene moralmente giusta, bensì rimane qualcosa che è contro la natura di quello che Dio ha originariamente voluto». Quanto al celibato, il Papa ribadisce come «ci guadagni nel suo essere segno grande e significativo e soprattutto diventa più vivibile se si costituiscono comunità di sacerdoti». Parla dei cattolici divorziati e conferma la disponibilità della Chiesa ad approfondire il problema dei risposati che non possono ricevere la comunione. Parla del vecchio mondo, papa Ratzinger, quello in cui il matrimonio cristiano «contraddice gli stili di vita oggi dominanti». E del Terzo Mondo, quello dove il matrimonio monogamico sembra «il più difficile di tutti i sacramenti». «Ma rinunciare al matrimonio monogamico oppure interrompere la battaglia per questa forma di unione, significherebbe contraddire il Vangelo».

E si sarebbe potuto immaginare che un papa rispondesse senza giri di parole sia al vescovo progressista, sia a «una top model brasiliana»
secondo i quali «al giorno d’oggi non c’è una sola donna che arrivi vergine al matrimonio», ergo perché la Chiesa rimane contraria ai rapporti prematrimoniali? «È giusto che in questo campo molte cose debbano essere ripensate ed espresse in modo nuovo. E tuttavia, per rispondere alla top model e anche al pensiero di molti altri, la statistica non è il metro di giudizio della morale. È grave abbastanza quando la demoscopia diventa il criterio per assumere le decisioni politiche, quando furtivamente ci si chiede: “Come aumentare il mio consenso” invece di domandarsi: “Cosa è giusto fare?”».

Leggi in anteprima il capitolo: Gesù Cristo ritorna

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