Rassegna stampa Speciali

Caro-libri, ecco l’Italia che dà una mano alle famiglie

La signora Valentina è stata tra le prime, ieri, a firmare il «contratto di comodato d’uso» introdotto a Montebelluna. Ha spiegato alla figlia Giuditta, 11 anni, iscritta in prima media, che sui libri ci può studiare quanto vuole, ma ne deve aver cura, perché dopo di lei li userà qualcun altro.

A Montebelluna, piccolo Comune del trevigiano ai piedi del Montello, sono 115 le famiglie che quest’anno risparmieranno fino al 50 per cento sui testi scolastici, grazie a un progetto finanziato dal Comune e realizzato dal Comitato Genitori. Come funziona è presto detto: i libri sono stati acquistati per metà dal Comune e per metà dalle famiglie, che pagano pure una caparra e si impegnano a restituirli alla fine dell’anno per consegnarli ad altri studenti. Se i volumi sono in buone condizioni, alle famiglie verrà restituita la caparra. I professori delle scuole medie coinvolte (per ora solo la prima classe) si sono impegnati a non cambiare testi almeno per 3 anni.
Dunque, spendere meno sui libri di testo si può. Basta che non siano solo i genitori a volerlo, ma ci sia un chiaro progetto delle istituzioni in tal senso. In effetti, il fai-da-te delle famiglie per ritagliare qualche margine di risparmio su una spesa ogni anno più consistente è sempre esistito e oggi è più che mai attivo: si va dai classici mercatini dell'usato ai siti internet per lo scambio. Ultimo nato quello del Codacons, che da pochi giorni ha attivato la spazio "Libri gratis", dove gli studenti possono inserire i dati del volume che vogliono cedere o al contrario acquistare. È finita invece nel nulla l'altra idea del Codacons, scannerizzare i testi e metterli a disposizione gratuitamente su internet, cosa che ha suscitato immediate minacce di procedimento penale da parte di alcuni editori. La compravendita di testi usati può diventare persino un happening: a Rezzato (Brescia) in questi giorni e fino al 24 settembre si svolge la V edizione del Meeting del Libro usato, con contorno di conferenze e spettacoli e un afflusso medio di 200 studenti al giorno.

Ma la vera novità di quest'anno arriva dagli enti locali, che in numero crescente si dimostrano sensibili ai problemi imposti dal caro-vita. La quasi totalità dei Comuni offre contributi e assegni per l'acquisto dei libri scolastici alle famiglie a basso reddito, ma i limiti sono modesti e tagliano fuori tutte le famiglie a reddito medio. Una soluzione che si rivolge a tutti, senza fare riferimento al reddito, è il comodato d'uso gratuito. Una strada imboccata con decisione dal Friuli-Venezia Giulia fin dal 2004.

La Regione ogni anno invita le scuole medie e superiori (ma in questo caso vale solo per il primo biennio) a richiedere i contributi per l'acquisto di testi; gli istituti acquistano i libri fondamentali e poi li assegnano agli studenti, fissando in autonomia la penale in caso di danneggiamento e l'eventuale riscatto finale. Per l'anno scolastico 2008-9 sono coinvolti più di 49 mila alunni di 106 scuole medie e 72 superiori, con un risparmio netto tra i 150 e i 200 euro all'anno per famiglia. Un'esperienza analoga è appena partita in Veneto: la Regione ha stanziato a bilancio 500 mila euro da destinare alle scuole che ne facciano richiesta per l'acquisto di libri di testo e di approfondimento da assegnare agli studenti con la formula del comodato d'uso.

Nella Provincia autonoma di Trento il comodato d'uso gratuito è ormai una prassi sia per le scuole medie che per il primo biennio delle superiori.

Una curiosità: nella delibera per l'anno scolastico 2008/9 si specificano con puntiglio gli obblighi degli studenti e il risarcimento dovuto a fine anno «in presenza di sottolineature, abrasioni, annotazioni e forme varie di personalizzazione» sui libri. A Bolzano la regolamentazione è più articolata: il comodato d'uso gratuito coinvolge tutti gli alunni della scuola dell'obbligo, anche quelli non residenti purché frequentanti una scuola in provincia. Una novità 2008 riguarda tutti gli studenti dell'ultimo triennio delle superiori, che riceveranno un contributo di 150 euro. La Regione Lazio al momento si limita a incoraggiare i Comuni a trasformare l'assegno di studio per le famiglie a basso reddito in concessione dei libri in comodato d'uso, con la collaborazione delle scuole, strada che però è stata imboccata in pochissimi casi.
 
Al Centro-Sud, peraltro, le esperienze non sono molte: tra le (poche) altre, quella della regione Sardegna, che per l'anno scolastico in corso ha stanziato 3 milioni di euro per promuovere nelle scuole superiori il comodato d'uso per gli studenti a basso reddito. E proprio ieri la giunta della Regione Campania ha stanziato 5 milioni di euro allo stesso scopo. Il Comune di Caltagirone<+Ev_testoband> sta attuando per la prima volta una sperimentazione in alcuni istituti medi e superiori: anziché il contributo libri, i ragazzi le cui famiglie stanno al di sotto di un certo reddito (Isee 10.632 euro) riceveranno direttamente i testi in comodato d'uso.

Altra strada teoricamente possibile è quella del noleggio dei testi, prevista già nella Finanziaria 2006. L'Unione nazionale scrittori e artisti, che fa parte della Cisl, aveva proposto addirittura un contratto collettivo nazionale garantendo agli autori il 3 per cento degli incassi da parte della società che noleggia i libri. Ma a tutt'oggi l'esperienza non è decollata.

E' Famiglia - Avvenire

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