Rassegna stampa Speciali

Il cuore di un pastore

Dal blog di Andrea Tornielli - 26 novembre 2010
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Vi propongo un brano tratto dal libro-intervista Luce del mondo, riguardante l’Humanae vitae di Paolo VI e la regolazione delle nascite. Mi sembra interessante per comprendere lo sguardo del pastore, il modo semplice e diretto usato da Benedetto XVI nelle risposte. E’ un invito alla lettura di tutto il volume.

Quello che voleva dire Paolo VI, la sua grande visione che rimane valida è questa: se si separano fondamentalmente l’una dall’altra sessualità e fertilità – è quello che accade con l’utilizzo della pillola – allora la sessualità diventa una cosa qualunque. Dopo, tutti i tipi di sessualità hanno lo stesso valore. Questa concezione vede nella fertilità qualcosa di distinto, così che i figli sono riproducibili razionalmente, in essi non vede un dono di Dio; ed a questa concezione in effetti è seguita ben presto quella che equipara l’omosessualità.

Le prospettive della Humanae vitae restano valide, ma altra cosa è trovare strade umanamente percorribili. Credo che ci saranno sempre delle minoranze intimamente persuase della giustezza di quelle prospettive e che, vivendole, ne rimarranno pienamente appagate così da diventare per altri affascinante modello da seguire. Siamo peccatori. Ma non dovremmo assumere questo fatto come istanza contro la verità, quando cioè quella morale alta non viene vissuta. Dovremmo cercare di fare tutto il bene possibile, e sorreggerci e sopportarci a vicenda. Esprimere tutto questo anche dal punto di vista pastorale, teologico e concettuale nel contesto dell’attuale sessuologia e ricerca antropologica è un grande compito al quale bisogna dedicarsi di più e meglio».

(…) La Chiesa Cattolica si oppone in realtà ad ogni tipo di regolazione delle nascite?

«No. È noto che approva la regolazione naturale delle nascite, che non è unicamente un espediente momentaneo, ma una strada. Perché presuppone che i coniugi abbiano tempo l’uno per l’altro; che si viva una relazione che dura nel tempo. E questo è qualcosa di fondamentalmente diverso dall’ingerire una pillola senza alcun legame interiore all’altro, solo per consegnarmi velocemente al primo che mi capita».

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