Rassegna stampa Speciali

Celestino V il «cercatore di Dio»

DI PAOLO GUIDUCCI

Qualcuno non è abitato, altri sono ridotti in rovina. Il loro fascino di antichi luoghi di preghiera ricavati dalla roccia resta però intatto. È una vera e propria 'via degli eremi', quella custodita nel Parco nazionale della Maiella, in Abruzzo e che ora si può percorrere grazie ad una mostra fotografica e al volume «Celestino V.
Il gran segreto del cielo» dell’artista riminese Ardea Montebelli. Voluta da Comunità Montana Maiella e Morrone, Provincia di Pescara e Premio letterario Parco Maiella di Abbateggio, l’esposizione, curata da Jean Paul Di Gaetano e da Vincenzo Del Giudice, sarà inaugurata domani nel borgo medievale di Roccacaramanico dove rimarrà aperta fino al 21 agosto. Nella realizzazione dell’opera l’autrice, riminese, insegnante di scuola superiore, con alle spalle diverse pubblicazioni di poesia ed immagini fotografiche, si è lasciata guidare dall’esperienza religiosa di Celestino V, proponendo una sorta di percorso dell’anima in cui fotografia e poesia tendono ad un’unica meta: la ricerca della verità.
Papa Benedetto XVI nella sua recente visita pastorale a Sulmona ha definito Celestino «cercatore di Dio», colui che esprime pienamente la perenne tensione dell’uomo verso l’Assoluto. Pietro Angelerio, meglio conosciuto come Pietro da Morrone prima e poi con il nome di Celestino V, rinunciò al papato poiché la sua più intima aspirazione fu quella di fare l’eremita, desideroso di pace e solitudine.
Trovò l’una e l’altra cosa, in Abruzzo dove visse dedicandosi alla ricostruzione di numerosi luoghi di culto abbandonati e ridotti in rovina. Un patrimonio quello degli eremi di cui ancora oggi l’Appennino abruzzese è ricchissimo catturando l’attenzione dei pellegrini per il loro fascino antico e per la bellezza, che facilita la preghiera. Incastonati tra le pareti scoscese delle montagne, alcuni sono prodigi architettonici che rivivono nelle fotografie di Ardea Montebelli. Santo Spirito a Maiella, San Bartolomeo in Legio, San Giovanni all’Orfento, Sant’Onofrio all’Orfento, Sant’Onofrio al Morrone testimoniano un’esperienza religiosa, artistica e sociale più che millenaria.

© Avvenire - 6 agosto 2010

Iscriviti alla Newsletter

Iscriviti alla mailing list di cristiano cattolico. Conforme al Decreto Legislativo 30 giugno 2003, n.196, per la tutela delle persone e e il rispetto del trattamento di dati personali, in ogni momento è possibile modificare o cancellare i dati presenti nel nostro archivio. Vedi pagina per la privacy per i dettagli.
Per cancellarsi usare la stessa mail usata al momento dell'iscrizione.